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I volti dell’umanità migrante fuori dalla Curia di Trento. Don Bettega: “Una provocazione a pensare ad altri diversi da noi”

Tanti scatti che raccontano un mondo a colori e ricco di diversità. Così, attraverso una carrellata d’immagini, la Diocesi di Trento ha deciso di festeggiare la 106esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato di domenica 27 settembre

Di Marianna Malpaga - 25 settembre 2020 - 18:26

TRENTO. Tanti scatti che raccontano un mondo a colori e ricco di diversità. Così - attraverso una carrellata d’immagini - la Diocesi di Trento ha deciso di festeggiare la 106esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato di domenica 27 settembre, nell’impossibilità di organizzare le grandi manifestazioni che gli anni scorsi caratterizzavano questo giorno, prima fra tutti la Festa dei Popoli.

 

Le foto - dei ritratti dell’”umanità migrante” realizzati dai fotografi Diego Dalmonech e Gianni Zotta in occasione delle Feste dei Popoli - sono state esposte sulla facciata della Curia in piazza Fiera proprio stamattina, e lì vi rimarranno fino al 4 ottobre. L’esposizione è in sintonia con la Settimana dell’Accoglienza (che inizierà domani 26 settembre e terminerà il 3 ottobre) e richiama l’attenzione sulle persone migranti e sulle sfide che le migrazioni pongono.

 

La migrazione è un tratto trasversale alla storia dell’umanità, come suggerisce il tema scelto da Papa Francesco per il suo messaggio annuale in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire”.

 

Per la 106sima Giornata, Papa Francesco ha scelto di concentrarsi in particolare sugli sfollati interni. “Forse non tutti lo sanno – spiega don Cristiano Bettega, delegato dell’Area Testimonianza e Impegno sociale della Diocesi – ma gli sfollati interni sono tantissimi: sono coloro che si spostano per guerre, carestie e catastrofi ambientali all’interno del proprio Paese”.


L’iniziativa vuole invitare le persone a non essere indifferenti, a soffermarsi sui volti affissi alle pareti della Curia - soprattutto in questo preciso momento storico. “La Giornata di quest’anno arriva in un momento, come quello della pandemia e delle fasi successive a essa, in cui siamo tutti concentrati sul nostro mondo”, considera don Bettega. “Una provocazione ulteriore per pensare ad altri diversi da noi, per quanto spesso ormai ben inseriti nelle nostre comunità”, aggiunge.

 

I ritratti sono intervallati da alcuni stralci del discorso di Papa Francesco per la Giornata. “È bene ricordarsi ogni anno – conclude Roberto Calzà, referente diocesano per la pastorale delle migrazioni – che tutti siamo migranti su questa terra. Questo, nel concreto, significa permettere a rifugiati e migranti di partecipare pienamente alla vita della società che li accoglie, in una dinamica di arricchimento reciproco e di feconda collaborazione nella promozione dello sviluppo umano integrale delle comunità locali”.


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