Alice, studentessa fuorisede, e la consegna dei farmaci a domicilio durante il lockdown": "Gli studenti sono qui per dare il proprio contributo alla città"
Alice Pedrini, durante le settimane del lockdown, si è unita al progetto di "trento si aiuta" e ha coordinato la gestione della consegna dei farmaci a domicilio: "La comunità studentesca è qui non solo per fare festa ma, come abbiamo dimostrato in questo periodo, anche per dare il suo contributo alla città"

TRENTO. Alice Pedrini, originaria di Brescia, è una studentessa fuorisede al terzo anno di filosofia. Come molti, quando è stato decretato il lockdown, si è trovata bloccata in un'altra regione, lontana da casa e dalla propria famiglia.
"Ero qui a Trento per studiare - racconta Alice - quando, con il 1 marzo, hanno chiuso la Lombardia e mi sono trovata bloccata in città. L'università era chiusa e c'era poco da fare". Ma, un giorno, Alice s'imbatte in rete nel form "Trento si aiuta" (QUI per approfondire) e, da lì, il suo lockdown inizia a prendere un'altra (bellissima) strada.
Alice Pedrini è stata una delle prime ad iscriversi e ha, quindi, avuto l'onere e l'onore di dedicare il proprio tempo a e spendersi in una attività fondamentale per molte persone durante le settimane della quarantena: la gestione della consegna dei farmaci a domicilio. "Dovevo stare in sede - ricorda -, organizzare il servizio e ricevere le chiamate da parte di chi richiedeva farmaci. Stando al pc registravo le richieste e coordinavo i volontari che dovevano andare a consegnare".
Quello passato con "Trento si aiuta" non è stato solo un periodo dedicato al volontariato ma anche una sorta di vero e proprio tirocinio formativo. "E' stato quasi come un tirocinio - continua -. Mi sono trovata ad imparare cose nuove che
non avrei imparato normalmente".
Dalla seconda settimana di marzo Alice ha svolto l’attività di volontariato su 3-4 turni settimanali, da quattro ore ciascuno. Poi, con il diminuire delle restrizioni, alcuni volontari hanno ripreso a lavorare e così ha pensato di proseguire fino a fine maggio aumentando il numero di turni. "Seguendo le lezioni online riuscivo ad avere tempo per aiutare gli altri e mantenere il contatto con loro".
Per Alice, nonostante lavorasse da una scrivania, il suo è stato anche un "lavoro di contatto". Durante le chiamate con anziani e pazienti soli, infatti, ha potuto dire una parola di conforto o, più semplicemente, far loro compagnia.
Sono stati tanti gli studenti, anche fuorisede, che negli scorsi mesi si sono messi a disposizione degli altri. Questo, secondo Alice, testimonia la voglia della comunità studentesca di far parte del tessuto sociale. "Si potrebbe - conclude Alice Pedrini - costruire qualcosa includendo anche i giovani che vengono da fuori. Perché la comunità studentesca è qui non solo per fare festa ma, come abbiamo dimostrato in questo periodo, anche per dare il suo contributo alla città".













