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Progettare una gita a distanza sulle "terre alte" di Trento con il Fai: vincono gli alunni della IIA della scuola Bresadola

Con l’aiuto dei loro docenti gli alunni hanno progettato una gita alla scoperta delle aree interne del loro territorio, mettendone in risalto le bellezze antropiche e paesaggistiche, le attività tradizionali, i prodotti tipici, e hanno elaborato proposte di visita che, nell’ottica di un turismo sostenibile, prevedevano nel dettaglio le modalità di attuazione esercitandosi così in un vero e proprio “compito di realtà”

Di Lucia Brunello - 30 maggio 2020 - 11:04

TRENTO. Gli alunni della classe IIA della scuola secondaria di I grado "Giacomo Bresadola" di Trento hanno partecipato e vinto al bellissimo progetto indetto dal Fai (Fondo Ambiente Italiano) dal nome "Il paesaggio dell'alpe". Al concorso, con in palio un buono acquisto per il materiale didattico della classe, hanno partecipato scuole da tutta Italia.

 

Con l’aiuto dei loro docenti gli alunni hanno progettato una gita alla scoperta delle aree interne del loro territorio, mettendone in risalto le bellezze antropiche e paesaggistiche, le attività tradizionali, i prodotti tipici, e hanno elaborato proposte di visita che, nell’ottica di un turismo sostenibile, prevedevano nel dettaglio le modalità di attuazione esercitandosi così in un vero e proprio “compito di realtà”.

 

Il progetto ha offerto alle classi la possibilità di continuare a lavorare anche dopo la chiusura delle scuole a causa dell’emergenza sanitaria, con strategie diverse da quelle utilizzate con la didattica tradizionale. Così facendo, gli studenti hanno alimentato, anche a distanza, la consapevolezza del valore che i beni artistici e paesaggistici rappresentano per il sistema territoriale”, come evidenziato dalla professoressa Francesca Ferraro del Liceo Scientifico Luigi Siciliani di Catanzaro.

 

La giuria, ha visionato i lavori e tra i vincitori ha decretato la IIA della scuola Giacomo Bresadola, che ha presentato un bellissimo elaborato che mostrava, attraverso scritte e immagini, un'ipotetica gita sulle "terre alte" nella Provincia di Trento. Nello specifico gli alunni hanno presentato una giornata all'insegna della scoperta con partenza dal Museo del porfido e le cave di porfido di Albiano, per poi proseguire nel sentiero delle Canope nei pressi di Civezzano, con in mezzo una piacevole sosta al lago di Santa Colomba.

 

Tante sono state le risposte degli alunni quando a fine esperienza, gli è stato chiesto di immaginare come sarebbe stato veramente essere in gita. Considerazioni semplici nella loro sincerità, frutto del desiderio nato durante il distanziamento di rivedere i compagni e tornare nella natura.

 

Eccone solo alcune: "Qual’è la prima cosa che vi viene in mente quando pensate alla libertà? A me vengono in mente infiniti campi di fiori gialli, viola e arancioni. Ci sono bambini che corrono all’impazzata, con i capelli al vento che sfiorano la faccia. Purtroppo, a causa della pandemia che affligge il mondo, la maggior parte di noi l’ha persa, la libertà. Quindi, la mia classe e io abbiamo dovuto ingegnarci per progettare un’uscita didattica, senza la prospettiva immediata di poter realizzare l’esperienza".

 

"Ho provato a immaginare le sensazioni che i cinque sensi mi avrebbero procurato durante la visita alle cave e al museo. Penso che passando di fianco alle enormi e desolate cave di porfido mi sentirei in qualche modo piccola e insignificante, ma probabilmente penserei che l’uomo è veramente qualcosa di estraneo al resto degli animali, siccome è l’unico a poter fare qualcosa di così grande. È incredibile come quegli operai che lavorano nelle cave riescano in relativamente poco tempo a estrarre porfido che poi verrà esportato in tutto il mondo. Probabilmente vedrei infinite montagnole di blocchi bianchi e beige tutti accatastati uno sopra l’altro. Ai piedi delle montagne piccole ruspe di colore giallo acceso e all’apparenza piccoli omini intenti a trasportare blocchi e massi. In quanto ai rumori, sentirei le rocce che sfregano e sbattono tra loro, sbriciolandosi e rilasciando piccole scintille. La polvere nel naso mi farebbe venire da starnutire, solleticandomi la pelle. Il sole batterebbe sulla testa e mi farebbe sudare, ma i cappellini con la visiera riparerebbero gli occhi. Andare alle cave sarebbe un’esperienza tanto bella quanto faticosa. Ma la mia mente ha continuato il suo viaggio, e dalle scottanti cave di porfido si è spostata al fresco ambiente del Lago di Santa Colomba. Mi sono immersa nel paesaggio boschivo, e mentre percorrevo il sentierino che circonda il lago, sentivo gli uccellini che cinguettavano e il vento che mi soffiava sul viso. Gli alberi sembravano un coro di bambini che si muovevano coordinati al suono della dolce musica della natura".

 

"Il paesaggio scelto per questa gita scolastica didattica è significativo e merita di essere valorizzato perché è ricco di tanta biodiversità e interessi geologici e storici. Ha un valore identitario, perché racconta la storia di Trento e senza questi posti non sarebbero progrediti l’economia e il turismo di quella particolare zona. Secondo me il nostro è stato un buon lavoro, malgrado le difficoltà operative; in futuro, se dovesse ricapitare nuovamente, saremo pronti per svolgerlo con il computer. La mia speranza è di vivere tutte queste esperienze concretamente e non virtualmente".

 

Agli alunni che hanno partecipato, è anche stato inviato un attestato di partecipazione:

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