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Covid19 e riapertura delle scuole, Pendenza: ''Preoccupati per i contagi fra gli studenti'', Quattrocchi: ''Siamo in attesa di direttive dall'Apss''

Tra il 7 e il 10 di gennaio riprenderanno le scuole e al momento non si conoscono ancora quali misure saranno introdotte per contrastare l'aumento dei contagi e la variante Omicron, sulla base anche del nuovo decreto. Diversi i punti interrogativi anche riguardo l'utilizzo delle mascherine Ffp2

Di Giuseppe Fin e Francesca Cristoforetti - 04 gennaio 2022 - 16:15

TRENTO. “Al momento siamo in attesa, non abbiamo ancora alcuna indicazione dall'Azienda sanitaria, che deve aggiornare il protocollo, non più valido per le nuove regole”. Sono queste le parole che arrivano da Donato Quattrocchi, responsabile per le misure anti-covid della Federazione Scuole Materne.

 

L'aumento dei contagi che si sta verificando in questi giorni sta preoccupando mamme e papà che tra il 7 e il 10 gennaio dovranno mandare i loro bimbi a scuola.

 

“In Trentino – sostiene Paolo Pendenza, coordinatore dei dirigenti scolastici tra Istituti comprensivi e scuole superiori – l’idea è quella di andare avanti secondo le regole che abbiamo usato sin dall’inizio dell’anno. Ripartiamo regolarmente il 7 gennaio”.

 

Sono già molti i bimbi che nelle ultime settimane sono stati trovati positivi. Al momento, secondo gli ultimi dati che vengono riportati dal portale “Vivoscuola'', sono in totale (Nidi d'infanzia, scuola dell'infanzia, scuola primaria e secondaria di I e II grado) 47 le sezioni in quarantena.

“I dati che abbiamo registrato noi come Federazione delle scuole materne – ci spiega Donato Quattrocchi – ci dicono che abbiamo fino a fine dicembre 52 bambini contagiati sulle 135 scuole. Poi registriamo positivi anche 6 insegnanti, 6 ausiliari, 1 cuoco e una persona del direttivo. In questi giorni, tra l'altro, stiamo ricevendo diverse segnalazioni di bambini positivi che evidentemente si sono contagiati mentre erano a casa. Sono 5 le sezioni chiuse''.

 

Anche Pendenza conferma i contagi negli Istituti comprensivi e scuole superiori: “L’unica differenza significativa – racconta – è il numero di contagi fra gli studenti, che sono decisamente maggiori rispetto alla fine della scuola, prima delle vacanze di Natale. La cifra è aumentata di molto, probabilmente a causa delle feste e alla riunioni fra i ragazzi in questo periodo di vacanza”.

 

Sarà necessario capire quindi come sarà la situazione al rientro e “quanto questi contagi influiranno sul numero di classi in quarantena, che prima delle vacanze di Natale erano circa 27-28, un numero limitato”, dice Pendenza.

 

 

IN ATTESA DI NUOVE REGOLE

L'Azienda sanitaria di Trento, fino ad oggi non si è espressa sul nuovo protocollo e non ci sono nemmeno ordinanze provinciali” ci dice il responsabile per le misure anti-covid della Federazione Scuole Materne.

 

In una situazione simile ora si sta cercando di capire quali passi intende fare la Provincia e soprattutto l'Azienda sanitaria, perché in vista delle riaperture delle scuole tra il 7 e il 10 gennaio e sulla base dell’ultimo decreto legge nazionale, potrebbero essere introdotte nuove misure.

 

Il cambio di norme sulla quarantena potrebbe eludere quindi il problema della mancanza di personale insegnante. “Dal mio punto di vista – sostiene Quattrocchi – sicuramente c’è una volontà con il nuovo decreto di voler andare avanti a livello lavorativo”.

