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Coronavirus, scuole e aziende chiudono e donano il cibo ai senzatetto. Il presidente di Trentino Solidale: "Canali di rifornimento incrementati"

La chiusura forzata della stagione turistica, i prodotti in avanzo delle diverse aziende alimentari e la sospensione dei servizi di asili e scuole stanno garantendo un costante e abbondante afflusso di cibo agli enti che si occupano di offrire assistenza ai senzatetto. Il presidente di Trentino Solidale Casagranda: "30 quintali cibo da scuole e asili"

Di Davide Leveghi - 18 marzo 2020 - 13:15

TRENTO. Trovare i lati positivi in questo momento di grande difficoltà non è un mero esercizio d'ottimismo, e men che meno risulta particolarmente facile. Di fronte alla grande solidarietà ricevuta dalle persone che anche normalmente vivono in situazioni di disagio, però, non si può che sorridere. La fine forzata della stagione turistica e la chiusura di diverse strutture, dalle scuole agli asili, porta a un afflusso massiccio di cibo verso le organizzazioni che aiutano e sostengono i senzatetto.

 

La quarantena forzata, infatti, obbliga le diverse strutture di Caritas e organizzazioni varie che si occupano di dare assistenza ai senzatetto, a ospitarli per più pasti, aumentando il fabbisogno di cibo. Un fabbisogno a cui ovviano, fortunatamente, le diverse realtà economiche e sociali costrette alla chiusura o alla sospensione dei servizi a causa dell'emergenza,

 

E così da ogni angolo del Trentino giungono furgoni e scatoloni di cibi e bevande. “Oggi ho distribuito banane a tutti – racconta Giorgio Casagranda, presidente di Trentino Solidale, ente che coordina la gestione delle risorse con i vari centri – pomeriggio sarà il turno delle mozzarelle e di altre cose. Veniamo riempiti del cibo proveniente dagli asili nido e dalle scuole materne. Tutti i giorni dalle pizzette e dal pane del Sosi. Ce n'è in abbondanza, è una cosa quotidiana”.

 

Quotidianamente il Centro di via Bolognini viene raggiunto dalle telefonate di enti, istituzioni e aziende volenterose di consegnare il cibo in avanzo piuttosto che sprecarlo. “Stamane mi ha chiamato ad esempio il sindaco di Giovo – continua – Segata ci ha consegnato 8600 uova e 16 quintali di latticini. Poi sono arrivati furgoni dalla Val di Sole, dai fast fast, da Campiglio, da Andalo. Per alcuni si tratta di smaltire prodotti che sarebbero serviti per il mese rimanente di stagione invernale”.

 

La solidarietà, facendo di necessità virtù, ne è risultata incrementata. “Possiamo dire che l'incremento ci sia stato per i canali che prima non erano normali, per le stagioni concluse o i servizi chiusi come gli asili e le scuole materne da cui ci sono arrivati 30 quintali di cibo. Non potendo distribuirlo alle famiglie, dunque, lo facciamo consegnare dai volontari alle diverse strutture sul territorio o se lo vengono direttamente a prendere. Non potendo uscire – conclude – senzatetto devono avere la garanzia anche di colazione e pranzo”.

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