Una tesi di laurea per aiutare (davvero) i senzatetto tra ''rigenerazione urbana'' e moduli abitativi: il Rotary Club Trento in campo con la neo dottoressa Marin
La giovane grazie ai contatti e alle professionalità del Rotary Club Trento ha prima approfondito il tema “senzatetto” con i diretti interessati, poi ha trovato in Casa Maurizio la struttura di eccellenza che cercava, ha trovato con la Sovecar il progetto di “moduli abitativi” per avere locali accoglienti per “persone”, il “format” dei lavori socialmente utili con il Funzionario di Rovereto Massimo Fasanelli e il modello di finanziamento “S.I.B - Social Impact Bond” per rigenerare l’ex-Ostello di via Manzoni

TRENTO. Realizzare un progetto di “rigenerazione urbana” di un immobile in stato di degrado ed abbandono, al fine di accogliere le persone senza fissa dimora, offrendo loro non solo i pasti ed un riparo ma anche un'occasione di reinserimento nella società. Il tutto finanziato aggregando pubblico e privato attivando dei meccanismi virtuosi di collaborazione a favore dei più bisognosi.
Era incredibilmente ambizioso e impegnativo l'obiettivo che si era prefissata di raggiungere Vanessa Marin con la sua tesi di laurea (assegnatole dalla professoressa Francesca Gelli) per l'Università Iuav di Venezia. Anche perché oltre al titolo di dottoressa la giovane ambiva anche a realizzare tale progetto, concretamente, in Trentino, da lei ritenuto un territorio tra i più evoluti in questo campo a livello nazionale. Lunedi 12 settembre scorso è stata presentata al Rotary Club Trento, presieduto da Alessandro Passardi il “Caso Studio sul Trentino” dal titolo “La rigenerazione come soluzione al disagio abitativo e sociale delle persone senzatetto”.
Lo studio è stato realizzato, con il supporto del Rotary Club del capoluogo, dalla neo-dottoressa Vanessa Marin di Padova, con la tesi da lei discussa il 19 luglio 2022 all’Università Iuav di Venezia (e con la quale ha ottenuto il massimo dei “voti di rialzo”). Vanessa Marin, che vive a Cittadella (Padova), alcuni mesi fa ha individuato in rete le attività svolte a favore dei senzatetto dal Centro di Ascolto l’Ancora Blu del Rotary Club Trento, e ritenendole particolarmente interessanti ed efficaci relativamente a questo tema, ha contattato il coordinatore Riccardo Petroni per il tramite dell’Associazione Rinascita Rovereto, con l’intento di realizzare un progetto concretamente fattibile in Trentino.
L’impegnativo obiettivo era quello di realizzare un progetto di “rigenerazione urbana” di un immobile in stato di degrado ed abbandono, al fine di accogliere i senza fissa dimora. Ma non solo con lo scopo di offrire loro un riparo ed i pasti, obiettivo umano fondamentale, ma anche – e soprattutto - al fine di poterli reinserire, tramite i “lavori socialmente utili”, nel contesto sociale. Naturalmente tenendo conto delle specifiche singole potenzialità e/o problematiche. E di individuare un concreto meccanismo in grado di finanziare il tutto, aggregando il “pubblico” con il “privato”.
Ma da dove cominciare? Presto detto. Dalla conoscenza personale:
-dei senzatetto: sia quelli che vivono ancora per strada che quelli che sono riusciti a reinserirsi,
-delle strutture di accoglienza dei senza fissa dimora che operano già sul territorio,
-degli organismi che organizzano i lavori socialmente utili,
-degli strumenti finanziari che il territorio già mette a disposizione per progetti a sfondo sociale,
-dei possibili immobili esistenti riconvertibili nella direzione indicata.
Affascinato dall’interessantissimo tema scelto da Marin, il Rotary Club Trento, sulla scorta dell’esperienza acquisita in quasi 10 anni di attività nel mondo dei senzatetto, si è subito messo in moto ed ha organizzato una serie di incontri.
Il primo con 3 senza fissa dimora che le hanno spiegato “per filo e per segno” il problema. Uno che ancora vive per strada e due che sono riusciti, grazie ai lavori socialmente utili, a tornare ad una vita attiva. Poi con i senzatetto in fila a pranzo presso il Punto di Incontro di via dei Travai, e con chi gestisce giornalmente questa struttura. E’ stato poi incontrato Fra Luca che gestisce la Mensa della Provvidenza dei Frati cappuccini, che offre tutte le sere una cena calda a circa 80-120 persone e che distribuisce circa 250-300 borse di alimenti settimanalmente a famiglie indigenti.
