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Duemila chilometri per consegnare farmaci a domicilio: 'Mi ha stupito vedere quanti anziani o disabili vivono da soli. Mi ha fatto piacere occuparmi di loro''

Il tecnico del laboratorio di chimica dell'Istituto Buonarroti di Trento, Andrea Caliari di 45 anni, nel periodo del lockdown ha svolto questo importante servizio per la piattaforma "Trento si aiuta": "Da Vigo Meano a Sardagna, da Mattarello a Gardolo, non sono mai mancato un giorno e per questo devo ringraziare anche il mio dirigente scolastico che ha autorizzato l’attività di volontariato"

Pubblicato il - 17 giugno 2020 - 12:14

TRENTO. Tra le iniziative promosse dalla piattaforma "Trento si aiuta" durante i primi mesi dell’emergenza sanitaria è stata cruciale la consegna di medicinali a domicilio. Molte persone, infatti, non avevano la possibilità di ritirare personalmente le medicine di cui avevano assoluto bisogno.

 

Il tecnico del laboratorio di chimica dell'Istituto Buonarroti di Trento, Andrea Caliari di 45 anni, nel periodo del lockdown ha svolto questo importante servizio. “Già da molti anni mi occupo di volontariato. Per esempio con la Onlus Creceremos Juntos ho partecipato alla costruzione di una scuola in Ecuador. Il volontariato è qualcosa che fa parte di me. Quando è cominciato questo marasma ero in gran forma e quindi mi sono detto: chi me lo fa fare di restare a casa?".

 

Come hai saputo dell’iniziativa?

L’opportunità l’ho trovata per passaparola. Sul gruppo whatsapp della nostra famiglia mi è arrivato il form della piattaforma "Trento si aiuta". Non avendo figli ho subito pensato di iscrivermi, ma prima di iniziare mi sono informato. Ho molti amici che lavorano nel sociale e mi hanno confermato che l’iniziativa era valida e promossa dal Comune, così ho compilato subito la domanda. Il giorno dopo, 18 marzo, sono stato contattato per consegnare i medicinali delle farmacie comunali. La farmacia Clarina era l’hub principale dal quale si gestivano la maggior parte delle richieste. Eravamo 3 volontari e mi occupavo della parte serale delle consegne dei medicinali a domicilio.

 

Come si svolgeva la consegna?

Dipendeva molto dal soggetto in questione. Nel caso di Covid positivi o persone in quarantena lasciavo il pacco fuori dalla porta, negli altri casi invece c’era un maggiore contatto sociale, sempre mantenendo le distanze. Qualcuno mi ha chiesto anche se potevo buttare le loro immondizie oppure se potevi aiutarli a fare una ricarica telefonica. Mi sono trovato molto bene, ma ho trovato persone molto preoccupate per la situazione. I volontari della mattina prendevano le ricette e io, sulla base delle richieste, andavo a fare le consegne. Si è creato un bel feeling con tutti in farmacia e abbiamo lavorato bene. All’inizio c’è stato qualche problema con la gestione dei pagamenti in contanti, poi hanno messo a punto il pagamento digitale che ha reso più semplice il lavoro.

 

Un periodo intenso?

È stato un periodo impegnativo, che mi ha visto occupato dal lunedì al sabato, dal 18 marzo al 30 maggio. La mia macchina segna che ho fatto più di 2000 chilometri nel Comune. Da Vigo Meano a Sardagna, da Mattarello a Gardolo, non sono mai mancato un giorno e per questo devo ringraziare anche il mio dirigente scolastico che ha autorizzato l’attività di volontariato esentandomi dallo smart working. La cosa che più mi ha stupito è stato vedere quanta gente sola c’è. Anziani o disabili che vivono da soli. Mi sono chiesto se fossero senza parenti, oppure se magari i parenti non avessero la possibilità di prendersi cura di loro. Per questo mi ha fatto piacere occuparmene di persona.

 

È andato tutto bene?

C’è stato un momento in cui mancavano dei farmaci, e allora magari le persone andavano nel panico e dovevo cercare di tranquillizzarle. Comunque, complessivamente, la gestione del servizio è stata molto positiva: spese, telefonate, farmaci e così via tutto gestito molto bene.

 

Una riflessione sul periodo passato?

Girando in questi mesi ho visto tanti irresponsabili. Gente che usciva di casa senza giustificati motivi, solo per fare un giro. Ritengo che questa faccenda abbia avuto un impatto negativo sulle persone. Chi era individualista prima dell’arrivo del virus lo è diventato ancora di più dopo. Se c’è stato un segnale di positività in questo periodo l’ho trovato a livello personale. Non ho mai vissuto dei mesi così liberi, ho potuto dedicarmi agli altri e girare il Trentino facendo del bene.

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