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| 10 giu 2022 | 18:15

Il Garante dei Minori (di nuovo) contro le mascherine in classe e chiede alla Giunta Fugatti impianti di areazione adeguati

Mentre l'amministrazione provinciale si accaniva con i diritti di 142 bambini perché figli di genitori stranieri (e toglieva loro il bonus bebè) il garante dei minori è tornato sul tema delle mascherine a scuola con un'analisi alquanto discutibile ma una proposta valida, già avanzata da almeno un anno in varie sedi e anche dal consigliere Ugo Rossi alla stessa Giunta. Che sia Covid o qualsiasi altra malattia ''respiratoria'' o problema allergico migliorare la qualità dell'aria non può che essere cosa buona e giusta

Il Garante dei Minori (di nuovo) contro le mascherine in classe e chiede alla Giunta Fugatti impianti di areazione adeguati

TRENTO. Mentre la Giunta Fugatti discriminava 142 bambini senza motivo e senza appigli legali solo perché figli di genitori stranieri (e nelle scorse settimane ci hanno pensato i giudici a dire che legare il bonus bebé a un tale presupposto è ''discriminatorio'') il garante per i diritti dei minori di Trento se l'è presa con le mascherine (in realtà è dall'inizio della pandemia che perora battaglie di questo tipo) a scuola.

 

Lo ha fatto con tanto di conferenza stampa (alla quale hanno preso parte in prima fila alcuni esponenti della piazza no vax oltre alla consigliera provinciale della Lega Mara Dalzocchio) con un linguaggio che ha ricordato da vicino quello del complottismo più spinto che tanto male ha fatto in questi due anni di pandemia alla comunità. Il garante Fabio Biasi, si è detto, infatti, sconcertato perché in due anni e mezzo il Governo non avrebbe condotto ricerche o valutazioni scientifiche in merito all'utilizzo delle mascherine in classe. “Al contrario esiste una serie di studi di dominio pubblico che evidenziano rischi ed effetti negativi dell’obbligo imposto ai più giovani”. E ha citato in particolare quello dell’Autorità nazionale Garante per l’Infanzia, ''che nel periodo pandemico ha riscontrato tra i bambini e i ragazzi italiani un aumento dei disturbi del comportamento alimentare, delle ideazioni suicidiarie, del ritiro sociale, dei disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione e del linguaggio, dei disturbi della condotta''.

 

In realtà che l'uso della mascherina serva a quel che deve servire, ridurre il rischio di contagio da Covid è ormai acclarato ad ogni livello e pare incredibile che dopo due anni di tragedie e di drammi ancora qualcuno lo metta in discussione. Dall'altro lato che si debba fare il possibile per tornare a guardarsi, vedersi, parlarsi senza dover indossare il dispositivo di protezione individuale è un'altra certezza e tutti auspicano che la pandemia resti solo un brutto ricordo e le cose ripartano come e meglio di prima.

 

Per raggiungere questo obiettivo nel più rapido tempo possibile sono, per merito della scienza, arrivati i vaccini ma, anche per scriteriate resistenze di complottari e complottisti le fasce in età scolare restano le più scoperte (qui sotto i grafici del Sole24Ore aggiornati al 9 giugno) e quindi sono quelle cui risulta più difficile ''togliere'' l'obbligo di mascherina. Insomma, nessuno si sta accanendo con qualche specifica categoria, in questo caso con gli scolari, per ragioni misteriose o di pura cattiveria.

 


 

In ogni caso, tolta l'analisi del problema, alquanto discutibile, la soluzione proposta dal Garante dei minori è stata quella di chiedere all'amministrazione provinciale di attrezzare le scuole con impianti adeguati per l'areazione. Tema, questo, per il quale anche il Dolomiti si è speso circa un anno fa e che è stato oggetto anche di una serie di proposte alla Giunta Fugatti da parte del consigliere provinciale di Azione Ugo Rossi. In quel caso l'amministrazione leghista era rimasta silente e nulla si era mosso. Ora la speranza è che la Provincia prenda in esame tale iniziativa che avrebbe benefici effetti non solo contro la lotta al Covid ma contro ogni malattia legata alle vie respiratorie e anche contro le allergie. Insomma una cosa buona e giusta che parte dal concetto di migliorare la qualità dell'aria che viene respirata in classe o in ogni altro ambiente. 

 

Come detto alla conferenza stampa ha portato il saluto del consiglio provinciale Mara Dalzocchio, membro dell’Ufficio di Presidenza, che ha espresso l’auspicio di un ritorno alla completa normalità con il prossimo anno scolastico.

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