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| 02 dic 2020 | 13:34

Coronavirus, dal prestigiatore ai libri, dal ferramenta alle aziende agricole: Brentonico si compatta per un ''Natale locale'': ''Scegliamo i nostri prodotti''

Cesti di prodotti locali, libri, buoni da utilizzare, ristoratori e fornitori di servizi dell’Altipiano, tutti mettono a disposizione le proprie professionalità per un'idea regalo a filiera cortissima: ecco il "Natale locale". Questa l'iniziativa di Brentegas-gruppo di acquisto solidale e del circolo Arci "Ugo Winkler" di Brentonico

di Redazione

BRENTONICO. Il periodo è complicatissimo a causa dell'emergenza Covid-19 per tantissime categorie, ma le difficoltà si tramutano in unione e solidarietà. A Brentonico la comunità si compatta in occasione delle festività natalizie.

 

Cesti di prodotti locali, libri, buoni da utilizzare, ristoratori e fornitori di servizi dell’Altipiano. Dalle aziende agricole agli hotel, dai prestigiatori agli artisti e fumettisti, dal ferramenta alla farmacia. Tutti mettono a disposizione le proprie professionalità per un'idea regalo a filiera cortissima: il "Natale locale". Questa l'iniziativa di Brentegas-gruppo di acquisto solidale e del circolo Arci "Ugo Winkler" di Brentonico.

 

"In questi mesi di emergenza sanitaria e economica - spiegano i promotori - di fronte al potere sempre maggiore delle grandi piattaforme di vendita on-line che esercitano un forte condizionamento sulle abitudini dei consumatori, l’attenzione del gruppo si è rivolta maggiormente ai bisogni, alle particolarità e alle risorse della realtà brentegana".

 

Non solo economia circolare e la necessità di far fronte comune in questo momento delicato, ma anche un modo per veicolare una maggiore collaborazione tra le diverse anime imprenditoriali sull'Altipiano e anche occasione di solidarietà. C'è per esempio anche l'ultima pubblicazione "Tempi feroci" di Vincenzo Passerini di Brentonico (Qui articolo), ex presidente del Cnca e già assessore provinciale, il cui ricavato viene devoluto alla Caritas di Brentonico.

 

"Non è un servizio, tantomeno un 'negozio', ma piuttosto di un impegno che le persone che fanno parte del gruppo portano avanti nel scegliere quali prodotti comprare e perché, convinti che mangiare (e acquistare) è un atto politico, e il consumo possa essere un luogo in cui reclamare cambiamenti e stimolare riflessioni", concludono i promotori.

 

 

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