Ed è stato poi incontrato più volte Pino Palatucci, Presidente degli Amici dei Senzatetto Trentini, che gestisce “Casa Maurizio” (casa di accoglienza per uomini), “Casa Baldè” (diurno) e Casa Paola (casa di accoglienza per donne). Pino Palatucci ha mostrato in ogni dettaglio il funzionamento delle sue strutture a partire dall’accoglienza iniziale di un senzatetto che si presenta in struttura, che deve trovare prima ancora che un riparo ed un pasto, un clima di famiglia. Da evidenziare che Casa Maurizio era proprio un immobile chiuso da anni di proprietà delle Suore Paoline. Immobile “rigenerato” da Pino Palatucci e dalla sua squadra, al fine di “rigenerare” persone: esattamente quanto si andava cercando.
A seguire è stata visitata Casa Bonomelli (Tangenziale Ovest, 6) dove, accanto alla Casa di Accoglienza, sono stati apposti dei “containers”, i quali, per quanto certamente importanti per offrire ulteriori posti letto, si presentano come delle camerate, non utilizzabili d’estate in quanto non refrigerati, quindi inadatti a poter svolgere la funzione di accoglienza e reinserimento. Ecco allora che si sono rivolti a Enrico Giglioli, Patron del Gruppo Sovecar, che avvalendosi dei suoi tecnici, e in particolare di Roberto Casagranda, hanno elaborato un progetto “ad hoc”, fortemente innovativo e immediatamente realizzabile a costi estremamente contenuti. Si tratta di “moduli abitativi mobili” con all’interno stanze a due posti ciascuna, con bagni e docce e con riscaldamento ed aria condizionata, in grado di ospitare in ogni “blocco-cittadella” 30 persone, offrendo loro ambienti confortevoli ove potersi davvero sentire a casa . Moduli da posizionare accanto a Case di Accoglienza ove gli ospiti possano consumare i pasti e socializzare.

Ma per dare ai nostri amici chiamati “invisibili” (che invece sono “visibilissimi” quando dormono per strada per mancanza di posti letto) delle camere il più possibile accoglienti e “friendly”, hanno ricorso ad uno studio fatto dagli studenti dell’architetta Roland Ann-Véronike, moglie del presidente Alessandro Passardi, al “College of Art & Design” di Bruxelles. Mentre per abbellire le sale mensa e di ritrovo hanno ricorso ai murales messi gentilmente a disposizione da Silvio Cattani, ben noto pittore, scultore ed insegnante trentino e Vice Presidente del Mart di Rovereto. Per i lavori “Socialmente Utili” hanno incontrato Massimo Fasanelli, Funzionario dei Servizi Sociali di Rovereto, che ha illustrato in modo estremamente dettagliato il funzionamento di questo servizio a Rovereto, che si può certamente definire un’eccellenza.
A questo punto, approfondito il tema “senzatetto” con i diretti interessati, trovata in Casa Maurizio la struttura di eccellenza che cercavano, trovato con la Sovecar il progetto di “moduli abitativi” non più containers per trasportare merci bensì locali accoglienti per “persone”, trovati gli “abbellimenti colorati umanizzanti” di Roland e di. Cattani, trovato il “format” dei lavori socialmente utili con il Funzionario Massimo Fasanelli, mancava il più ed il meglio: lo strumento di finanziamento che avesse le caratteristiche di quello che è definito il “S.I.B - Social Impact Bond”: “Finanziamenti ad impatto sociale” che, come detto potessero coinvolgere sia il “pubblico” che il “privato”.
Ecco che su questo è sceso in campo Diego Pellizzari, Direttore Generale del Mediocredito Trentino Alto Adige che ci ha messo al corrente ed illustrato lo strumento “Welfare Km. Zero”.
Mancava però ancora qualcosa: l’immobile dismesso da “rigenerare”. Ecco che è apparso anche questo: l’ex-Ostello di via Manzoni.
La relazione al Rotary di Vanessa Marin è terminata con il calcolo dei “costi-benefici” di un’operazione del genere che ha dimostrato “con i numeri” che reinserire persone che sono finite a vivere per strada non è solo un dovere di una società che si permette di definirsi minimamente civile, peraltro previsto dalla Costituzione Italiana, dall’Onu e dalla Carta dei Diritti Umani, ma è anche positivo sotto il profilo economico. Da un lato infatti ci sono gli elevati costi del mantenimento, anche sotto il profilo sanitario, dall’altro gli introiti per pagamento tasse ecc. che vanno a beneficio di tutta la collettività. Non farlo quindi, oltre ad essere disumano, è anche mancanza totale di senso di buona gestione della cosa pubblica.
All’incontro di presentazione della Tesi era presente l’Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Trento Chiara Maule, che molto si è prodigata per i senza fissa dimora, alla quale il Presidente Alessandro Passardi ha consegnato insieme alla neo dottoressa Vanessa Marin sia la Tesi che il Progetto Sovercar che costituisce parte integrante dello studio. E’ stata questa una bella occasione per rivivere un’entusiasmante esperienza vissuta accanto ad una giovane di talento che si è occupata del nostro territorio e per capire l'importanza del contributo che può arrivare da realtà come Rotary Club Trento, per dare un concreto aiuto per poter affrontare in modo fattibile il complesso problema dei senzatetto in Trentino.











