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Afghanistan, “Nel reparto dedicato a Valeria Solesin nascono 500 bambini al mese”: la raccolta fondi in favore dell’ospedale di Emergency

Arci, Emergency, Acli, Fondazione Sinistra Trentina, Cgil, Cisl e Uil lanciano una raccolta fondi per sostenere il centro di maternità intitolato a Valeria Solesin nella valle del Panshir: “L’Afghanistan non va dimenticato”

Di Francesca Cristoforetti - 24 novembre 2021 - 19:29

TRENTO. “L’Afghanistan non va dimenticato”, in questi giorni ha preso ufficialmente il via la campagna di crowdfunding “Sos Afghanistan – A riflettori spenti”, lanciata da Arci del Trentino e promossa da Cgil, Emergency, Acli Trentine, Fondazione Sinistra Trentina, Cisl e Uil. Si potrà donare sulla piattaforma Produzioni dal basso a favore del centro chirurgico-pediatrico di Anabah, nella valle del Panshir, in particolare per il nuovo centro di maternità intitolato a Valeria Solesin, vittima dell’attentato terroristico al Bataclan di Parigi nel 2015.

 

“Pensiamo sia necessario dare un segnale per riaccendere i riflettori sull'Afghanistan – sostiene il presidente Arci del Trentino Andrea La Malfa – sono venuti al pettine i nodi e gli errori politici di questi vent'anni e dopo i giorni del ritiro delle truppe internazionali, il tema è scomparso dal dibattito pubblico. Ma è ora il momento in cui la popolazione civile ha più bisogno di sostegno e in cui dobbiamo essere promotori di diritti, come quello alla salute, aiutando Emergency che offre a tutti cure di qualità”.

 

Superata la prima fase di attenzione mediatica, in questo ultimo periodo si sente parlare sempre meno di Afghanistan. Ma questo è un momento cruciale per questo Paese e per il suo popolo, che a breve dovrà anche affrontare la stagione invernale. Il Trentino, che da sempre si è dimostrato terra di solidarietà, ha deciso di attivarsi anche questa volta, per raccogliere un aiuto economico in favore del centro chirurgico-pediatrico di Anabah, nella valle del Panshir duramente colpita dall'avanzata dei talebani.


In prima linea si trova Emergency l’associazione italiana che dal 1999 opera con tre centri in Afghanistan, garantendo cure gratuite e di elevata qualità. “A nome di Emergency e del gruppo di Trento ringraziamo i promotori e i sostenitori di questa iniziativa – sostiene Fabrizio Tosini di Emergency – trovare risorse in questi momenti difficili non è semplice. Emergency ha iniziato a lavorare in Afghanistan nel 1999 curando più di 7 milioni di persone con tre centri. Un progetto a cui siamo particolarmente legati come gruppo di Trento è il centro di maternità di Anabah intitolato a Valeria Solesin che è stata volontaria del nostro gruppo durante il suo percorso di studi a Trento. In Afghanistan Emergency si è guadagnata il rispetto di tutti grazie alla sua neutralità e dedicando le proprie cure per tutti senza distinzioni. Come diceva Gino Strada i pazienti vengono sempre prima di tutto”.

 

L’ampliamento di questo centro è stato reso necessario proprio perché qui “nascono 500-600 bambini al mese, oltre che ad assumere un’importanza per la formazione nel personale femminile, circa 40 donne attualmente”. Il centro comprende più o meno un centinaio di persone, tra medici e infermieri.

 

Presente anche Manuela Faggioni della Cgil del Trentino: “Crediamo sia importante che anche il mondo del lavoro trentino dia il proprio contributo per un popolo che versa in condizioni di estrema difficoltà non solo sul piano dei bisogni materiali, ma anche dei diritti. Anche in questa occasione come in passato dobbiamo dimostrare la nostra solidarietà, non solo a parole, ma anche facendo qualcosa di concreto, sostenendo l’iniziativa messa in campo insieme agli altri soggetti del sociale trentino. Per quanto ci riguarda daremo massima diffusione a questa raccolta fondi nel mondo del lavoro che rappresentiamo”.

 

Anche le Acli, rappresentate da Luca Oliver, sostengono questa campagna: “Non lasciamo che i riflettori si spengano su una situazione drammatica che colpisce soprattutto bambini e donne e su uno scenario che assume anche un profondo significato politico. Le Acli si rivolgono anche al Governo Italiano ed ai Governi Europei per ricordare che è un dovere dei nostri Paesi garantire agli afgani un argine alla cancellazione della democrazia e il mantenimento dei diritti fondamentali di legalità e tutela. Le Acli Trentine sono molto soddisfatte che questa campagna e raccolta fondi sia promossa e supportata da una vasta rete di associazioni, rappresentativa della società civile trentina”.


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