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Il lupo è arrivato nel Parco Adamello Brenta: ''Non ci si deve spaventare, questi animali non sono pericolosi e possono convivere con gli orsi''

Per il Parco, assistere all’arricchimento della fauna presente sul territorio è vitale e viene sottolineato il grande valore di questi animali: "Il lupo, l’orso, così come altri mammiferi, sono delle tessere degli ecosistemi, che più complessi sono e più rimangono in equilibrio con la natura, quindi anche con l’uomo. Ma c’è un secondo valore, molto importante, di tipo culturale"

Lupo esemplare - foto di Andrea Mustoni
Pubblicato il - 05 novembre 2020 - 13:32

TRENTO. Il lupo è arrivato nel Parco naturale Adamello Brenta. "Dopo anni di incontri occasionali con qualche esemplare di passaggio, gli avvistamenti più assidui di una coppia che si registrano da qualche tempo, ci fanno dire che la presenza di questo grande carnivoro è ora più concreta all’interno dell’area protetta". Questa la conferma di Andrea Mustoni, zoologo dell'ente.

 

"Il lupo, come nelle previsioni, è arrivato spontaneamente anche in questa zona del Trentino - aggiunge lo zoologo - si trova nella parte settentrionale del parco. E' importante dire una cosa molto semplice ma molto vera: questi animali non sono pericolosi, come la maggior parte della gente può pensare. Noi siamo probabilmente condizionati da fiabe e racconti con i quali siamo cresciuti, ma è un animale che non aggredisce".

 

Ci sono adesso alcune migliaia di lupi in Italia, in particolare su alcune porzioni del territorio, come gli Appennini, la presenza storica è sempre stata di una certa consistenza. "Non si sono mai verificate aggressioni. L'indole del lupo è schiva e attenta: gli incontri con l’uomo sono difficilissimi. Nel caso di un incontro, comunque, le regole sono le stesse che valgono anche per tutti gli altri animali selvatici: dobbiamo cercare di non interagire con loro – raccomanda Mustoni – perché tutti in un certo senso hanno un certo grado di pericolosità".

Le prospettive di condivisione del territorio con l’altro grande carnivoro presente nel Parco, l’orso bruno, non preoccupano l'ente: "L’orso e il lupo - prosegue lo zoologo - sono due specie che si sono evolute in 'simpatria', cioè da sempre sono riusciti a occupare gli stessi territori senza darsi fastidio. Quindi la convivenza di questi due grandi mammiferi è assolutamente normale. Gli animali tendenzialmente si evitano e occasionalmente vivono delle situazioni comuni, come il consumo di carcasse di animali trovati morti ma poco altro".

 

Per il Parco, assistere all’arricchimento della fauna presente sul territorio è vitale e viene sottolineato il grande valore di questi animali: "Il lupo, l’orso, così come altri mammiferi, sono delle tessere degli ecosistemi, che più complessi sono e più rimangono in equilibrio con la natura, quindi anche con l’uomo. Ma c’è un secondo valore, molto importante, di tipo culturale. Noi siamo cresciuti, ci siamo evoluti e nella nostra storia ci sono sempre stati i lupi, gli orsi, i cervi, i caprioli. Un futuro senza questi animali sarebbe un futuro sicuramente molto più povero", conclude Mustoni.

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