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Trento
09 febbraio | 12:18

Pro Vita chiede una legge “anti-gender”, associazioni in strada con un sit-in (VIDEO): “Di emozioni e affettività bisogna parlare sempre e comunque”

Molte le persone che questa mattina hanno partecipato al sit-in davanti al Palazzo della Provincia: "Di emozioni, di affettività e di relazioni noi dobbiamo parlare sempre e comunque"

TRENTO. Come già anticipato negli scorsi giorni (Qui Articolo), nella giornata di oggi (9 febbraio) l'associazione Pro Vita ha organizzato una conferenza stampa per presentare la legge per la 'libertàeducativa: un evento al quale partecipano sia esponenti della Giunta Fugatti, come l'assessore all'Istruzione Mirko Bisesti (Lega), che consiglieri provinciali tra i quali il capogruppo di Fratellì d'Italia Claudio Cia e il rappresentante fassano Luca Guglielmi. Al loro fianco Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia Onlus.

Si tratta di una legge, scrive Pro Vita, che punta a dire “no al gender e alla fluidità sessuale nelle scuole di ogni ordine grado e protegga così i bambini, i giovani e la priorità dei genitori nell'educazione dei propri figli”. Già negli scorsi giorni era arrivata la denuncia del consigliere provinciale Paolo Zanella, che aveva parlato di un tentativo di “impedire di parlare di identità sessuale nelle scuole” e di un provvedimento che vorrebbe “allineare il Trentino alla Russia di Putin all'Ungheria di Orbàn”.

In vista della conferenza, diverse organizzazioni (l'appello è stato sottoscritto da Arcigay del Trentino, Agedo del Trentino, Famiglie Arcobaleno del Trentino, Udu Trento, Laici trentini per i diritti civili, Collettivo transfemminista queer Trento, Rete studenti medi di Trento, Non una di meno Trento, Rete ELGBTQIA+ del TAA, i Sentinelli di Trento e Lila Trentino) hanno poi organizzato un sit in “per la vera libertà d'insegnamento” proprio davanti al Palazzo della Regione, sottolineando: "Sotto il nome fuorviante di 'libertà educativa', si cela l’ennesimo tentativo di depotenziare la lotta all’omo-bi-lesbo-transfobia, privando le scuole degli strumenti necessari a combatterla: competenze, educazione e formazione. Non c’è infatti vera libertà se non ci sono gli strumenti per viverla e praticarla appieno. La libertà promossa da questa legge è finta, un artificio retorico vuoto e pericoloso, addirittura in contrasto con la libertà di insegnamento sancita dalla Costituzione".

Tra bandiere arcobaleno vari interventi sul tema, sono stati molti partecipanti alla manifestazione, compresi diversi consiglieri provinciali ed esponenti dell'Anpi. “I ragazzi che scoprono la loro individualità – è stato detto nel corso di un intervento – il loro non essere dentro le norme etero-patriarcali si trovano senza risposta, senza sostegno, quindi questi percorsi sono fondamentali. Nulla poi è nascosto, questi percorsi sono condivisi con insegnantiscuola genitori. Di emozioni, di affettività e di relazioni noi dobbiamo parlare sempre e comunque”.

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