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| 19 mag 2021 | 15:27

Biker a Castel Pergine, i ciclisti della polisportiva Oltrefersina: "Trasformiamo l'area in un Bike Park a vocazione turistica"

La scuola nazionale di Mountain bike della polisportiva Oltrefersina dice la sua dopo l'intervento della Fondazione CastelPergine e di alcuni cittadini, preoccupati per l'impatto negativo che il passaggio delle bici avrebbe sulla natura e sul paesaggio della collina dove sorge il maniero

PERGINE. La risposta dei biker della Scuola nazionale di Mountain bike della polisportiva Oltrefersina dopo le problematiche sollevate dalla Fondazione CastelPergine e da alcuni cittadini, preoccupati per l'impatto negativo che il continuo passaggio di biciclette avrebbe sulla collina: "Considerazioni esagerate, noi educhiamo i nostri allievi a rispettare l'ambiente e le regole. All'amministrazione chiediamo di valutare le creazione di un ampio e naturale Bike Park a vocazione turistica nell'area". 

 

"Come attività della Scuola nazionale di Mountain Bike - scrivono - ci teniamo a precisare che facciamo uso della zona come di tante altre, con i nostri giovanissimi e allievi che educhiamo a rispettare l'ambiente e le regole, fra tutte anche quelle che ci ha giustamente richiesto il presidente della Fondazione CastelPergine Carmelo Anderle". Continuano a parlare dell'associazione che gestisce il maniero, la scuola di Mtb specifica che "ben conscia della nostra attività" avrebbe chiesto ai biker di "portare la loro promozione", mettendo il loro brand sul furgone utilizzato dai ciclisti: "Un connubio tra due realtà impegnate a costruire qualcosa, non a smontare o distruggere per il puro gusto di polemizzare dimostrato da alcuni". 

 

In particolare, secondo la scuola di Mtb, i segni rinvenuti nel bosco non sarebbero causati dalle bici ma delle "piogge torrenziali" e l'eventuale rischio per le tane di piccoli mammiferi (che secondo i firmatari della lettera sarebbero messe in pericolo dal passaggio dei mezzi a due ruote) sarebbero invece un "chiaro tentativo di arrampicarsi sugli specchi" visto che "su una zona di 'parco cittadino' così tanto frequentata da chiunque, di certo gli animali non fanno tane e nidi in mezzo al traffico di persone a piedi, con i cani o in bicicletta". Tutta la zona sarebbe inoltre "di proprietà del Comune e non della Fondazione" e frequentata "da noi come da altri biker a noi sconosciuti, ma soprattutto da persone a piedi che troppo spesso utilizzano la natura come un vespasiano per sé stessi e per i loro cani, lasciando a terra anche fazzoletti non certo biodegradabili" ma non solo, diversi sarebbero infatti anche i "drogati in cerca di posti tranquilli dove 'farsi'. Questione che, in base alla lettera di lamentela, pare non desti preoccupazione". 

 

Infine, l'utilizzo dei sentieri da parte dei biker andrebbe avanti da "decenni e veri danni non sono mai stati denunciati, per non dire poi che una bici non inquina, non fa rumore, non crea solchi e tanto meno è in grado di derapare a tal punto da rovinare un terreno naturale che cambia sempre nel giro di pochi mesi". I biker chiedono quindi all'amministrazione di valutare la possibilità di fare della collina un "ampio e naturale Bike Park a vocazione turistica". 

 

 

 

 

 

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