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Covid, nuova ordinanza che cambia le regole della scuola. Fugatti: ''Con il terzo contagio alle superiori gli studenti non vaccinati in Dad, tutta la classe con il quarto caso''

E' pronta una nuova ordinanza in Provincia. Fugatti: "Una misura che sintetizza i provvedimenti adottati in Trentino fino a oggi e l'ultimo decreto nazionale". Le nuove regole dalla scuola dell'infanzia alle superiori. Il dirigente del Dipartimento istruzione: "La situazione dei docenti è pesante e grave: più di 500 insegnanti sono contagiati e poi ci sono quelli sospesi". Il 5% delle classi trentine in quarantena

Di Luca Andreazza - 18 gennaio 2022 - 19:28

TRENTO. "Ci sono state molte analisi sul tema scolastico, oltre che a quello sanitario. E' pronta una nuova ordinanza che sintetizza i provvedimenti adottati in Trentino fino a oggi e l'ultimo decreto nazionale". A dirlo il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti. "Ci si discosta un po' dalle regole disposte a Roma".

 

Alla ripresa delle lezioni dopo le festività di Natale e Capodanno, la Provincia aveva optato per un time out di una settimana e aveva deciso di proseguire con le regole definite prima delle vacanze per trovare una mediazione tra le disposizioni nazionali e la realtà del territorio. 

 

Il contagio continua a correre: il bollettino odierno è particolarmente pesante e riporta di 6 decessi e oltre 3 mila nuovi positivi con un peggioramento dei tassi di ospedalizzazione, in particolare quelli che riguardano l'area medica (Qui articolo). Gli ultimi dati avvicinano il Trentino alla zona arancione, manca un solo parametro che non ancora stato superato per 4 ricoveri (Qui articolo). 

 

"Abbiamo un quadro abbastanza definito e abbiamo analizzato i nostri provvedimenti e quelli nazionali. Abbiamo trovato una posizione - dice Fugatti - che sintetizza le misure, prende spunto dalla nostra esperienza e punta a diminuire il più possibile la didattica a distanza nel rispetto dei criteri di sanità: sono scelte decise con la parte sanitaria".

 

Sono numerosi casi identificati negli ultimi giorni nelle fasce più giovani e c'è stato una progressione delle classi finite in isolamento. "Oggi abbiamo 600/700 contagi fino a 10 anni, dati che pesano sulle classi e sul numero degli alunni interessati. Ogni giorni - spiega Fugatti - si aggiungono una trentina di classi in quarantena e sono 189 in questo momento. Non è un numero basso, si tratta di circa il 5% a fronte di 4 mila classi in Trentino: il contagio cresce ma è ancora sotto controllo". 

 

La firma della nuova ordinanza della Provincia di Trento dovrebbe avvenire nella giornata di domani, mercoledì 19 gennaio. Ma sono stati anticipati i contenuti per le disposizioni degli isolamenti delle classi. Nella scuola dell'infanzia servono 2 contagi per chiudere la classe; stesso discorso per le scuole elementari e medie: il limite è di 2 casi ("Abbiamo spostato la valutazione fino alla terza media - evidenzia il presidente della Pat - per avere un'uniformità del metro perché il decreto nazionale si fermerebbe alla prima media").

 

Capitolo scuole superiori: "Abbiamo analizzato il protocollo nazionale e riusciamo a cambiare fino a un certo punto. Fino a 2 positivi non cambia nulla - aggiunge Fugatti - con il terzo contagio la classe resta aperta ma i non vaccinati vanno in Dad e con 4 casi tutti gli studenti passano in didattica a distanza. Il conteggio nostro ha un caso in più: un messaggio di fiducia e un passo in più rispetto alle regole da Roma. Il numero dei non vaccinati alle superiore è via via decrescente, l'auspicio è che non siano in tanti a dover andare in Dad con il terzo caso".

 

La sospensione della didattica in presenza "passa da 14 a 10 giorni", mentre per ridurre la quarantena da 10 a 7 giorni, "l'Azienda provinciale per i servizi sanitari - prosegue il presidente della Provincia - vuole monitorare la situazione. Se ci dovesse essere un miglioramento tra 10/15 giorni potrebbe esserci questa modifica, dipende dal contagio e i dati in questo momento non sono rosei".

 

Il comparto scolastico si trova sotto pressione. "Il trend - commenta Roberto Ceccato, dirigente generale del Dipartimento istruzione e cultura - era previsto e corrisponde all'evoluzione della curva epidemiologica. La crescita è più contenuta e stabile rispetto ai ragazzi ma la situazione per quanto riguarda in particolare i docenti è pesante e grave: più di 500 insegnanti sono contagiati e poi ci sono quelli sospesi. Tutto è sotto controllo ma c'è l'ipotesi di modificare le attività facoltative. La situazione regge e naturalmente c'è un po' di preoccupazione in quanto questa fase potrebbe condizionare lo svolgimento del servizio scolastico".

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