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Maltempo, dati superiori a quelli dell'alluvione del 1966. MeteoTriveneto: ''La neve in quota e vento con valori dimezzati le differenze con la tempesta Vaia''

Le precipitazioni medie per il mese di dicembre si attestano a 63,9 millimetri. Giampaolo Rizzonelli: "Se andiamo però a vedere il provvisorio di MeteoTrentino oggi siamo già a 247,2 millimetri. Negli annali dal 1921 non si trova un mese di dicembre altrettanto piovoso e mancano ancora 22 giorni alla fine di questo dicembre 2020"

Di Luca Andreazza - 07 dicembre 2020 - 18:43

TRENTO. "I dati sono in linea con quelli di un'alluvione". Così Giampaolo Rizzonelli, socio di MeteoTriveneto, che analizza insieme a Stefano Zamperin (presidente di MeteoTriveneto) e Riccardo Benetti (socio di MeteoTriveneto) il week end di maltempo appena trascorso, mentre per le prossime ore è atteso un altro peggioramento con neve anche a bassa quota. "Sono stati superati i livelli del 1966 e almeno pareggiati quelli del 2010. La tempesta Vaia resta ancora lontana ma ha inciso la quota neve, mediamente sui 1.700-1.800 metri per i tre giorni contro i 2.300-2.500 metri dei precedenti eventi. Non ci sono stati esondazioni importanti ma c'è stata comunque grande apprensione".

 

Le precipitazioni medie per il mese di dicembre si attestano a 63,9 millimetri per Levico Terme. "Se andiamo però a vedere il provvisorio di MeteoTrentino - dice Rizzonelli - oggi siamo già a 247,2 millimetri. Negli annali dal 1921 non si trova un mese di dicembre altrettanto piovoso e mancano ancora 22 giorni alla fine di questo dicembre 2020".

Il peggioramento meteo di questo inizio dicembre segue un novembre particolarmente mite e con precipitazioni scarse. "A Trento - aggiunge l'esperto di MeteoTriveneto - la temperatura media mensile è stata di +8,5 gradi contro i dati storici caratteristici di +6,4 gradi: ben 2,1 gradi in più. Le precipitazioni hanno registrato un accumulo totale di 4,2 millimetri a fronte di un valore medio storico di 111,9 millimetri e un novembre del 2019 che aveva registrato accumuli record per 429,4 millimetri".

Il tempo stabile di novembre è stato garantito da una serie di alte pressioni, spesso di matrice nord africana, il peggioramento è iniziato dal 1 dicembre (primo giorno di inverno meteorologico che va dal 1 dicembre e termina il 28 febbraio) a seguito di un radicale cambiamento nella circolazione generale per la rapida discesa di una saccatura dal nord Atlantico.

 

"Questo ha determinato - prosegue Rizzonelli - con un'irruzione d'aria più fredda associata a correnti cicloniche settentrionali, precipitazioni nevose anche a bassa quota (come in Valsugana) ma 'saltando' totalmente la città di Trento e molte zone della val d’Adige proprio a causa dei venti da nord est".

 

Ma dopo gli episodi nevosi a bassa quota del 2 e del 3 dicembre cosa è successo? "E’ arrivata una perturbazione - dice MeteoTriveneto - con un intenso richiamo sciroccale legato all'approfondirsi di una saccatura sulla Francia che ha provocato le precipitazioni che abbiamo visto da venerdì fino a domenica. In molti casi le precipitazioni e l’effetto riscaldante dei venti di scirocco hanno totalmente sciolto la neve, come a Levico e Gallio sull’Altopiano di Asiago, dove sono stati raggiunti rispettivamente 15 e 40 centimetri".

 

E' stato un peggioramento di stampo autunnale. "Andiamo con ordine - commenta il presidente Zamperin - sabato è stato il giorno più pesante; sono stati registrati dai 150 ai 200 millimetri diffusi su tutte le valli pre-dolomitiche e dolomitiche meridionali (Valsugana, Primiero, Agordino, Zoldano e Cadore) con la punta di oltre 600 millimetri nel bellunese e in alcuni punti del Trentino meridionale. Si sono sommati i quantitativi dai 50 ai 100 millimetri del giorno prima e di domenica per un totale diffuso dai 200 ai 300 millimetri". 


