Biker a Castel Pergine, i firmatari della lettera alla Fondazione: “Le nostre parole sono state distorte, nessun discredito ai danni della Polisportiva Oltrefersina”
David Benedetti, Sergio Gadler e Aaron Iemma fanno chiarezza sulla polemica nata dopo la lettera inviata alla Fondazione CastelPergine: “Nessuna accusa rivolta all'associazione sportiva”

PERGINE. Continua la discussione relativa all'utilizzo da parte dei bikers del colle dove sorge Castel Pergine: dopo un primo intervento inviato alla Fondazione che gestisce il castello e la successiva risposta della sezione Mountain Bike della Polisportiva Oltrefersine, i tre firmatari della lettera, David Benedetti, Sergio Gadler e Aaron Iemma, ora vogliono fare chiarezza.
“La nostra comunicazione – scrivono i tre – era destinata alla Fondazione CastelPergine e per conoscenza ad alcuni enti istituzionali; essa non può costituire, dato il suo scopo informativo e di stimolo, né una polemica né un discredito pubblico ai danni dell'associazione sportiva suddetta. Alla Polisportiva non è stata rivolta alcuna accusa, né ad essa veniva attribuita la realizzazione delle piste, l'uso di vernice spray o il transito in generale delle mountain bike; le associazioni sportive venivano semmai invitate alla concertazione nella gestione della frequentazione delle bici stesse. Il fine del nostro documento era quello di rendere nota la situazione e porre dei quesiti in merito al problema causato dalle Mountain Bike in generale sul dosso del Castello, proprietà privata ad accesso pubblico: è infatti la Fondazione il proprietario dei terreni interessati dalle nostre considerazioni, fuorché del sentiero che scende al capitèl del Beber, dei due sentieri sul dosso del Tegazzo e del pendio nel parco Tre Castagni”.
Ecco di seguito la lettera integrale inviata dai tre alla Fondazione CastelPergine:

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