 

 

LE MASCHERINE FFP2

C'è però un altro nodo che preoccupa ed è quello dell'introduzione delle mascherine Ffp2. Nei giorni scorsi, infatti, si è stabilito che la struttura commissariale nazionale dovrà fornire mascherine Ffp2 al personale scolastico delle scuole dell'infanzia e di quegli istituti dove ci sono alunni esentati dall'utilizzo dei dispositivi di protezione. Lo prevede il decreto legge, pubblicato i in Gazzetta Ufficiale, in materia di "proroga dello stato di emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell'epidemia".

 

L'articolo 16 stabilisce infatti che il commissario provvede alla fornitura dei dispositivi "al personale preposto alle attività scolastiche e didattiche nei servizi educativi per l'infanzia, nelle scuole dell'infanzia e nelle scuole di ogni ordine e grado, dove sono presenti bambini e alunni esonerati dall'obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie".

 

“Questo è un tema serio che dobbiamo affrontare – spiega a ilDolomiti Quattrocchi – perché la fornitura sarà in capo alla Provincia attraverso la Protezione civile. Dovrebbero, secondo queste regole, fornire le mascherine a tutte le scuole e bisogna capire se ci sarà disponibilità per tutti”.

 

La questione, secondo il coordinatore dei dirigenti Pendenza, “è tutto sommato abbastanza secondaria, perché si parla di dare mascherine Ffp2 a tutti i docenti che hanno in classe uno studente che non può utilizzare il dispositivo di protezione, quindi ragazzi Bes (Bisogni educativi speciali ndr) o che hanno intolleranze certificate dal medico”. Negli altri casi si utilizzano le “mascherine chirurgiche fornite dalla scuola”.

 

L’assessore all’Istruzione Mirko Bisesti ha confermato ieri che non ci saranno problemi su questo fronte.

 

Per quanto riguarda le scuole dell’infanzia, “le mascherine Ffp2 e/o Ffp3 - spiega Quattrocchi - dovranno essere indossate sia dalle insegnanti che dal personale ausiliario”.

 

IL PERSONALE

Le graduatorie per l'insegnamento nelle scuole materne sono sostanzialmente a zero e l'aumento dei contagi con la possibilità di insegnanti a casa in malattia preoccupa la Federazione delle Scuole Materne.

 

Se prima preoccupava la loro assenza dal posto di lavoro, ora le cose potrebbero cambiare, visto che il decreto nazionale prevede la quarantena precauzionale non si applica a coloro che hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al Covid19 nei 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario o dalla guarigione nonché dopo la somministrazione della dose di richiamo (QUI ARTICOLO).

 

“Con l’obbligo vaccinale si sono create situazioni un po’ critiche e diverse casistiche – continua Pendenza – dall’inizio delle vacanze ci sono stati docenti non vaccinati che si sono vaccinati o che durante le vacanze si sono ammalati quindi una volta guariti potranno ritornare a scuola con il green pass senza doversi fare la prima dose. Alcuni invece sono in congedo e altri che saranno sospesi”.

 

Per quanto riguarda la sospensioni è difficile dire adesso quante sono – sostiene il coordinatore – perché tanti hanno preso appuntamento per la vaccinazione. Vedremo da questa settimana se questi docenti si vaccineranno”.

 

 

LA QUARANTENA DELLE CLASSI

Secondo Pendenza le regole riguardo le quarantene, almeno per gli Istituti comprensivi e superiori, “rimangono le stesse, quindi ci devono essere almeno due studenti contagiati in una classe, prima che gli studenti vadano in quarantena”. Questa norma vige solo “nelle scuole trentine, ma sta funzionando piuttosto bene”.

 

La situazione se confrontata a quella dello scorso anno “è stata decisamente migliore, sia per i vaccini sia perché abbiamo visto come difficilmente gli studenti si contagino all’interno della scuola, ma piuttosto fuori”.

 

Pendenza lancia un appello: “È molto importante – conclude – che i comportamenti di tutti, anche degli studenti, siano responsabili fuori dalla scuola anche se si è vaccinati”.

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