Petizione anti-gender di ProVita, intervengono gli studenti trentini: "Posizione retrograde e chiuse rispetto ai diritti''
Ad intervenire sono la Rete degli Studenti Medi di Trento e l'Unione Degli Universitari contro la petizione popolare "anti-gender" arrivata in V Commissione del Consiglio provinciale

TRENTO. “No alle discriminazioni”, anche in Trentino serve una scuola “luogo di scoperta e crescita personale”.
Dopo la recente petizione proposta da parte dell'associazione ProVita (QUI L'ARTICOLO) riguardo ad un cosiddetto timore derivante dall'introduzione negli ambienti scolastici di momenti di formazione e confronto sul tema dell'identità sessuale ad intervenire ora sono la Rete degli Studenti Medi di Trento e dell'Unione Degli Universitari.
"Dopo il vergognoso affossamento del ddl Zan - afferma Mariateresa Graziano della Rete degli Studenti Medi - non siamo disposti ad accettare posizioni così intransigenti all'interno del nostro consiglio provinciale e contrarie alla prospettiva di rendere la scuola il luogo di scoperta e crescita personale che deve essere per noi giovani"
Continuare a rivolgersi all'identità sessuale, spiegano in una nota gli studenti, come se si trattasse “di una pericolosa ideologia imposta ai bambini è quanto di più fuorviante” si possa fare riguardo a questa delicata tematica. “La necessità di espressione, crescita e conoscenza di noi stessi deve nascere, infatti, proprio nella sicurezza di un ambiente scolastico" ha spiegato Graziano.
A definire la petizione di Pro Vita totalmente in antitesi con quella che deve essere una scuola progressiva scevra di discriminazioni è invece Luca Pistore, responsabile organizzativo di Udu Trento. “Il consigliere Cia – spiega - e la maggioranza dimostrano, ancora una volta, di essere totalmente ciechi di fronte alle necessità di autodeterminarsi di ciascuna persona. Dopo le oscenità viste a livello nazionale con gli applausi riguardo l’affossamento del ddl Zan, non possiamo accettare petizioni e Ddl così retrograde e chiuse rispetto ai diritti. Noi rivendichiamo una scuola e un’Università a misura di studente, che guardi e valorizzi la persona non limitandola”. Conclude













