Ricci e l'appello dei sindaci: ''Green pass anche a scuola o dopo natale si torna in Dad''
Fa discutere la proposta lanciata con una lettera al governo dal presidente dell'Ali e sottoscritta da vari sindaci ma i timori che la variante Omicron renda ancor più complicato gestire la situazione tra i minori sono altissimi. Contrari i presidi: ''La scuola necessita di una estrema e doverosa gradualità nell’introduzione di misure che potrebbero comportare una compressione del diritto all’istruzione, pur se determinate da ragione di salute collettiva''

ROMA. ''Green pass a scuola per elementari, medie e superiori. Lettera appello sindaci al Governo. Se non si prende un provvedimento urgente, dopo pausa natalizia questo sarà l'amaro dono nella calza della Befana. Avremo tutti in Dad". Così su Twitter il sindaco di Pesaro e presidente dell'Associazione per le autonomie (Ali), Matteo Ricci, pubblicando il link di una sua intervista a Repubblica. Una frase che ha aperto il dibattito per un futuro, per il mondo della scuola, che rischia di essere di nuovo a tinte fosche nelle prossime settimane.
La corsa al vaccino diventa prioritaria anche per i minori e fortunatamente la campagna per mettere in sicurezza anche i bimbi tra i 5 e gli 11 anni è partita bene ma il timore che possa essere già troppo tardi e che se non si farà qualcosa rapidamente anche la scuola potrà subire gravi ripercussioni con anche la possibilità di ritorno in Dad, è molto concreta. La quarta ondata sta colpendo in maniera molto importante anche i bambini con la variante Delta che è apparsa da subito più aggressiva del Covd-19 originario anche per i più piccoli. Omicron sembra ancora peggio con una capacità di contagio altissima (si pensi che in Gran Bretagna in 4 giorni sono passati da 50.000 positivi a oltre 90.000 e i casi di variante Omicron in 24 ore sono triplicati tra quelli sequenziati).
Il tema è, quindi, sul tavolo ma ha già scatenato una pioggia di critiche. In primis i presidi con il presidente dell’associazione presidi (Anp), Antonello Giannelli che ha detto: ''Comprendiamo la preoccupazione di chi si trova a dover fronteggiare la quarta ondata che sta investendo in modo particolare la fascia più giovane della popolazione. D’altra parte la scuola necessita di una estrema e doverosa gradualità nell’introduzione di misure che potrebbero comportare una compressione del diritto all’istruzione, pur se determinate da ragione di salute collettiva''. Argomentazione che regge fino a un certo punto visto che l'obbligo vaccinale per entrare a scuola esiste già per fronteggiare molte terribili malattie e ormai quello contro il Covid è stato, di fatto, introdotto per poter svolgere moltissimi lavori.
L’appello del presidente di Ali-Autonomie Locali Italiane, Matteo Ricci, e sottoscritto anche dai colleghi Gualtieri, Sala, Manfredi, Lepore, Nardella e altri sindaci ha quindi basi concrete: ''Chiediamo al Governo - scrivono nella lettera - di introdurre subito il Green Pass anche nelle scuole per salvare la didattica in presenza. C’è il rischio concreto, visto l’aumento dei contagi, che da gennaio tutte le scuole italiane vadano in Dad. Non possiamo permetterlo. È nostro dovere tutelare sia il diritto al lavoro che il diritto all’istruzione. I sindaci - conclude la lettera - credono fortemente che questa sia l’unica strada da percorrere per il futuro della scuola e dei nostri ragazzi''. Contrari Lega e Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni che ha già dichiarato di non voler vaccinare sua figlia di 5 anni.
''Quando noi prendiamo una medicina qualsiasi medicina prendiamo, noi valutiamo un rapporto rischi-benefici - ha detto Meloni a Controcorrente, su Rete4 -. Sui bambini farei mezzo passo. Noi abbiamo scoperto che con questi vaccini non fermiamo il contagio, giusto? Quello su cui danno una mano significativa è il tema di evitare la terapia intensiva e il rischio di morte. In pratica ci si dice che l’immunità di gregge è impossibile, perché il vaccino non ferma il contagio, perché ci sono le varianti e perché noi siamo in un mondo globalizzato nel quale possiamo pure vaccinare il 100% degli italiani, ma quando ti arrivano gli immigrati dall’Africa il virus rientra. Quindi noi pretendiamo di vaccinare i bambini di cinque anni con vaccini che non hanno concluso la sperimentazione”.




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