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Bonificata l'ex Merloni da tutte le contaminazioni: ora può contribuire allo sviluppo della città

Teatro della costruzione segreta di un motore per sommergibile durante la Seconda Guerra Mondiale e sede di varie aziende (Radi, Rheem-Radi, Merloni Termosanitari ed infine Ariston Thermo Group) nel 2016 è stata bloccata la produzione. A 5 anni di distanza l’intera area – uno snodo strategico tra la stazione dei treni, la statale del Brennero ed il centro storico – è stata completamente bonificata

Pubblicato il - 19 marzo 2021 - 13:09

ROVERETO. Dopo un anno di lavori riconsegnata a Trentino Sviluppo l’ex Merloni: conclusa la bonifica – finanziata completamente da Ariston Thermo Group – dell'area in via Manzoni, protagonista dello sviluppo industriale della Città della quercia negli anni ’70 e teatro della costruzione segreta di un motore per sommergibile durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

Lo storico compendio adibito alla produzione di scaldabagni – con una superficie complessiva di 20mila metri quadrati – è nato quasi 100 anni fa per iniziativa dell'ingegner Serafino Radi, originario di Cuneo ma trasferitosi a Riva del Garda dopo la Grande Guerra. Nel corso della sua storia ha avuto diversi nomi (Radi, Rheem-Radi, Merloni Termosanitari ed infine Ariston Thermo Group) per poi arrivare nel 2016 allo stop alla produzione, quando Ariston ha deciso di chiudere i battenti dopo decenni di crisi e lotte sindacali.

 

 

A 5 anni di distanza l’intera area – uno snodo strategico tra la stazione dei treni, la statale del Brennero ed il centro storico – è stata completamente bonificata grazie agli sforzi del gruppo Ariston, che ha rimosso anche le contaminazioni storiche causate dalle gestioni precedenti. I lavori hanno visto la demolizione nel 2019 – a spese, in questo caso, di Trentino Sviluppo – dei due capannoni principali, ad eccezione delle due campate di 12 metri all’altezza dell’edificio San Pietro. Sono rimaste in piedi anche una parte di capannone industriale e la palazzina di uffici lungo la statale, oltre i due edifici affacciati su via Manzoni ed attualmente in dotazione alla Caritas.

 

 

L'ex fabbrica, di proprietà di Trentino Sviluppo, è quindi pronta ad una nuova vita in ottica post-industriale. “La Provincia continuerà a stimolare l’inserimento di quest’area strategica – ha dichiarato Achille Spinelli, assessore provinciale allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro – nella programmazione urbanistica quale elemento di innovativo sviluppo della città. È un’occasione irripetibile per portare in centro nuove opportunità di insediamento: pensiamo ad università, servizi alla persona ed alla pubblica amministrazione”.

 

Fondamentale anche per il presidente di Trentino Sviluppo Sergio Anzelini “che il compendio non venga più visto come un corpo estraneo ed abbandonato, ma che torni a far parte del tessuto economico, sociale ed urbano di Rovereto”.

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