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Coronavirus, anche la visita alla (futura) scuola diventa "virtuale". La Sacra Famiglia: ''Insegneremo ai bambini che dalle difficoltà si esce solo insieme''

La Scuola paritaria Sacra Famiglia, quest'anno, ha deciso di trasferire online anche il classico Open Day dedicato alla presentazione della scuola e delle attività didattiche. Il dirigente Marcello Sottopietra: "Chi verrà a 'trovarci' incontrerà una scuola che sta lavorando tanto sul modo di fare didattica, a partire proprio da ciò che il periodo del lockdown e della didattica a distanza ha mostrato come migliorabile"

Di A.V. - 20 novembre 2020 - 16:44

TRENTO. La pandemia sta mettendo a dura prova (anche) il mondo della scuola. Ai ragazzi più grandi viene chiesto lo sforzo di adeguarsi ad una nuova modalità didattica, quella a distanza (già sperimentata la scorsa primavera), che però non può sopperire a quella in presenza. Per i bambini della scuola primaria e i ragazzi delle medie (zona rossa permettendo), invece, suona ancora la campanella ma vige l'obbligo di indossare la mascherina. 

 

Insomma, la scuola sta incontrando non pochi ostacoli nella ricerca di un delicato equilibrio tra diritto all'istruzione e tutela della salute. Lezioni, udienze, appelli, per forza di cose, spesso devono essere trasferiti online, con tutto ciò che questo comporta. Così, anche eventi tanto attesi come gli Open Day quest'anno si fanno virtuali.

 

A pensarci è stata la Scuola primaria paritaria cattolica Sacra Famiglia di Trento. "La nostra scuola - spiega il dirigente, Marcello Sottopietra - è sempre stata caratterizzata da abbracci e baci, da contatto fisico nelle partite al pallone o nei giochi d’acqua durante il Grest, da assembramenti chiassosi alle castagnate, alle recite, ai concerti di Natale, dallo stare vicini durante le tappe del progetto educativo. Ma quest’anno nulla di tutto ciò si può fare".

 

"Anche all’Open Day - continua - si dovrà rinunciare a stringerci la mano, a suonare tutti insieme diretti dalla maestra Roberta, a vedere i bambini all’opera nei laboratori o i genitori che si rimettono nei banchi di scuola".

 

I bambini e le bambine insieme ai loro genitori potranno, però, "entrare" virtualmente a scuola grazie alla tecnologia. E' previsto, infatti, per sabato 21 novembre uno speciale incontro via web durante il quale la scuola avrà modo di presentarsi a grandi e piccini (per maggiori informazioni contattare il numero 380.8905333 o scrivere una mail a comunicazioni.famiglie@sacrafamigliatrento.it)

 

"Chi verrà a 'trovarci' - spiega ancora Sottopietra - incontrerà una scuola che sta lavorando tanto sul modo di fare didattica, a partire proprio da ciò che il periodo del lockdown e della didattica a distanza ha mostrato come migliorabile. Una scuola che vuole concentrarsi non solo sui contenuti, ma anche sulle modalità d’apprendere dei bambini, sui processi che mettono in atto per risolvere problemi reali, sullo sviluppo delle soft skills quali le capacità relazionali,  il problem solving, la curiosità, la flessibilità, la perseveranza, la capacità di lavorare in gruppo e di gestire i conflitti".

 

La Scuola paritaria Sacra Famiglia, da sempre, si riconosce in quattro principi fondanti su cui sta cercando di modellare la propria didattica, anche in tempi di virus: presenza (perché la didattica a distanza non basta), essenzialità (per concentrarsi su ciò che è realmente necessario), sicurezza (perché tutti devono prestare attenzione), fede (perché c'è Chi ci sta sempre accanto) sono le parole chiave di questa ri-partenza. 

 

Negli ultimi mesi, infatti, la scuola si è data molto da fare per adattarsi ai nuovi tempi e ai nuovi spazi. Gli accessi e gli spostamenti degli alunni sono controllati e curati, la mensa è stata organizzata su due turni; la didattica e le modalità di valutazione sono state ridefinite scegliendo metodi innovativi in grado di rendere il bambino protagonista dell'apprendimento.

 

"Il faro che ci guida e guiderà quest’anno - conclude il dirigente - è e sarà: alunni con la 'testa ben fatta' e non con la 'testa piena'. Solo così sapranno affrontare meglio la vita e le sfide che essa porrà loro davanti. Accompagneremo i nostri marinai a conoscere la nuova nave che devono e dovranno abitare, che sarà certamente diversa da quella che hanno lasciato e sarà importante insegnare loro che dalle difficoltà si esce soltanto assieme, facendo ognuno la propria parte. Proviamo a far capire loro che le regole non sono una limitazione, ma sono voler bene all’altro, sono certo un sacrificio, ma sono soprattutto un atto di amore".

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