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Tra ospiti eccellenti e seminari d'approfondimento, il "Simonino" continua a far discutere

Dopo la visite della presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni, avvenuta domenica 16 febbraio, il caso del Simonino sarà al centro di un seminario tenuto dall'Università di Trento, in cui diverse voci (da un ecclesiastico a un rabbino, passando per docenti universitari) si confronteranno tra storia e memoria

Di Davide Leveghi - 17 febbraio 2020 - 18:30

TRENTO. Sono passati 545 anni da quando Trento, piccolo centro posto sulla via che unisce mondo latino a mondo tedesco, si rese protagonista di una vicenda che ne avrebbe segnato irrimediabilmente le sorti. Un bambino di circa due anni, a un giorno dalla denuncia di scomparsa del padre, venne trovato riverso in una roggia. Sul corpo delle ferite, il segno “inconfondibile” di un omicidio rituale.

 

Trento si trasformava nel teatro di un accanimento nato dal pregiudizio e dalle credenze popolari, radicate grazie alla predicazione dei francescani. La comunità ebraica trentina, composta da non più di 30 persone, pagava lo scotto dell'odio popolare, tacciato di essere il “popolo deicida”, dedito ad attività odiose come l'usura. Nel giro di qualche mese, la presenza di israeliti nella futura città del Concilio, venne completamente eliminata.

 

Per questo il capoluogo trentino, nel tentativo di “cancellare” un passato vergognoso, ha da tempo avviato un percorso di approfondimento da una parte e di riavvicinamento dall'altra. Un riavvicinamento agli ebrei nato dal fervore del Concilio vaticano II, proseguito con la cancellazione del culto del “Simonino” e sancito dall'apposizione di una targa riconciliatoria nel luogo dove, nel 1475, il corpo del bambino fu ritrovato senza vita dando avvio alla “caccia alle streghe” nei confronti della piccola e inserita comunità ebraica.

 

Un riavvicinamento che trova soprattutto nella mostra dedicata dal Museo diocesano al “Simonino” e all'invenzione del colpevole un momento di capitale importanza, per far conoscere ai trentini e non il passato doloroso di una terra che, per non cadere nell'odio e nell'intolleranza, deve conoscere la propria traiettoria.

 

In questo solco si è inserita la visita della presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni alla mostra “L'invenzione del colpevole. Il caso di Simonino da Trento dalla propaganda alla storia”, avvenuta alla presenza delle autorità cittadine nella giornata di domenica 16 febbraio.

 

Analogo discorso – sempre in virtù della necessità di approfondire e conoscere la vicenda, su cui il Museo organizza anche laboratori per le scuole finalizzati all'educazione alla tolleranza e alla diversità – vale per il seminario “Il caso Simonino da Trento tra giudizio storico e memoria religiosa”, organizzato dall'Università di Trento per giovedì 20 febbraio alle 16 a Palazzo Paolo Prodi, in via Tommaso Gar 14.

 

Organizzato dal Centro alti studi umanistici (CeASUm) dell'Ateneo a margine della mostra “L'invenzione del colpevole” (curata dal Museo diocesano con la collaborazione dell'Ateneo), l'incontro si rivolge alla comunità scientifica e a tutta la cittadinanza, proponendo di indagare l'intreccio tra storia e memoria.

 

“Il seminario, di natura interdisciplinare, ha scopi di approfondimento e di alta divulgazione e si colloca come un qualificato contributo della nostra Università che vorrebbe dare spazio a punti di vista diversi sul caso studiato attraverso il confronto di voci di riconosciuta autorevolezza scientifica e istituzionale”, ha annunciato il responsabile scientifico Massimo Giuliani, professore di Pensiero ebraico e moderatore dell'incontro. Al seminario, infatti, interverranno anche Anna Foa, professoressa de La Sapienza di Roma, con “Il conflitto tra storia e memoria nel caso Simonino di Trento”, il rabbino Roberto Della Rocca, direttore del Dipartimento educazione e cultura dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, con “Il peso dell'accusa del sangue nella storia ebraica” e il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente emerito del Pontificio consiglio per i testi legislativi e già membro delle Congregazione vaticana per la cause dei santi, con “Giustizia e diritto nelle cause di santità. La lezione del Simonino”.

 

L'intervento conclusivo, infine, sarà affidato allo storico del diritto Diego Quaglioni, che ha dedicato buona parte della sua ricerca a tale vicenda, studiando e pubblicando i verbali del caso e approfondendo il ruolo determinante dei processi contro gli ebrei di Trento nel fissare gli stereotipi antigiudaici in Europa, combinando testi di propaganda e scritti di dottrina.

 

La mostra, invece, chiuderà i battenti il 13 aprile.

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