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Una valorizzazione del patrimonio storico, artistico e ambientale, la Vallagarina rilancia le vie della Seta: ''Non c'è crescita economica se non c'è quella culturale''

Il protocollo avviato nel 2018 è stato rinnovato dal Comune di Rovereto, dalla Comunità di valle, dalla Provincia e dalle amministrazioni comunali di Ala e di Villa Lagarina. L'assessore Mirko Bisesti: "Un progetto nato dal basso, dalle comunità locali, con vari elementi che si uniscono: cultura, innovazione, dialoghi su progettualità importanti. Rinnovare questo documento significa investire sul futuro"

Pubblicato il - 30 marzo 2022 - 21:29

ROVERETO. Un progetto per valorizzare il patrimonio storico, artistico, economico e ambientale legato ai percorsi della seta, questo il contenuto del protocollo avviato nel 2018 e rinnovato dal Comune di Rovereto, dalla Comunità di valle, dalla Provincia e dalle amministrazioni comunali di Ala e di Villa Lagarina

 

"Questo Distretto - commenta l'assessore Mirko Bisesti - rappresenta un progetto nato dal basso, dalle comunità locali, con vari elementi che si uniscono: cultura, innovazione, dialoghi su progettualità importanti. Rinnovare questo protocollo significa investire sul futuro. Il nostro territorio ha dato tanto in passato e tanto può ancora dare. Anche dal punto di vista della ricaduta occupazionale. Quando si parla di innovazione, di ricerca, si parla di un tema che reggerà negli anni e che può portare sviluppo e una delle linee guida sulla cultura della nostra Provincia è proprio la ricaduta sul territorio".

 

Si tratta di un progetto che affonda le radici nella storia della Vallagarina, in quel filo conduttore che unisce passato e presente. "L’industria della seta - dice Francesco Valduga, sindaco di Rovereto - ha lasciato tracce importanti nelle nostre comunità, che dalla coltura del baco e dalla lavorazione del tessuto, hanno tratto a lungo la propria ricchezza. Sul nostro territorio c’è stata la capacità di fare impresa, anche in maniera innovativa".

 

Proprio da questa collaborazione sono nati progetti come SetAp, che ha visto la trasformazione dell’Orto San Marco di Rovereto in un orto sperimentale, dove viene coltivato il gelso e allevato il baco da seta e dove si svolgono sia attività di tipo formativo, sia una vera e propria attività economica. Inoltre, come ricordato da Antonella Motta, professore ordinaria del Dipartimento di Ingegneria industriale e responsabile del centro Biotech dell’Università di Trento, è stata attivata una borsa di studio volta a finanziare la ricerca nell’ambito dell’applicazione della seta in ambito medico.

 

"La lungimiranza di questo progetto - aggiunge il primo cittadino di Rovereto - nasce dalla capacità di capire che non c’è crescita economia se non c’è crescita culturale, in un connubio tra cultura e economia sul quale dobbiamo reinvestire. Non è scontato e non è sempre così. Oggi abbiamo bisogno, dentro questa capacità di fare cultura abbinata all’impresa, di essere luogo di fare sperimentazione. Valorizzare il percorso storico, significa ricerca di ciò che siamo stati, ma anche di innovazione, con una tensione verso il futuro e l’innovazione. E alla base di tutto questo c’è un ragionamento politico nel senso più nobile di questo termine, che è quello del lavoro assieme, all’interno di un ambito, come quello della Comunità di Valle, che è capace di essere luogo di incontro e costruzione di rete tra i Comuni. Inoltre questo progetto ha già iniziato a dare i primi frutti anche dal punto di vista pratico, attraverso la relazione con le Associazioni sul territorio e l’Università, con immediate ricadute".

 

Il Distretto della Seta è stato sviluppato attraverso il coordinamento avvenuto all’interno della Comunità di Valle, come ha ricordato il commissario Stefano Bisoffi e grazie ai fondi di Investimento strategico: “Si è trattato di mettere in rete le memorie della nostra valle. All’interno della Conferenza dei Sindaci si è arrivati al finanziamento attraverso un percorso di intesa che ha permesso di mettere in rete i progetti che i singoli comuni hanno portato avanti. Abbiamo cercato di individuare qualcosa che unisse e si è creato così un Distretto. La prima parte di questi fondi è stata destinata proprio al lavoro di costruzione di relazioni che mettesse a comune fattore le risorse sul territorio. La riconferma di questo protocollo rappresenta un successo per un territorio che ha costruito le basi per continuare il percorso avviato in senso sempre più costruttivo”.

La sindaca di Villa Lagarina, Julka Giordani, ha evidenziato come il Filatoio di Piazzo sia l’esempio di archeologia industriale serica meglio conservato d’Europa: “Si tratta di un recupero di quelle radici storiche che sono parte del nostro territorio”. In particolare ha voluto ringraziare chi ha seguito il progetto sin dall’inizio, come l’assessora Marta Manica e le associazioni di volontariato che stanno prendendosi cura di questi edifici storici.

"E’ un esempio - spiega Claudio Soini, sindaco di Ala - di come una rete tra territori possa portare a straordinari risultati. Ala ha basato la sua fortuna sulla seta, sul velluto e questo recupero di quella attività tradizionale è un virtuale filo rosso che collega i diversi territori, dando visibilità alla Vallagarina, una terra che ha una ricchezza inestimabile, che è la sua cultura e che può ora creare nuove opportunità di lavoro anche per i nostri giovani”. Inoltre a Palazzo Taddei sta arrivando a compimento la creazione del Museo provinciale del Tessuto, che raccoglierà le testimonianze di questo passato.

 

A oggi il Distretto della Seta ha già visto alcune azioni concrete. La Direzione generale del Comune di Rovereto, che sta coordinando il progetto, in questi primi mesi ha cercato di armonizzare gli interessi delle tre amministrazioni comunali e ha dato avvio ad alcune attività di co-progettazione con l'Azienda per il turismo Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo per mettere in sinergia le proposte esistenti.

 

Seguendo una logica partecipativa è stato costituto un Tavolo di Lavoro che coinvolge gli stakeholder dei tre territori per raccogliere le loro esigenze e proposte, tra cui un’attività di auto-formazione per la conoscenza reciproca dei luoghi e delle diverse realtà che li animano.

 

In ambito formativo è stato inoltre progettato il ciclo di conferenze "Le vie della seta in Vallagarina. Percorso di approfondimento sulle sinergie tra Cultura, Ricerca, Impresa e Inclusione sociale", quale occasione di divulgazione su tre ambi di interesse: agricolo-ambientale, storico e ricerca. L'iniziativa è stata accolta con favore dal Consiglio d'Europa, le conferenze si svolgeranno sotto l’egida della sede Italiana del Consiglio d'Europa - Ufficio di Venezia, e l'Ambasciatrice Luisella Pavan-Woolfe presenzierà all'apertura dei lavori.

Sono previsti tre incontri dedicati: “Il ritorno della produzione della seta in Italia. Un modello di sviluppo”, in programma per giovedì 7 aprile alle 17.30 all’aula magna di Palazzo Piomarta; “La seta. Per non perdere il filo storico”, in programma per giovedì 21 aprile alle 18.00 all’aula magna di Palazzo Piomarta; “La seta al centro della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnica”, per giovedì 5 maggio alle 18.00 alla sala conferenze di Palazzo del Bene. I diversi contributi sono resi da esperti di settore del mondo universitario in ambito storico, ambientale ma anche della ricerca, sia del settore privato con l’espressione di aziende altamente specializzate.

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