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Fugatti toglie l'obbligo di mascherina all'aperto, Ianeselli: ''Indossiamola sempre, può fare la differenza"

Anche Futura interviene sull'ultima ordinanza di Fugatti. Paolo Zanella: "Uno smacco per il personale sanitario, stremato da mesi di duro lavoro, in affanno per coprire bisogni sanitari accresciuti, carenze d'organico strutturali e turni di colleghi che hanno contratto l'infezione"

Di Luca Andreazza - 03 December 2020 - 13:32

TRENTO. "Una mascherina può davvero fare la differenza. Gli esperti ce l'hanno detto e ripetuto: mettiamola sempre, in tutte le occasioni, per impedire al virus di circolare". Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, prende posizione dopo la decisione del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, di togliere l'obbligo di indossare il dispositivo anche all'aperto (Qui articolo).

 

L'indicazione provinciale è quella di togliere l'obbligo di indossare questo strumento all'esterno. "In fondo, tra tutte le limitazioni di questi mesi - dice il sindaco di Trento - quella di indossare la mascherina non è stata certo la più pesante, tanto che ormai ci abbiamo fatto l'abitudine. Con il tasso di contagi ancora alto, il numero di ricoverati in terapia intensiva in crescita e il grido d'allarme lanciato solo ieri dagli infermieri ormai allo stremo, proteggere noi stessi e gli altri è un dovere che costa poco ma ha un ritorno altissimo".

 

Un'ordinanza di piazza Dante arrivata a poche ore dal nuovo Dpcm, quello che delinea le misure per le festività di Natale e Capodanno. E per questo l'intervento della Provincia che appare più di facciata che di sostanza, mentre ancora non sono stati comunicati i dati dei test antigenici effettuati sul territorio. La cittadinanza non è ancora stata messa a conoscenza dei numeri complessivi di un contagio che appare purtroppo ancora alto (Qui articolo). 

 

L'invito del primo cittadino del capoluogo è quello di mantenere alta la guardia e usare tutte le precauzioni del caso. "Quando usciamo di casa - aggiunge Ianeselli - mettiamo la mascherina. Sempre. Facciamolo per chi combatte contro il virus negli ospedali. Per gli anziani e per le persone vulnerabili. Per tenere sotto controllo i numeri della pandemia e consentire così alle attività economiche di restare aperte. Se siamo più responsabili, siamo più forti".

 

Una decisione che preoccupa molti cittadini, come raccontato da Roberta Tovazzi a Il Dolomiti: "Per noi malati oncologici la mascherina è vita. Fugatti ci ripensi. I voti presi con gli impianti si perdono con i funerali” (Qui articolo).

 

Interviene anche Futura. "Una decisione irresponsabile - spiega il consigliere provinciale Paolo Zanella - presa senza considerare la reale prevalenza degli infetti e che quindi rischia di far risalire la curva dei contagi. Comprensibile la volontà di bilanciare il diritto alla salute con gli interessi economici, in particolare degli esercenti e degli operatori turistici, ma farlo così non farà altro che aumentare le probabilità di contagio per tutti. Questo non è il momento di mollare, piuttosto si lavori per adeguati ristori per chi a causa di queste misure restrittive ci perderà e si inizi a progettare seriamente il post-pandemia".

 

Nel mirino il modus operandi della Provincia. "E' responsabilità di chi governa tutelare la salute di cittadini e cittadine. Certo - continua Zanella - in epoca di pandemia non è semplice capire quali siano le decisioni migliori da prendere. Per questo ci si deve basare sulle evidenze scientifiche disponibili e appoggiarsi ai nostri migliori ricercatori e ricercatrici. Peccato che la Giunta Fugatti si sia distinta per scelte azzardate nella prima fase della pandemia, per inerzia organizzativa durante la tregua estiva e per un approccio del tutto inadeguato in questa seconda ondata, scientemente fondato su dati parziali. Dopo numerosi solleciti arrivati da minoranze consiliari, ordini professionali, ricercatori, parti sociali, il presidente Fugatti ancora non comunica il numero dei tamponi antigenici. Dev'essere Roma a imporci di comunicarlo o si tratta di una questione di trasparenza e responsabilità verso la cittadinanza? Perché poi è su questi dati reali che vanno calcolati tutti gli indici epidemiologici e prese le decisioni di contenimento dell'infezione".

 

Solo nelle scorse ore e nonostante le rassicurazioni della Provincia, sono arrivati diversi allarmi tra Rsa e infermieri. "Basandosi su dati incompleti - evidenzia il consigliere provinciale di Futura - con un numero di decessi inspiegabile se rapportato ai positivi dichiarati, con gli ospedali ancora sovraccarichi di pazienti Covid-19, da oggi la Giunta decide di allentare alcune misure preventive messe in atto. Niente più mascherina obbligatoria all'aperto, basta restrizione per i mercati e i negozi, si ritorna a fare sport nei centri affollati. Uno smacco per il personale sanitario, stremato da mesi di duro lavoro, in affanno per coprire bisogni sanitari accresciuti, carenze d'organico strutturali e turni di colleghi che hanno contratto l'infezione. Infermieri, Oss, medici, fisioterapisti chiedono aiuto appellandosi alla responsabilità della cittadinanza, mentre la Giunta leghista non fa nulla per rimpinguare gli organici, anzi, allenta pure le misure di prevenzione, rischiando di sovraccaricare ulteriormente ospedali e servizi territoriali".

 

Negli scorsi giorni è stata lanciata una petizione (QUI PER FIRMARE) per chiedere più trasparenza alla Provincia di Trento e al presidente della Provincia in merito alla diffusione dei dati sul contagio. "Se il Ministero, appresi i dati sui tamponi antigenici che forse oggi il presidente Fugatti inizierà a comunicare, imponesse al Trentino restrizioni più severe di quelle appena sospese, sapremmo perfettamente chi ringraziare. Se ci fosse stata trasparenza fin da subito, oggi beneficeremmo della messa in atto di misure di prevenzione adeguate ai numeri reali, con effetti molto più significativi sul numero di contagi, decessi e ricoveri. Qualcuno prima o poi dovrà pur assumersi la responsabilità degli effetti di questa gestione dissennata", conclude Zanella.

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