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L'ultimo giorno ai tempi del Covid: non potendosi vedere, i bambini si salutano con un nastro colorato ai cancelli delle scuole. "Ci rivediamo a settembre"

I bambini delle scuole primarie e di una secondaria di Isera e Borgo Sacco hanno deciso di ovviare all'impossibilità di salutarsi in presenza legando un nastro colorato con il proprio nome e messaggi di speranza sui cancelli degli edifici scolastici. La consulta dei genitori: "Guardiamo con preoccupazione alle indicazioni fumose del Ministero e della Provincia"

Pubblicato il - 10 giugno 2020 - 19:16

ROVERETO. “Ci rivediamo a settembre” è ormai diventato il mantra di tanti insegnanti e studenti colpiti dalla chiusura per l'emergenza pandemica. Un augurio, per ora, che si limita alla speranza, viste le tante discussioni che ancora animano il mondo della scuola, tra scioperi, grida d'allarme di sindacati, genitori ed insegnanti ed un assessorato più volte al centro delle critiche.

 

 

Visto che quest'anno salutarsi in presenza è diventato impossibile, l'Istituto comprensivo Isera Rovereto è stato protagonista di un'iniziativa promossa dalla consulta dei genitori ed indirizzata a compattare, per quanto possibile, la comunità scolastica. I bambini delle scuole primarie Filzi di Borgo Sacco e Montalcini di Isera e i ragazzi della scuola secondaria Degasperi di Borgo Sacco hanno aderito numerosi alla proposta di appendere ai cancelli degli edifici scolastici un nastro colorato con il loro nome.

 

In molti, inoltre, hanno aggiunto un messaggio di saluto e ringraziamento, specialmente chi, come gli alunni di quinta elementare e di terza media, ha visto chiudersi oggi una tappa importante del proprio percorso, salutando i compagni, gli insegnanti e le scuole frequentate per alcuni cruciali anni della propria vita.

 

Questa iniziativa colorata e festosa ha cercato di sollevare un po' gli animi di chi si è visto costretto a rinunciare per mesi alla scuola e al piacere di imparare e condividere quei momenti con i propri amici e compagni, restituendo un po' di spensieratezza tipica dell'ultimo giorno di scuola. Questa iniziativa, soprattutto, “rinvia” l'appuntamento a settembre, quando si spera che gli edifici scolastici possano tornare ad ospitare, con le dovute precauzioni, le giovani generazioni.

 

 

La didattica a distanza, infatti, ha sicuramente svolto un ruolo decisivo in questo periodo lontano da scuola ma, sottolineano i genitori, non è paragonabile alla frequenza in presenza delle lezioni, nell'auspicio che le istituzioni provinciali si adoperino affinché questo sia possibile. Per ora, dicono sempre i rappresentanti della consulta, regna la preoccupazione, con indicazioni da Roma e da Piazza Dante ancora troppo fumose.

 

I tanti nastrini colorati ai cancelli delle scuole, dunque, non sono che il segno tangibile che i bambini devono tornare al centro del dibattito politico e che per loro la scuola è un'esperienza irrinunciabile di educazione e socialità”, concludono. L'auspicio, in conclusione, è che la frase “ci rivediamo a settembre” non sia una mera illusione.

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