Covid, ''Circa 2 mila casi tra gli studenti, probabile che siano altrettanti settimana prossima''. Fugatti: ''Scuola in presenza, poi ci adattiamo a disposizioni nazionali''
Antonio Ferro, direttore generale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari: "I contagi avvengono soprattutto in contesti esterni alla scuola: il momento conviviale, familiare e quello sportivo. Sono convinto che sia importante continuare il più possibile con la scuola in presenza". Ceccato: "Ci sono 200 persone no-vax e altrettante contagiate''

TRENTO. "La Campania e la Sicilia non vogliono aprire le scuole ma noi non ci accodiamo a chi critica l'operato del governo". A dirlo Maurizio Fugatti, presidente della Provincia. "I criteri per l'applicazione delle regole arrivano in queste ore e vogliamo dare disposizioni il più possibile serie e affidabili per gli istituti e per le famiglie. Comunque lunedì si parte e intanto prendiamo visione delle regole nazionali".
Già venerdì scorso tutte le scuole dell'infanzia sono ritornate operative, oltre alle primarie di primo e secondo grado che hanno deciso di riprendere le lezioni. Tutti gli altri in classe da lunedì 10 gennaio (Qui articolo). Un'intenzione confermata dalla Provincia.
"Lunedì - spiega Fugatti - la scuola riparte normalmente come è sempre stato, con la forte convinzione di riaprirla per tenerla aperta nei giorni a venire. Ci sono i criteri che il ministero ha dato sui contagi in classe. Criteri differenziati che devo dire stiamo analizzando in queste ore. Quindi abbiamo deciso con la task force che ripartiamo con i criteri che c’erano fino alle vacanze natalizie, poi capiremo come calarle sulla scuola trentina. Intanto iniziamo in presenza. Non vuol dire che deroghiamo alle norme nazionali, le adatteremo al sistema trentino nei prossimi giorni".
Il bollettino di oggi riporta di oltre 3 mila casi (Qui articolo). "Tra i contagi di oggi - evidenzia il presidente della Provincia - ci sono sicuramente insegnanti e personale scolastico. Possono capitare problemi organizzativi, ma vogliamo continuare anche in questo momento straordinario con gli alunni in classe".
Un punto sulla scuola viene effettuato anche dal Dipartimento istruzione. "Prima delle vacanze - commenta Roberto Ceccato - avevamo una cinquantina di classi in quarantena su 4 mila sezioni. I numeri del contagio erano inferiori alla situazione attuale, oggi il protocollo prevede la quarantena con 2 bimbi per classe e sezione. La scorsa settimana abbiamo registrato circa 2 mila studenti positivi, altrettanti probabilmente nei prossimi 7 giorni. Cercheremo di valutare e capire l'applicazione che deve essere definita a livello operativo con le nuove regole".
La curva del contagio in aumento e un'incidenza così elevata comportano diverse incertezze sul fronte scolastico. "Ci sono 200 persone su 10 mila dipendenti sospesi - prosegue Ceccato - perché no-vax e l'obbligo vaccinale è ancora in corso: un dato quindi non definitivo. Immaginiamo ci possa essere un numero analogo di persone contagiate e impossibilitate a prendere servizio nei prossimi giorni. La situazione è difficile e impegnativa, ma il sistema risponde nel migliore dei modi".
Nelle scorse ore il direttore generale dell'Apss in qualità di presidente della società igiene è intervenuto con alcune proposte sulla gestione di questa fase negli istituti tra niente scuola per chi ha sintomi, mascherine Ffp2, attivazione di punti vaccinali negli istituti e distanziamento (Qui articolo).
"I contagi avvengono soprattutto in contesti esterni alla scuola: il momento conviviale, familiare e quello sportivo. Sono convinto che sia importante continuare il più possibile con la scuola in presenza", conclude Antonio Ferro, direttore generale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari.














