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| 19 dic 2021 | 16:04

La rinascita dell’hotel “Oasi”: ospiterà anche le persone in difficoltà che non possono permettersi una casa

Un hotel ormai in disuso in via Brennero è stato acquistato da Ipsia per promuovere “Oasi”, un progetto di inclusione e accoglienza per i senzatetto. Saranno tre i piani dell’albergo: uno dedicato ai turisti e gli altri due a coloro che non hanno fissa dimora

La rinascita dell’hotel “Oasi”: ospiterà anche le persone in difficoltà che non possono permettersi una casa
di Francesca Cristoforetti

TRENTO.Oasi non è solo il nome dell’hotel acquistato da Ipsia che da tempo giaceva in disuso in via Brennero, poco prima di arrivare a Gardolo. Oasi è anche un acronimo che vorrebbe significare ospitalità, accoglienza, solidarietà, integrazione: le parole chiave di un percorso che si sta portando avanti con Comune e Provincia e gli enti del sociale per dare una risposta ai molti problemi di marginalità abitativa”. Con queste parole viene introdotta la nuova iniziativa di Ipsia e Acli.

 

“E’ ormai evidente l’annoso problema – sostengono i referenti di Ipsia e Acli – che si ripete costantemente della cosiddetta emergenza invernale, dei tanti senzatetto che si trovano a dover affrontare il rigido inverno senza una sistemazione. Ma la questione è ben più profonda: oltre agli ultimi ci sono, e in forte crescita, anche i ‘penultimi’, persone che si trovano ad affrontare momenti di difficoltà, vuoi per la perdita del lavoro, vuoi per crisi famigliari, o per problemi sanitari. Tutte situazioni in forte aumento, ancor più in questo periodo di pandemia”.

 

Sono questi i principali beneficiari a cui si rivolge il progetto Oasi sviluppato da Ipsia del Trentino: “La proposta è di offrire un ristoro, almeno temporaneo, a queste persone che vivono un momento di fragilità, dando loro la possibilità di ‘abitare con dignità in una struttura dotata di un minimo di confort, e in cui non si sentano sole”.  

 

E a questo abitare-fare assieme, per un reciproco sostegno con gli spazi comuni (cucina e salotto), oltre alle camere è riservato un piano dell’albergo, che verrà gestito insieme alla Fondazione Comunità Solidale.

 

Gli ospiti saranno persone che prima si trovavano in un’altra residenza, cui si aggiungeranno altre inviate dai servizi sociali. Ma in questo (il secondo) piano, la vita sarà arricchita anche dalla presenza nella struttura di operatori sociali e Hope (Homeless Peer): persone che hanno vissuto situazioni di emergenza abitativa e proprio per la loro esperienza possono offrire un loro contributo psicologico e amicale per facilitare la reazione di chi sta ora attraversando un periodo senza fissa dimora. “Una sinergia di attori: volontari, professionisti e beneficiari – proseguono – perché nessuno si possa sentire ‘parcheggiato’ ma, al contrario, senta di essere inserito in un percorso di accompagnamento e di ripresa”.

                  

Non è facile poter sostenere un percorso simile e nel contempo rientrare nelle spese per l’acquisto e ristrutturazione dell’immobile. Per dare sostenibilità all’intero progetto, il primo piano verrà destinato alla tradizionale ricettività turistica e per fare questo, non potendo Ipsia del Trentino gestire direttamente la parte alberghiera, è stata fondata una impresa sociale, Oasi srl, di cui presidente e amministratore sono Matteo Graiff e Nicola Manica. I turisti sapranno che la loro permanenza nell’hotel ha un valore simbolico di condivisione della “casa”, e un valore economico importante per la realizzazione di un sogno: “Ognuno sarà come una goccia d’acqua, piccola ma preziosissima, nel deserto”.

 

L’albergo Oasi si sviluppa su tre piani. Al primo troviamo una cucina in ottimo stato, la sala bar e, in un vano che dà sull’esterno, verso via Brennero, la sala da pranzo presso la quale verranno organizzate le colazioni in quanto la struttura funzionerà come un vero e proprio garnì. Il primo e il secondo piano hanno una superficie di circa 300 metri quadri e una decina di stanze

 

La struttura, acquistata da Ipsia nazionale grazie a un muto contratto con la Cassa rurale di Trento, è stata parzialmente ristrutturata grazie a mix di interventi pubblici e privati realizzati grazie alla collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, il Comune di Trento e il diretto interessamento di privati, dirigenti di Ipsia del Trentino, volontari e alcuni imprenditori. 

 

Fra questi sono stati ricordati in particolare tre “Roberti”: Roberto De Laurentis, Roberto Menguzzato e Roberto Sani. A questi si è aggiunto anche un contributo dei Lions del Trentino. Nel corso dell’inaugurazione della struttura, alla quale fra gli altri hanno partecipato il presidente di Ipsia nazionale Mauro Montalbetti, il presidente delle Acli trentine Luca Oliver e l’assessora alle politiche sociali del comune di Trento Chiara Maule, sono state ricordate le “figure chiave” di questa impresa sociale che grazie alla loro opera volontaria hanno reso possibile questa “nuova avventura” solidale. 

 

Il ringraziamento delle Acli trentine è dedicato in particolar modo a Nicola Manica, Matteo Graiff, Gianni Gecele, Giuliano Rizzi e Fabio Pipinato. 

 

Inoltre, presso il “nuovo” Hotel Oasi la sala da pranzo e la sala bar sono state dedicate rispettivamente a due persone che hanno dedicato la vita agli ultimi, agli emarginati e alla marginalità sociali. Si tratta di Francesca Ferrari e Bruno Masé, “madre” e “padre” di Trentino Solidale e di una miriade di altre iniziative solidali che negli ultimi decenni avevano preso piede in Trentino. 

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