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Coronavirus, un ristorante diventa vetrina per gli artigiani trentini. La titolare: ''Senza i mercatini di Natale diamo un'opportunità di farsi conoscere''

In assenza dei mercatini di Natale, non tutti gli artigiani hanno la possibilità di uno spazio espositivo in città, nasce così l'idea di allestire una vetrina per le opere realizzate a mano, nella sala da pranzo di un ristornate levicense. Sui social l'appello: "Dispongo di un piccolo angolino dove vorrei valorizzare l’artigianato trentino. Contattatemi, lo farò gratuitamente”

Di Laura Gaggioli - 12 dicembre 2020 - 19:33

LEVICO TERME. E' irrinunciabile l'autentico spirito del Natale e Levico si prepara ad accogliere visitatori e cittadini nel suo centro storico, con luci natalizie e le numerose botteghe storiche addobbate a tema. L’unica cosa che davvero non ci sarà quest’anno è però la magia dei Mercatini di Natale: da anni una preziosa occasione per immergersi nell’atmosfera natalizia, coccolarsi con brulè e cioccolata calda, ma anche per farsi stupire dalla moltitudine di creazioni uniche realizzate a mano da artigiani e artisti locali.

 

Quest'anno non ci saranno ed è per questo che arriva l’iniziativa di un ristorante levicense per esporre tutti quei prodotti artigianali che rischiano di rimare nascosti nelle botteghe dei propri produttori, situati a chilometri di distanza dal centro cittadino. Non tutti hanno infatti la possibilità di uno spazio espositivo centrale, dove la vicinanza di case e la presenza di servizi accentra di più il passaggio delle persone. 

Sui social del Ristorante La Stua parte così l’appello di Emanuela: “Dispongo di un piccolo angolino dove vorrei valorizzare l’artigianato trentino e dare visibilità a chi non può averne e a chi non ha potuto partecipare ai #mercatinidinatale. Se avete delle vostre lavorazioni da esporre, contattatemi, lo farò volentieri gratuitamente”.

 

Le prime richieste da parte degli artigiani interessati sono già arrivate, e, piano piano, l’economia locale si incontra sia con i clienti del ristorante sia con quelli interessati a queste particolari opere d’arte che ogni anno attirano decine di turisti incuriositi e meravigliati. “E’ uno spazio di esposizione, non di compravendita. Una vetrina per chi può ancora incontrare i clienti e far conoscere i suoi laboratori, tramite le sue lavorazioni” commenta la titolare.

 

Borse di feltro, mosaici, maglioni di lana e orecchini: le creazioni dei produttori diventano arredamento di una cucina, ma anche di una bottega artigianale, in un incontro perfetto tra accoglienza e armonia. 

 

Passione contagiosa, quella per il mondo “fatto a mano”, che non ha colpito solo i clienti del ristorante, già partiti con le prime richieste, ma anche la famiglia di Emanuela. Da un progetto della sorella nasce infatti l’applicazione “Green Friday”, una riproduzione digitale della sala da pranzo del ristorante, dove trovare tutte le vetrine virtuali degli artigiani trentini ed incentivare le persone all’acquisto di prossimità.

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