Al via un progetto di medicina con un kit salvavita per gli anziani: circa 200 ricoveri all’anno sono dovuti agli effetti dei numerosi farmaci
Un progetto di telemedicina per gli anziani fragili all'Ulss 1 Dolomiti. La provincia di Belluno, con il 27% della popolazione over 65, è sopra la media regionale per la presenza di anziani e la sanità si adegua ai nuovi trend

BELLUNO. Al via il nuovo progetto di telemedicina per gli anziani fragili dell'Ulss 1 Dolomiti. Un’iniziativa che si inserisce nel filone della medicina di prossimità e che parte da una delibera datata del 21 dicembre dell'anno scorso nella quale il commissario Dal Ben, riconfermato nei giorni scorsi, ha incaricato il dottor Conati, direttore dell’Uoc di geriatria dell’ospedale di Belluno, di sviluppare progettualità legate al mondo degli anziani a tutti gli effetti come referente aziendale per l’Area anziani.
Il dottor Conati, arrivato a Belluno nel 2001 a 38 anni, ha voluto ringraziare gli anziani che nei suoi anni di lavoro qui gli hanno dato tanto a livello professionale e personale oltre che il personale della sua unità per come hanno risposto nei 3 anni della pandemia.
Tornando all’iniziativa, ha elaborato un progetto di telemedicina di prossimità, derivato da un cittadino dell’Alpago che chiese informazioni riguardo la sanità lì, creando degli incontri pubblici a Chies, Tambre e Alpago che videro una grande partecipazione da parte della popolazione.

Da quel riscontro emerse anche l’idea di portare l’ospedale al cittadino invece che viceversa ed è così che il territorio dell’Alpago è diventato un’area di studio e sperimentazione di queste forme di medicina a domicilio molto utili per le malattie croniche che accompagnano specie la terza età quali osteoporosi o decadimento cognitivo.

Tutto ciò viene creato anche in conseguenza all’invecchiamento della popolazione che vede la provincia di Belluno con oltre il 27% della popolazione sopra i 65 anni oltre la media regionale del 24% spingendo quindi anche la sanità ad adeguarsi ai nuovi trend e creare nuove soluzioni che vadano incontro ai cittadini specie in una realtà montana come la nostra.

Questo progetto ha coinvolto la Rsa di Alpago ma vede la partecipazione di tutta la comunità perché vi è la formazione del personale, ma anche l’incontro e il dialogo con i parenti degli ospiti della struttura attenzionando gli stessi anche sul rispetto della privacy, garantito anche da questi nuovi apparati tecnologici, oltre ad aver anche l’appoggio della chiesa locale con il parroco Christian Mosca.
"L'obiettivo di questo progetto di gestione dei pazienti cronici è di dare loro dignità di vita” ha concluso il direttore dell’Uoc di geriatria. Laura Chiea, responsabile dell’unità operativa semplice di Ingegneria clinica, ha poi illustrato il kit utile alla medicina di prossimità che prevede un tablet con sim, per la gestione dei dispositivi, le anagrafiche e la trasmissione dei dati all’unità dell’Ulss, una bilancia (per il peso corporeo) e un dispositivo utile alla misurazione della pressione arteriosa, della saturazione di ossigeno, della frequenza respiratoria, della temperatura corporea e dell’elettrocardiogramma con una derivazione.
In pratica i dati dell’ospite vengono inseriti nel programma del tablet che poi guida l’operatore nelle varie fasi di misurazioni una volta terminate le quali si salvano i dati insieme ad un questionario sullo stato della persona e si inviano all’unità ospedaliera; qui vengono analizzati dal medico (se ci sono dei valori non standard compare di fianco al paziente una campanella rossa di modo da essere subito preso in considerazione) e se ci sono semplicemente da prescrivere delle medicine o degli aggiustamenti nelle cure ciò viene fatto via mail mentre se bisogna fare degli approfondimenti il paziente viene portato direttamente in reparto poiché gli esami di base sono già stati eseguiti a domicilio nella Rsa.
Questo nuovo modus operandi consentirà anche di ridurre i ricoveri poiché circa 200 all’anno sono dovuti ad effetti connessi ai farmaci che per un anziano possono essere anche tra i 10 e 15 al giorno e non sempre sono compatibili tra loro. Il progetto si inserisce nel Pnrr - Next generation Eu volto ad accelerare il processo di transizione ecologica e digitale attraverso l’attuazione di investimenti, frutto dei fondi europei, che vadano a contrastare l’esclusione sociale e le disuguaglianze che nel territorio bellunese vede la possibilità concreta che per conformazione territoriale qualcuno resti escluso o che non disponga degli stessi servizi dei cittadini dei nuclei urbani più grandi.












