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Coronavirus, attivato un servizio per i cani delle persone in quarantena. Dorigatti (Oipa): "I cani devono uscire per non diventare aggressivi"

L'Unità dei Medici Veterinari Volontari, in collaborazione con Oipa e Lndc, ha lanciato un servizio di informazione e supporto rivolto alle persone in quarantena che possiedono un animale domestico, in particolare un cane. Nel caso il padrone si contagi, la rete di volontari si attiverà per trovare una sistemazione all'animale e permettergli così di uscire

Di Davide Leveghi - 19 marzo 2020 - 13:47

TRENTO. In questa fase di emergenza sanitaria, in cui gli spostamenti di tutta la cittadinanza sono sottoposti a restrizioni particolari, portare in giro il cane per espletare i suoi bisogni si è trasformato per molti nell'unico momento in cui prendersi una boccata d'aria – non senza abusi. Per chi viene contagiato, però, essendo vigente il divieto assoluto di uscire dalla propria abitazione, avere un animale domestico e in particolare un cane può diventare un problema non indifferente.

 

Per questo l'Unità Medico Veterinaria Volontaria della provincia di Trento, in collaborazione con le sezioni trentine della Lega Nazionale per la Difesa del Cane e dell'Organizzazione Internazionale Protezione Animali, hanno attivato un protocollo operativo di supporto in ambito clinico veterinario per tutte le persone che si trovano in questa difficile situazione. Tramite il numero telefonico 3493829916 ogni padrone di cane avrà la possibilità di informarsi e di accedere ad un primo “triage telefonico”.

 

Attivato da due giorni, il numero ha già ricevuto diverse chiamate di chiarimento e informazione, avviando la “macchina organizzativa” per il primo caso di un malato costretto dalla chiusura in casa a dare il proprio cane in affidamento ai volontari. “Per il cane, se non c'è la possibilità di uscire, può esserci un problema – spiega Ornella Dorigatti, responsabile della sezione trentina di Oipa – per questo su iniziativa di UMVV abbiamo lanciato questo servizio di supporto sia informativo che logistico, rispondendo già a molte richieste di informazione e al bisogno di una prima malata impossibilitata a portare fuori il cane”.

 

“L'animale – continua – è stato prelevato dalla casa. Non essendo possibile operare come dog sitter, i cani delle persone in quarantena o malate vengono o temporaneamente portati al canile, laddove ci sia la disponibilità del Comune e della struttura, o preso in carico dai volontari . Le maggiori urgenze vengono prese in carico dai veterinari. Nessuno in questa fase di emergenza ha pensato agli animali ma il problema è grande”.

 

Mantenere un cane rinchiuso, infatti, potrebbe metterlo in seria difficoltà, aumentando stress e aggressività. “Potrebbe diventare aggressivo se non ha la possibilità di uscire – conclude – un cane deve essere portato fuori, ed è bene che la gente lo faccia, armandosi di autocertificazione e seguendo le dovute precauzioni, facendogli magari fare una corsa per scaricarsi”.

 

Si ricorda, infine, che gli animali domestici, in particolare cani e gatti, non rivestono alcun ruolo nella trasmissione del Sars-CoV-2.

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