Ritorno in classe per gli studenti trentini, ''Dad da evitare, puntiamo sulle mascherine Ffp2''. Fugatti: ''Importante proseguire con la scuola in presenza''
La campanella è tornata a suonare per tanti alunni dopo le festività di Natale e Capodanno. A ripartire oggi tutte le scuole dell'infanzia, oltre alle primarie di primo e secondo grado che hanno deciso di riprendere le lezioni. Tutti gli altri in classe da lunedì 10 gennaio. Stefania Galli (Cisl scuola): "Il nuovo anno inizia nell'incertezza, dobbiamo fare i conti con sospensioni, quarantene e malattie"

TRENTO. "Speriamo di cavarcela, si inizia il nuovo anno all'insegna dell'incertezza". A dirlo Stefania Galli, segretaria della Cisl scuola. "E non sappiamo se sarà un 2022 di buon auspicio o di tante difficoltà". La campanella è tornata a suonare per tanti alunni dopo le festività di Natale e Capodanno. A ripartire oggi (venerdì 7 gennaio) tutte le scuole dell'infanzia, oltre alle primarie di primo e secondo grado che hanno deciso di riprendere le lezioni. Tutti gli altri in classe da lunedì 10 gennaio. Intanto il governo ha definito le nuove misure per affrontare questa fase dell'epidemia, una serie di disposizioni per delineare le regole d'ingaggio negli istituti (Qui articolo).
Per gli insegnanti l'obbligo di vaccinazione è del 15 dicembre, il sistema aveva retto ma le vacanze erano ormai imminenti. Ora c'è da capire la prospettiva da qui a fine anno scolastico, cinque mesi a fronteggiare Covid e una variante Omicron che sembra avere maggiori capacità di contagio, compreso sui bimbi. Una curva del contagio che si è notevolmente alzata in questo periodo: oltre 2 mila casi solo negli ultimi tre giorni e un'incidenza superiore ai mille contagi ogni 100 mila abitanti.
A Il Dolomiti l'assessore Mirko Bisesti in materia sospensioni dei docenti no vax ha spiegato che "i casi sono sporadici e non metteranno a rischio la continuità didattica (Qui articolo). Ma questa rappresenta una fonte di preoccupazione, anche per i dirigenti (Qui articolo). Pure i sindacati sono in attesa di comprendere la dinamica delle prossime settimane.
"Purtroppo - evidenzia Galli - non ci è stato fornito dalla Provincia alcun dato: nessuna percentuale aggiornata di tasso di vaccinazione per la categoria o per gli alunni. In questo periodo abbiamo ricevuto svariate segnalazioni di positività tra il corpo docente e il personale scolastico. Da adesso, però, le assenze saranno più chiare e gli impatti più definiti, anche se il quadro è veramente complicato: si devono gestire le eventuali sospensioni, le quarantene e le malattie. Si può ricorrere alle supplenze e pianificare questi mesi: non sarà facile e ora ci si trova a fare i conti".
I sindacati e la Provincia appaiono, però, piuttosto in sintonia sulla didattica a distanza: "E' importante - dice il presidente Maurizio Fugatti - che le scuole possano proseguire in presenza. Come richiesto dalle Regioni, solo se si verificheranno contagi nelle scuole si attiverà la Dad". Ma in questo senso c'è un po' di contrarietà per la decisione prospettata dal governo nazionale di prevedere alle scuole superiori questo metodo per i non vaccinati una volta raggiunta una certa quota di contagi.
"Non siamo d'accordo - il commento del governatore della Provincia - non perché siamo contro il vaccino, ma il tema è che riuscire a organizzare le lezioni per una parte in Dad e una parte in presenza è difficile e rischia di discriminare dal punto di vista scolastico. Abbiamo chiesto quindi al governo di andare in Dad per tutti o per nessuno dopo una quota di contagi all'interno della classe".
Un'eventualità da scongiurare il più possibile anche per le parti sociali. "Speriamo che il tempo della didattica a distanza sia finito perché non fa bene a nessuno. Non è una soluzione ottimale in forma integrale - spiega la segretaria della Cisl scuola - ancora più difficile prevedere una modalità mista a livello organizzativo: affaticherebbe ancora di più i docenti e gli studenti, inciderebbe in negativo nell'ambito di un contesto già fortemente provato. La scuola è un mondo fatto di presenza e di relazioni, piuttosto è preferibile puntare con forza e decisione sulle vaccinazioni e sui presidi sanitari quali mascherine e distanziamento".
Un nodo è legato ai trasporti. "La circolare del Dipartimento è arrivata solo la sera di mercoledì 5 gennaio. Non sappiamo quanto può incidere e anche le famiglie potrebbero trovarsi in difficoltà, soprattutto nelle valli. In questi giorni c'è stata una corsa alle mascherine Ffp2, vedremo quello che accade e come la pubblica amministrazione intende rispondere alle varie esigenze", conclude Galli.













