L'atteso docufilm "L'Invenzione del Colpevole" sulla vicenda di Simonino da Trento arriva in città: al "Modena" la proiezione e il dibattito col regista Criscenti
“L’invenzione del colpevole” racconta la vicenda di Simonino da Trento, "una storia di odio antiebraico che ha attraversato i secoli e che è ancora oggi molto attuale"

TRENTO. Un bambino barbaramente ucciso, una piccola comunità sotto accusa, un processo inquisitorio viziato da pregiudizi e torture, che si conclude con un massacro. L'atteso film documentario “L’invenzione del colpevole”, del regista Luca Criscenti e che racconta la vicenda di Simonino da Trento, una storia di odio antiebraico che ha attraversato i secoli e che è ancora oggi molto attuale, arriva a Trento e verrà proiettato questa sera, venerdì 18 aprile, al cinema Modena (ore 19).
Dopo la prima a Firenze di lunedì 14 aprile, presentata dallo storico dell'arte e Rettore dell'Università per Stranieri di Siena Tomaso Montanari, l'opera arriva quindi dove tutto è nato, grazie a un’idea di Domenica Primerano e la consulenza storica dei professori Diego Quaglioni ed Emanuele Curzel.
In sala, per l'occasione, saranno presenti il regista Criscenti che dialogherà con Domenica Primerano, e anche il professor Diego Quaglioni, ordinario di Storia del diritto medievale e moderno, lo storico Emanuele Curzel e il Direttore Film Commission Luca Ferrario, che ha collaborato alla produzione.
Entrando negli anfratti dell'opera, prodotta da Land Comunicazioni e patrocinata da Amnesty International, questa racconta una vicenda di quasi sei secoli fa: nel 1475 a Trento, alla vigilia di Pasqua, Simone, un bambino di due anni e mezzo, scompare nel nulla. Tre giorni dopo viene trovato morto. Del delitto sono accusati gli ebrei, che vengono arrestati e messi sotto processo. Gli imputati sostengono la propria innocenza ma poi, sotto tortura, confessano un crimine che non hanno commesso. Si parla di “omicidio rituale”, un’accusa che si va consolidando in Europa. Il processo si conclude con lo sterminio dell’intera comunità ebraica di Trento, i cui beni vengono confiscati.
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Nato dalla visione della mostra "L’invenzione del colpevole. Il 'caso' di Simonino da Trento dalla propaganda alla storia" - curata dall'allora direttrice Museo Storico Diocesano Domenica Primerano e che ricevette il Grand Prix 2021 agli European Heritage Awards - il docufilm "L'invenzione del colpevole" di Crescenti vuole far discutere su molti temi dell'oggi: odio, pregiudizio, minoranze etniche,violenza, barbarie. Quali sono le radici di sentimenti e dinamiche che caratterizzano da sempre le nostre comunità umane, e che ancora non riusciamo a disconnettere? L'invenzione di un nemico è una strategia ancora attuale del potere?
"Sono passati esattamente cinque secoli e mezzo dal venerdì di Pasqua in cui il piccolo Simone rimase ucciso e dalle condanne a morte che eliminarono in pochi mesi l’intera comunità ebraica di Trento – dichiara il regista Criscenti – ma quella storia non è finita lì, è diventata paradigmatica, fino a ispirare il grande sterminio del Novecento; e sembra oggi riproporsi in forme nuove, in ogni parte del mondo, tra comunità diverse per etnia o credo religioso".
Il film - che ospita gli interventi degli storici dell'arte Tomaso Montanari e Aldo Galli, degli storici Emanuele Curzel, Anna Foa, e Adriano Prosperi, del professor Diego Quaglioni e del giornalista Gad Lerner - verrà replicato al Cinema Modena il 22 e il 24 aprile (17.30) e proseguirà il suo "tour" (VEDI MANIFESTO) nei cinema delle principali città italiane, rendendo ogni presentazione un'occasione di dibattito attorno a quella che viene definita "una storia viva che torna per interrogarci ancora sui grandi temi dell'umanità".














