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Coronavirus, vertice tra medici, Apss e Pat: ''Personale sanitario e ospedali in forte difficoltà. Ci aspettiamo calo del contagio con zona rossa''

E' prevista per oggi l'ordinanza della Provincia che recepisce le misure nazionali. Il presidente Maurizio Fugatti: "Sostanzialmente si entra in zona rossa. Crediamo che in questo modo la diffusione del contagio avrà un forte calo. Anche se c'è il rischio che con gennaio e febbraio ci possano essere problemi con la nuova influenza"

Di Luca Andreazza - 23 dicembre 2020 - 13:21

TRENTO. "Abbiamo incontrato l'Ordine dei medici anche per le sollecitazioni che ci sono arrivate nei giorni scorsi". Così il presidente Maurizio Fugatti dopo il vertice tra Pat, Apss e medici. "La volontà è quella di trovare un percorso comune per le tematiche tecniche, ci sono state portate all'attenzione una serie di puntualizzazioni".

 

Nelle scorse ore i medici e gli infermieri (Qui video) sono tornati a lanciare un grido d'allarme per la situazione epidemiologica in Trentino. Oltre alla curva del contagio, preoccupa in particolare il livello molto alto di ospedalizzazioni e posti letto in terapia intensiva occupati. I professionisti continuano, infatti, a mostrarsi parte attiva in questa complicata epidemia, soprattutto per stimolare le autorità a intraprendere, pur nella difficoltà del contesto, le soluzioni più idonee. 

 

"E' importante la campagna di sensibilizzazione - aggiunge il presidente della Provincia - che portano avanti i professionisti, un Trentino che fa sistema in questa fase difficile: il personale sanitario e gli ospedali sono in forte difficoltà. E' fondamentale quindi chiedere alla popolazione il senso di responsabilità".

 

Recentemente i medici hanno chiesto a piazza Dante un cambio di passo nella strategia per fronteggiare la diffusione di Covid-19, una revisione del piano emergenza che non funzionerebbe e metterebbe in evidenza grossi limiti (Qui articolo).

 

Tra le richieste più urgenti: una sorveglianza periodica del personale sanitario; aumento dei posti letto e del personale con assunzioni di medici e infermieri per l’ospedale e il territorio e le Rsa; individuazione sul territorio dei cosiddetti Covid hotel per coloro che non hanno la possibilità di isolamento nel proprio domicilio; attuazione di una comunicazione chiara e cura a mantenere una costante vicinanza verso quelle persone isolate e sofferenti per alleviare la paura della malattia e della solitudine; attenzione particolare al tema della morte in solitudine. Si chiede alle istituzioni di adoperarsi con tutte le forze per garantire la presenza di un familiare nel momento della sofferenza e della morte.

 

"L'appello - dice Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei medici - è quello di adottare protezioni e comportamenti fondamentali in questo momento: non dobbiamo a calare l'attenzione in questi giorni di festività. E' un periodo estremamente difficile a livello di prevenzione e la popolazione deve essere messa in guardia. Abbiamo chiesto di stringere un patto di alleanza tra parti sociali e istituzioni. L'Ordine è attento e collaborante in questa fase delicata: necessario raccordare anche le misure che ci sembrano più adeguate e opportune per fronteggiare l'epidemia".

 

Un confronto che avviene in prossimità della campagna vaccinale. "L'appello è quello di un'adesione massiccia - aggiunge il numero uno dei medici - anche degli operatori. L'appoggio dell'Ordine è totale. In generale, un aspetto importante è quello che il personale venga sottoposto regolarmente alla sorveglianza sanitaria: non possono correre il rischio di diventare vettori di contagio, questo comporta ulteriore stress e paura per persone già fortemente provate da mesi di impegno senza sosta".

 

E' prevista per oggi l'ordinanza della Provincia che recepisce le misure nazionali. "Sostanzialmente si entra in zona rossa e in zona arancione. Crediamo che in questo modo la diffusione del contagio avrà un forte calo. Se guardiamo i dati nazionali, il lockdown porta un abbassamento della diffusione del coronavirus, positività che per sono tornate a crescere alla riapertura. Comunque questa azione di Roma per i prossimi 15 giorni ci aiuta a far scendere la curva. Anche se c'è il rischio che con gennaio e febbraio ci possano essere problemi con la nuova influenza", conclude Fugatti.

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