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| 21 dic 2021 | 09:32

Accoglienza invernale, posti per dormire per tutti i senzatetto ma mancano per i richiedenti asilo. Maule: “Gli spazi liberi vadano a loro”

Sono 222 i posti letto per i senza dimora, che per il momento coprono tutte le richieste. Diversa la situazione per i migranti in attesa di riconoscimento a causa delle tempistiche troppo lunghe. Il Comune auspica che “i posti liberi dei senzatetto possano andare ai richiedenti asilo”

Accoglienza invernale, posti per dormire per tutti i senzatetto ma mancano per i richiedenti asilo
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. “Quest’anno avremo 222 posti letto per i senza dimora e ne abbiamo ancora liberi rimasti a Centochiavi”. Così l’assessora alle politiche sociali Chiara Maule introduce il tema dell’accoglienza invernale dei senzatetto: con l’arrivo della stagione fredda la città di Trento non si è fatta trovare impreparata di fronte alle richieste di coloro che avevano bisogno di un posto per dormire.

 

“Questo è frutto di un rapporto di collaborazione tra Comune e Provincia- sostiene il sindaco di Trento Franco Ianeselli – il sistema trentino quest’inverno ha saputo accogliere tutti, se non coloro che per scelta non hanno accettato un aiuto e che seguono i loro percorsi di vita. Su questo ci pare di aver raggiunto il nostro obiettivo. Ci rende orgogliosi il fatto di aver creato, insieme a tanti enti sul territorio, delle unità anche per quella fascia ‘grigia’, come l’hotel sociale Oasi, per chi per esempio non ce la fa con l’affitto”.

 

La rete di collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e gli enti del territorio ha garantito finora un posto a tutti i senza dimora della città, che attraverso lo sportello unico possono trovare un rifugio al caldo dove dormire. Auspicando per il futuro un confronto che permetta di incentivare un sistema di accoglienza diffusa più favorevole all’integrazione, anziché accentrare i servizi su Trento, il sindaco e l’assessora hanno confermato che la situazione è sotto controllo, ricordando che “l’accoglienza è solo il primo passo in un percorso che i servizi sociali costruiscono quotidianamente, mettendo al centro la persona”.

 

È un’altra storia però riguardo ai migranti, per cui rimane il problema legato ai tempi ancora troppo lunghi di riconoscimento dei richiedenti asilo rispetto al momento del loro arrivo. “Abbiamo problemi in più sui richiedenti protezione internazionale – sostiene Maule – perché l'unica dimora è Casa San Francesco del Centro Astalli che quest’anno ha aumentato i posti letto”. Passa troppo tempo quindi per le procedure per il loro riconoscimento: “Spesso arrivano migranti senza carte e documenti, che non sanno l’italiano”, racconta l’assessora. Si parla di tempistiche che vanno “dai dieci giorni fino addirittura a qualche mese, nei casi più estremi”. Maule assicura che il Comune sta sollecitando sia la Provincia che il Commissariato del Governo affinché i tempi siano più brevi possibili. Senzatetto e richiedenti asilo fanno parte di due liste separate, ma la seconda sembra essere molto più lunga.

 

Il Centro Astalli, che da anni si occupa dell’accoglienza di coloro che sono in attesa di essere riconosciuti come rifugiati, aveva annunciato già a inizio dicembre che avrebbe aumentato il numero di posti letto: “Casa San Francesco – prosegue l’assessora – che da un paio di anni metteva a disposizione 10 posti, da quest’anno aumenta il numero a 16, quindi sei in più”.

 

Sono molte (troppe) le persone intrappolate in questo “limbo”: “Sono chiari i dati rispetto ai senza dimora – conclude – ma molto meno chiara è la situazione dei richiedenti asilo che avrebbero una corsia preferenziale, perché lo Stato ha attivato i Cas (Centri di accoglienza straordinaria ndr), come la residenza Fersina”. Il Comune dunque, auspica che “i posti liberi dei senzatetto possano andare ai richiedenti asilo e che ci sia un riconoscimento più rapido di queste persone, anche per alleggerire il carico al Centro Astalli, dove i richiedenti dovrebbero rimanere per poco tempo”.

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