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Il sogno di un cittadino si trasforma in realtà e la via principale si "anima" con un presepe a grandezza naturale. "Per un Natale emozionante ma meno commerciale"

Un presepe a grandezza naturale è stato allestito in via Garibaldi, a Levico, per sopperire alla mancanza dei volti umani in giro per le strade, costretti nelle loro abitazioni dal virus pandemico, e dei Mercatini di Natale. A contribuire al lavoro corale, falegnami, elettricisti, volontari e la consulta di quartiere. L'assessora al turismo Monica Moschen: "Il prossimo anno continueremo con questo progetto, magari inserendolo in un percorso turistico itinerante"

Di Laura Gaggioli - 26 dicembre 2020 - 18:33

LEVICO TERME. Si respira un’aria diversa per le vie delle città di Levico Terme, abituata da anni al frastuono di centinaia di voci che in questi giorni avrebbero abitualmente attraversato il centro per avvicinarsi al Parco Asburgico, tradizionale sede dei Mercatini di Natale. Quest’anno però, siamo stati chiamati ad una dimensione più personale, più intima e discreta del Natale, ma non per questo meno sentita. Così, secondo un sogno espresso lo scorso anno da Francesco, un residente di Via Garibaldi, Tiziana Romanelli, educatrice e burattinaia dalle "mani d'oro", ha deciso di dar forma all’iniziativa che da qualche giorno anima la centralissima via del centro storico di Levico: un presepe a grandezza naturale, realizzato con pannelli di legno e tavolozze di colore.

 

 

“Era un’idea che già dallo scorso febbraio stavamo progettando con il desiderio di rendere più animata e bella questa storica strada della città - racconta l’artista - la condivisione con il resto dei residenti ha riscontrato subito approvazione e così è arrivato anche l’interessamento da parte della consulta e del Comune”. Arrivati, così, permessi e contributi economici anche da parte del Comitato dei commercianti del centro, a inizio novembre, Tiziana ha potuto procedere con la messa in opera del progetto in una sala dell’oratorio, sfidando freddo e gelo e "rivivendo l’atmosfera della vera natività". Un lavoro fatto con le sue mani, che giorno e notte, per due settimane, non hanno mai cessato di creare. “Con una segnavo le linee mentre con l’altra sfumavo i contorni - racconta Tiziana - non c’era tempo da perdere. Poi i falegnami procedevano a contornare le sagome e si poteva passare alle altre operazioni di allestimento”.

 

 

Il contributo attivo dei falegnami Tarcisio e Marcello, dell’elettricista Carlo, della donazione dei materiali per la realizzazione degli angeli di Teresa e l’appoggio di Roberto e Carlo, membri della Consulta di quartiere, ha reso così possibile l’istallazione del presepe, che da metà dicembre anima via Garibaldi, sopperendo alla mancanza dei volti umani, costretti nelle loro abitazioni dalla pandemia, così come di quella dei Mercatini di Natale.

 

Un Natale emozionante, ma meno commerciale, che ha portato anche dolcezza - afferma l’artista - l’obiettivo era quello di offrire al turista, ma soprattutto al residente, la possibilità di passeggiare per tutto il centro, passando per questa via silenziosa, e riportarlo a una dimensione altrettanto umana, per far conoscere così la nostra città”.

 

 

Monica Moschen, assessora al turismo del Comune levicense, commenta entusiasta: "Avevamo visto i modellini delle varie figure, ma non ci aspettavamo un risultato così. I distanziamenti e tutte le precauzioni da rispettare in questo momento avranno reso difficile il lavoro corale, ma questo non ha intaccato né la volontà dei partecipanti né la qualità dell'opera. Per il prossimo anno continueremo con questo progetto, magari inserendolo anche in un percorso turistico itinerante".

 

Tanta l’approvazione da parte dei concittadini e diverse le richieste arrivate per ampliare il progetto anche ad altre vie della città. “In primavera potremmo cominciare a pensare a nuove figure e realizzare così, anche altre scene che possano raccontare la storia della natività, una per ogni settimana dell’Avvento”, conclude contenta l'artista. Per il prossimo anno c’è molto da fare dunque, ma grazie a Tiziana, e alla sua rete di collaboratori, il sogno di Francesco oggi è già potuto diventare realtà.

 

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