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Coronavirus, Fugatti: ''Il Trentino non ha chiesto di anticipare le chiusure. Attendiamo di vedere se ci saranno i ristori per sostenere un lockdown''

Il presidente della Pat ha chiarito quanto è emerso in queste ore e si è detto d'accordo per una chiusura dal 24 al 7 nazionale. In un comunicato firmato anche da lui della Lega Salvini, però, si legge che ''un’eventuale zona rossa su tutto il territorio nazionale smentirebbe le chiusure differenziate tra Regioni fortemente volute dal governo''

Di Luca Pianesi - 16 dicembre 2020 - 19:02

TRENTO. Il Trentino non è tra i territori italiani che ha chiesto di anticipare le misure restrittive come ha scritto oggi qualche quotidiano e l'Ansa interpretando il discorso, sempre un po' confuso, va detto, del presidente in consiglio provinciale. Invece Fugatti e la Provincia di Trento avrebbero detto, per ora, solo '''' alla zona rossa per tutto il Paese e così dal 24 fino al 6 gennaio dovrebbero scattare anche in Trentino le restrizioni da lockdown.

 

Lo ha confermato il presidente della provincia Fugatti in conferenza stampa che, dopo aver dato il quadro drammatico del contagio odierno: ''La situazione rimane critica con un livello del contagio critico e stabile. Questa mattina abbiamo avuto un incontro con Boccia e Speranza. Il Governo ha informato che c'è dialogo molto avanzato che arriva ad ipotizzare chiusura da zona rossa dal 24 dicembre al 6 gennaio. Questo perché i dati che arrivano dai vari territori sono preoccupanti. Il rischio di favorire il contagio durante le feste è alto. Tecnicamente si chiama zona rossa ma non sappiamo cosa vuol dire se è zona rossa classica o innovativa''.

 

''E' stato chiesto alle regioni se sono d'accordo e sostanzialmente tutte le regioni hanno dato parere favorevole per le motivazioni sanitarie. Qualche regione ha chiesto di anticipare a questo weekend. Il Trentino non ha chiesto di anticipare. Il governo si è preso il tempo di valutare e domani verrà con una propria ipotesi. Il tema centrale però è che le categorie produttive interessate da queste restrizioni devono avere ristori importanti. Domani ci sarà un altra riunione. Noi non possiamo non notare che la situazione a livello nazionale è ancora critica. Ci sono regioni uscite da arancione che iniziano a peggiorare. Chi è stato zona rossa ha avuto un contagio calato ma è rimasto chiuso. La provincia autonoma di Trento potrebbe prendere misure restrittive maggiori? Tecnicamente sarebbe possibile ma c'è il tema fondamentale dei ristori. Finora altre regioni che hanno fatto provvedimenti più restrittivi non hanno avuto garanzie in questo senso. Domani vedremo cosa succederà. Di certo c'è che dal 24 il lockdown sarà su base nazionale. Noi non poteremo tirarci indietro anche perché i nostri numeri sono numeri pesanti soprattutto sul lato delle ospedalizzazioni''. 

 

Insomma Fugatti non anticipa ma si accoda per quanto riguarda la zona rossa nazionale, almeno così ha detto ai trentini. Più aggressivo, nei confronti del Governo, è parso nel comunicato diffuso dalla Lega Salvini pochi minuti fa dal titolo ''Dichiarazione congiunta di Salvini e degli amministratori della Lega Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana, Maurizio Fugatti, Luca Coletto (assessore alla Sanità in Umbria per conto di Donatella Tesei), Nino Spirlì, Luca Zaia''. ''È impensabile - si legge nel comunicato - immaginare in queste ore una chiusura a partire dal prossimo weekend, senza programmazione e senza la certezza di un piano definito per i rimborsi e una programmazione seria. In questo quadro, un’eventuale zona rossa su tutto il territorio nazionale smentirebbe le chiusure differenziate tra Regioni fortemente volute dal governo''. 

 

Fugatti in conferenza ha ribadito che non si può chiudere dal 24 al 7 solo per una questione sanitaria ma debbono esserci garanzie economiche. Poi sul tema che a Natale, Santo Stefano e a Capodanno non ci si potrà muovere tra i comuni, come da dpcm, il presidente Fugatti ha spiegato che è un tema questo di secondaria importanza, in questo momento, viste le novità su lockdown e zone rosse. Eppure nel comunicato firmato dal presidente specifica che ''esprimiamo, inoltre, la volontà (sull’esempio europeo) di non dividere, isolare e dividere famiglie e italiani, che in 8 casi su 10 vivono in piccoli Comuni, almeno il giorno di Natale''. Insomma le due anime di ''lotta e di governo'' della Lega faticano a tenersi insieme e la confusione aumenta.  

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