(Precipitazioni stazione www.meteolevicoterme.it prima settimana di dicembre)

Capitolo neve. "Nella mattina di oggi (lunedì 7 dicembre) abbiamo superato i 150 centimetri diffusi sopra i 1.800 metri con punte di 170 centimetri sopra i 2.000 metri. Nella giornata di sabato in tarda serata abbiamo avuto conferme che ha piovuto fino ai 2.300 metri sulle Dolomiti meridionali per una fase di circa 8 ore".

Per esempio al passo Rolle (1.970 metri) è piovuto con temperature intorno al +1 grado (Qui link - qui link). Si registra inoltre un dato quantitativo importante di pioggia sulla porzione nord-ovest dell'Alto Adige e sul nord-est del Veneto.

 

"Qui - dice il presidente di MeteoTriveneto - si parla di accumuli anche a 1.800 metri di quota, ma in alcuni casi si è saliti anche a 2.000 metri. La parte occidentale della provincia di Bolzano non ha risentito della bolla calda di sabato, contrariamente al Veneto".

 

E infatti la pioggia è caduta fino ai 2 mila metri sull'ampezzano, così come in zona Arabba, sembra risparmiata tutta la parte nord-est del Comelico: molta neve a Misurina a circa 1.750 metri: "Siamo oltre i 200 centimetri, quasi 230 centimetri. Sul Monte Piana (sopra il famoso lago a 2.265 metri) ci sono 210 centimetri di neve fresca (dati Arpav). La zona con più neve sembra Ravalles dove abbiamo la stazione meteo a Cortina, però non abbiamo foto o rilevazioni se non quelle automatiche di Arpav con 225 centimetri di neve fresca (310 totale)".

 

Situazione vento. E' forse la grandissima differenza rispetto alla tempesta Vaia. "Abbiamo raggiunto - continua Zamperin - sabato dai 70 ai 100 km/h con i massimi a passo Sella (2.250 metri) con quattro raffiche a 100 km/h e temperature tra i -5 e i -1 grado. Poi il Rolle con 85 km/h; Rodella e Col dei Rossi intorno a 70 km/h. Più ventose le pre-alpi e la fascia pre-dolomitica con 100 km/h al Manghen e 115 km/h al Monte Cesen".

 

Capitolo Temperatura. "Altalena importante in questo peggioramento. Al Sass Pordoi siamo passati dai -12 gradi di venerdì ai -4 gradi di sabato sera. Al Passo Sella dai -7 gradi a -1 grado. Al Col dei Rossi da -8 gradi a -1,5 gradi. Questi cali non sono stati accompagnati da raffiche di vento particolarmente importanti, segno che il comparto europeo è più freddo degli ultimi inverni e quindi è stato il passaggio tra caldo e freddo a essere stato imposto dalla perturbazione in entrata. Sono dei delta di temperatura tipici dell'autunno, ma i connotati dell'aria fredda in ingresso sono da dicembre, ma un periodo più tipico rispetto alle temperature registrate negli inizi di inverno più recenti".

 

Alcune particolarità relative al peggioramento e alle differenze tra zona e zona, in particolare la Valsugana e il Primiero. "Sono stati colpiti dal vento scirocco - conclude Rizzonelli - che nella giornata del 5 dicembre e nella notte tra il 5 e il 6 ha portato la pioggia anche oltre i 2.000 anche 2.300 metri come visto in precedenza. A un certo punto della serata del 5 dicembre a parità di quota la differenza tra Trentino orientale e quello occidentale era di oltre 7 gradi".

Area Veneto. La zona di Arzignano, spiega Benetti, ha visto da inizio peggioramento 160 millimetri totali (40 millimetri venerdì, 90 millimetri sabato e 30 millimetri domenica), mentre in alta valle del Chiampo e Lessinia orientale non è mancata la neve con accumuli anche di 30 centimetri, poi compattatasi e parzialmente disciolta per via della forte sciroccata arrivata nella giornata di sabato, che ha portato moltissima pioggia fino in quota: 240 millimetri nel comune di Selva di Progno (Verona).  

 

"La zona di Recoaro Terme (Vicenza) confinante con la provincia di Trento è stata una delle più colpite con un quantitativo di pioggia di oltre 360 millimetri con un picco a Pian delle Fugazze (Trentino) oltre 415 millimetri. La zona dell'altopiano di Asiago - commenta Benetti - ha accumulato un quantitativo di pioggia tra i 200 e i 350 millimetri a Marcesina. Il problema maggiore è stato il vento dove ha raggiunto localmente i 73 km/h nei centri di Asiago e Gallio. Fortunatamente però si è scongiurato un evento simile alla tempesta Vaia".

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