Contenuto sponsorizzato

Muri a secco e coltivazioni biologiche, la val di Gresta entra nel Registro nazionale dei paesaggi rurali per valore storico, paesaggistico e ambientale

Un percorso iniziato nel 2018, dall’iniziale volontà di amministratori locali (il Comune di Ronzo-Chienis e quello di Mori), associazioni, realtà locali e imprenditori, per valorizzare il contesto della val di Gresta e il suo unico paesaggio fatto di muri a secco e coltivazioni biologiche. Un’esperienza che rientra nel più ampio progetto denominato Terre di Gresta

Di Luca Andreazza - 17 novembre 2020 - 21:23

RONZO-CHIENIS. La val di Gresta è entrata a far parte del Registro nazionale dei paesaggi rurali storici. Un progetto che intende valorizzare il profilo ambientale, sociale e economico dei territori pregiati. 

 

Un percorso iniziato nel 2018, dall’iniziale volontà di amministratori locali (il Comune di Ronzo-Chienis e quello di Mori), associazioni, realtà locali e imprenditori, per valorizzare il contesto della val di Gresta e il suo unico paesaggio fatto di muri a secco e coltivazioni biologiche. Un’esperienza che rientra nel più ampio progetto denominato Terre di Gresta, il cui Comitato di Gestione è formalmente costituito nel Biodistretto della val di Gresta.

 

I lavori di iscrizione hanno visto il coinvolgimento di un gruppo interdisciplinare coordinato dall’architetta Francesca Bertamini dello studio Paesaggistipercaso e portato avanti con la collaborazione dell’Osservatorio del paesaggio trentino, della Fondazione Mach, il Centro geo-cartografico di studio e documentazione e Aiapp-Associazione italiana di architettura del paesaggio.

 

Un lavoro impegnativo di raccolta, analisi e valutazione di materiali storici diversi (bibliografici, fotografici, cartografici e così via) a confronto con la realtà attuale. Un percorso che ha portato all’evidenza di un valore, già ampiamente percepito, del “Sistema agricolo terrazzato della val di Gresta” che ancor oggi presenta un buon livello di mantenimento e presenza sul territorio.

 

Tuttavia l’esperienza svolta ha portato anche alla luce alcuni fattori di fragilità e vulnerabilità, punto focale dei prossimi sviluppi del progetto Terre di Gresta, coordinato da Anna Viganò. La sfida è quella di valorizzare l’ambito grestano per sviluppare una maggiore conoscenza sotto il profilo paesaggistico e della produzione agricola, già oggi per la maggior parte biologica.

 

E per festeggiare e presentare questo importante riconoscimento, lunedì 23 novembre dalle 16.30 alle 18.30 sulla piattaforma Zoom (Qui link) si tiene la presentazione de "La val di Gresta: paesaggio rurale storico", un'occasione per scoprire le tappe di questo percorso che ha portato un pezzo di Trentino all'interno del Registro nazionale dei paesaggi rurali.

 

Un registro che comprende anche "Il paesaggio rurale dei "Vigneti terrazzati della Valle di Cembra" (Qui articolo) e gli "Alti pascoli della Lessinia" (Qui articolo), che rientrano in questo registro che punta a valorizzare il profilo ambientale, sociale e economico dei territori italiani.

 

Il sistema agricolo terrazzato della Val di Gresta
La val di Gresta, rinomata oggi per la produzione di ortaggi con metodo biologico, ha come tratto distintivo la straordinaria sintesi di caratteri naturali, particolari condizioni morfologiche, pedologiche, climatiche e ingegno umano, che nei secoli ha favorito lo sviluppo di un paesaggio terrazzato dai lineamenti unici e irripetibili abitato da una comunità rurale solida e coesa.

La candidatura è stata presentata dai Comuni di Mori e Ronzo-Chienis, da Biodistretto Val di Gresta, ProLoco Mori Val di Gresta, Associazione Comitato Mostra Mercato, Sat-sezione di Ronzo Chienis, Famiglia Cooperativa Ronzo Chienis, Consorzio Ortofrutticolo Val di Gresta, Natur Gresta e dalle aziende agricole Na Val de Gresta, Abete Rosso, Naranch e Ars Naturae.

 

Il paesaggio rurale dei "Vigneti terrazzati della Valle di Cembra"
La valle di Cembra appare a colpo d'occhio una meravigliosa enclave contenuta dai rilievi montuosi e segnata dalla profonda incisione del fiume Avisio. Sulle ripide pendici si sviluppa una teoria continua di terrazzamenti in porfido rosso, coltivati a vigneto e punteggiati da borghi e case sparse. La candidatura è stata presentata dal comitato Vi.va.Ce. e dalla Comunità della Valle di Cembra.

 

Alti pascoli della Lessinia
Il territorio degli Alti Pascoli della Lessinia, area montana il cui tipico uso del suolo è l'alpeggio estivo, si sviluppa tra le province di Verona, Trento e Vicenza su una superficie di circa diecimila ettari; è caratterizzato da fattori di unicità e storicità, tra i quali le tracce di frequentazione preistorica e storica e il particolare uso della pietra locale.

 

La candidatura è stata presentata dai Comuni di S. Anna D'Alfaedo, Erbezzo, Bosco Chiesanuova, Roverè Veronese, Velo Veronse, Selva di Progno, Crespadoro, Ala e Avio.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 2 dicembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
06 dicembre - 11:37
Rimane difficile anche la situazione negli ospedali del territorio con 98 i ricoveri in area medica, [...]
Cronaca
06 dicembre - 09:33
Nel mese di novembre sono stati 24 in tutto i contagi rilevati nelle strutture che fanno riferimento alla Federazione delle Scuole Materne. [...]
Cronaca
06 dicembre - 11:26
L'incidente è avvenuto poco prima delle 10. Sul posto la polizia locale per i rilievi
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato