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Ordine di cattura di due orsi, gli animalisti: ''Ormai siamo al delirio. Una Provincia inetta, crea le situazioni di criticità. Intervenga il governo''

Sono immediate le reazioni del mondo ambientalista e animalista dopo che il presidente della Provincia ha firmato un'ordinanza di cattura per due esemplari che gravitano a Dimaro Folgarida e Andalo: "Il Comitato di ordine pubblico per la sicurezza si riunisce solo per i grandi carnivori. Purtroppo questa gestione politica usa il fucile invece della testa"

Di Luca Andreazza - 27 agosto 2020 - 19:51

TRENTO. "Ormai siamo al delirio", "La condotta intimidatoria di Fugatti a copi di ordinanze di cattura e abbattimento causa danni anche al settore turistico", "Il Comitato di ordine pubblico per la sicurezza si riunisce solo per i grandi carnivori. Purtroppo questa gestione politica usa il fucile invece della testa". Sono immediate le reazioni del mondo ambientalista e animalista dopo che il presidente della Provincia ha firmato un'ordinanza di cattura per due esemplari che gravitano a Dimaro Folgarida e Andalo (Qui articolo).

 

"Ma non basta - commenta Massimo Comparotto, presidente dell'Oipaminaccia di abbattere gli orsi cosiddetti problematici, ma anche quelli in sovrannumero se il Ministero non interverrà. Siamo all’ennesima reazione parossistica di un amministratore che, probabilmente per meri motivi elettorali, ha deciso di gestire il Progetto Life Ursus, finanziato dall’Unione europea, a colpi di mandati di cattura e persino di abbattimento, come nel caso dell’orsa Jj4".

 

In questo momento nel Casteller sono già rinchiusi M57 e Dj3 e al massimo possono essere ospitati tre esemplari. Il presidente della Provincia, però, non sembra interessato ai fatti e resta agganciato ad azioni a spot, purtroppo, prive di costrutto. 

 

"Non appare una politica lungimirante quella di Fugatti: non lavora a un piano per la convivenza pacifica tra uomo e animale e non considera che l’opinione pubblica vuole gli orsi protetti e non uccisi o imprigionati. La sua condotta 'intimidatoria' causa anche danni al settore turistico del Trentino. Le ultime dichiarazioni del presidente rivelano solo un processo alle intenzioni del povero animale, privo di qualsiasi valore etologico e scientifico. Chiediamo anche il rispetto del dialogo che si era aperto tra la Pat e il ministro dell’Ambiente Costa solo pochi giorni fa".

 

Il presidente viene paragonato al protagonista di una sorta di Minority Report, dove si punivano le persone in base alle probabilità che potessero rendersi responsabili, in futuro, di crimini. "In questo caso si è messo in testa di catturare gli orsi al primo avvistamento, prima ancora che possano accennare a qualsiasi comportamento considerato problematico", spiega Massimo Vitturi, responsabile Lav - Animali Selvatici, che aggiunge: "Si agisce senza prima individuare le cause che hanno determinato l’incontro e avervi posto pronto rimedio: un’operazione priva di qualsiasi senso".

 

Nemmeno i lupi sono usciti indenni dal vertice al Commissariato del governo. "Se si dovesse credere alle parole di Fugatti - prosegue il responsabile della Lav - quella registrata a Trento è una situazione del tutto straordinaria, che non ha eguali nelle altre parti d’Italia dove pure il lupo è presente, ma dove non si sono mai verificate situazioni che abbiano messo a rischio l’incolumità dei cittadini. In Trentino la vera eccezionalità è rappresentata da un presidente che non è in grado di proporre soluzioni efficaci per garantire la convivenza tra i grandi carnivori e i cittadini, e quando queste gli vengono proposte, magari attraverso l’istituzione di una piattaforma di confronto finanziata dall’Unione Europea, le rifiuta: segno concreto anche delle sue incapacità amministrative".

 

La Lav ritorna a chiedere un intervento da Roma. "Lupi e orsi trentini - continua Vitturi - subiscono ormai quotidiani attacchi da parte della Giunta Fugatti, ma gli animali non possono pagare con la loro vita l’inettitudine di un’amministrazione provinciale che ha dimostrato di non saper gestire la situazione con l’efficacia e la lungimiranza necessari. Un’amministrazione che ha chiaramente scelto di non voler attivare alcuna azione per favorire la convivenza, contribuendo così a creare le situazioni di criticità avvenute nelle scorse settimane. E' urgente un intervento del Governo nazionale: un atto d’imperio per togliere dalle mani della Provincia la gestione della fauna selvatica trentina".

 

E' necessario un piano di gestione che non si fermi agli slogan. "Fermo restando la nostra solidarietà per i feriti nei contatti ravvicinato con gli orsi - spiega Sergio Merz della Lipu - intendiamo però anche puntare l’attenzione sul comportamento umano. Facile accusare il predatore di pericolosità, quando una persona diventa confidente e quindi un potenziale pericolo a causa di una cattiva gestione politica. Ormai sono tutti esperti e i tecnici si ascoltano poco, adesso sono i sindaci e la gente a decidere della pericolosità o meno di un soggetto, non parliamo poi di tutte le misure di dissuasione prima di catturare o abbattere un orso ampiamente disattese".

 

La Lipu chiede un cambio di passo. "La quasi totale mancanza di informazione da tenere nei confronti dei plantigradi e non solo è la principale causa degli orsi. Queste attenzioni - continua Merz - vanno illustrate soprattutto a residenti e turisti. Pertanto cartelli adeguati, divieto abbandono immondizie, cassonetti anti orso, divieto di seguire gli animali per fotografarli come invece successo. In ogni albergo ci dovrebbero essere un pieghevole illustrativo di come comportarsi durante le escursioni. Purtroppo questa gestione politica, invece che cercare di portare avanti una possibile convivenza va in un'altra direzione, usando il fucile invece che la testa".

 

L'associazione ritorna anche sul via del progetto Life Ursus. "Il Comitato faunistico 20 anni fa ha dato parere favorevole: cacciatori compresi, un solo contrario. L’errore è quello di non agevolare con i corridoi faunistici la dispersione degli esemplari trentini che sono concentrati nella parte occidentale della provincia. Sicuramente gli allevatori vanno aiutati ma anche loro devono fare uno sforzo per convivere con i grandi carnivori, consapevoli che il futuro prevede adeguati sistemi di deterrenza con recinti, cani  e possibilmente ricoveri notturni", conclude Merz.

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