Dagli scavi riemergono i resti di 4 scheletri (FOTO): si tratta di antiche sepolture medievali. L’incredibile scoperta a Sant’Anna di Sopramonte
Durante l’ultima campagna di scavi nei dintorni dell’antico monastero medievale, nella zona di di Sant’Anna a Sopramonte, sono stati individuati i resti di 4 sepolture. La Provincia: “Risultati incoraggianti”

TRENTO. Sono salite a 11 le sepolture che sono state scoperte dagli archeologi che stanno lavorando nell’area di Sant’Anna a Sopramonte di Trento. Già nel 2019 infatti, nelle vicinanze del monastero, erano stati rinvenuti i resti di 7 tombe ma nelle scorse settimane sono stati recuperati altri 4 scheletri.
Secondo la Soprintendenza per i beni culturali di Trento che supervisiona gli scavi condotti con la Summer School in Antropologia Fisica dell’Università di Padova, si tratterebbe di antiche sepolture che risalgono al Medioevo. In una di queste era stata sepolta una persona benestante e di alto rango dal momento che, oltre alle ossa, sono stati rinvenuti i resti di un abito sfarzoso ricamato a filo d’oro.
Le recenti scoperte sono avvenute nell’ambito della seconda campagna di ricerche, iniziata a metà luglio, collegata al progetto di indagine e conoscenza del complesso monumentale di Sant’Anna di Sopramonte. Come spiegava l’assessore alla cultura Mirko Bisesti i risultati della prima campagna di scavo sono stati davvero incoraggianti perché sono state scavate diverse tombe a inumazione.




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La direzione dei lavori è affidata a Nicola Carrara del Museo di Antropologia Università degli Studi di Padova e a Nicoletta Pisu, archeologa della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento. Al loro fianco, per partecipare allo scavo, ci sono archeologi, docenti universitari e studenti.
Le campagne di ricerca archeo-antropologica a Sant’Anna si inseriscono nel progetto di collaborazione avviato nel 2016 fra la Soprintendenza provinciale e l’Asuc di Sopramonte, proprietaria dell’area. Le indagini archeologiche preliminari, condotte negli scorsi anni all’esterno del complesso monumentale, hanno messo in luce una parte significativa degli edifici e delle strutture che componevano il monastero medievale, documentato per la prima volta nel 1234. È stato inoltre individuato il cimitero, oggetto della prima campagna di ricerca prevista dal protocollo d’intesa.












