Scuola, assenti circa 5 mila alunni e 600 insegnanti. I dirigenti: ''In casi estremi saltano le attività extra ma il servizio è garantito''
Il responsabile dei dirigenti scolastici, Paolo Pendenza: "Il quadro è molto complesso e le criticità variano sulla base degli istituti ma si va avanti"

TRENTO. "La situazione è delicata e caratterizzata da un elevato numero di studenti positivi". A dirlo Paolo Pendenza, responsabile dei dirigenti scolastici trentini. "Diversi anche i docenti assenti per malattia. Il quadro è molto complesso e le criticità variano sulla base degli istituti ma si va avanti e si cercano di trovare le migliori soluzioni per garantire le lezioni".
Tra venerdì scorso e oggi (lunedì 10 gennaio) gli alunni sono rientrati in classe dopo le festività di Natale e Capodanno. Fronte trasporti non si segnalano particolari situazioni di disagio (Qui articolo), più articolate invece le criticità che riguardano le scuole. Assente il 10% degli studenti, circa 5 mila alunni tra positività e contatti stretti; 600 docenti gli insegnati che non sono andati a far lezione mentre 200 sono i docenti sospesi. Queste le stime fornite dal Dipartimento di istruzione. E la previsione è questa settimana il numero possa raddoppiare (Qui articolo). A ieri il bollettino Covid diffuso dalla Provincia riportava di 4 classi in isolamento.
"Non è facile e sicuramente c'è una certa pressione sul sistema scolastico. Molto poi dipende dalla grandezza del plesso - dice Pendenza - ci sono alcune situazioni per le quali 2 o 3 insegnanti assenti comporta una certa difficoltà. Si può arrivare anche a soluzioni estreme come ridurre gli orari o cancellare attività extra ma il servizio viene garantito in ogni caso".
Questa settimana il Trentino procede con le "vecchie" regole di isolamento e quarantena, mentre sui trasporti è stata ottenuta una deroga ministeriale per quanto riguarda gli studenti. A ogni modo Pat, sindacati e mondo scolastico in generale appare piuttosto compatto sulla necessità di evitare per quanto possibile il ricorso alla didattica a distanza.
"In questo momento gli alunni costretti a casa si collegano per la maggior parte online, ci sono dati significativi di positività. Ma crediamo che l'eventuale Dad per i ragazzi non vaccinati se si dovesse essere raggiunto un determinato numero di casi non sia corretta. Oltre ai problemi organizzativi, si deve evitare una spaccatura all'interno della classe. Come dirigenti abbiamo inviato una richiesta al Dipartimento per trovare una modalità più giusta di gestione, anche la Provincia è d'accordo e si troverà una soluzione nelle prossime settimane", conclude Pendenza.


















