Elezioni in Moldavia, un seggio elettorale anche a Trento. La presidente dell’associazione italo-moldava: “Vorremmo un avvicinamento all’Europa”
La presidente dell’associazione italo-moldava “Arcobaleno”, Veronica Ciubotaru: “L’obiettivo della maggior parte della diaspora è cambiare l’orientamento del Paese e far sì che questo si integri all’interno della comunità europea”

TRENTO. La Moldavia è a un bivio. Domenica 11 luglio si vota per le elezioni anticipate, e anche in Trentino è stato allestito un seggio elettorale per i moldavi residenti nella provincia.
Da una parte c’è il Partito azione e solidarietà (Pas), di cui fa parte la presidente moldava Maia Sandu, che sostiene un ulteriore avvicinamento del Paese all’Unione europea. Dall’altra, invece, c’è un blocco composto dai comunisti e dai socialisti, che sottolinea il legame della Moldavia con la Russia.
“Alle presidenziali di novembre 2020, il partito pro-europeista di Maia Sandu ha vinto nettamente – spiega Veronica Ciubotaru, presidente dell’associazione italo-moldava “Arcobaleno”, che dal 2009 si occupa di integrazione dei moldavi sul territorio trentino e promozione della cultura italiana in Moldavia -. L’obiettivo della maggior parte della diaspora è cambiare l’orientamento del Paese e far sì che questo si integri all’interno della comunità europea. I primi passi, intanto, sono stati fatti”.

Quante persone ci si aspetta per la votazione anticipata? Più o meno le stesse che avevano votato alle presidenziali di novembre – 2.178 persone in Trentino – con l’aggiunta dei moldavi che avevano votato in provincia di Bolzano (978), e che stavolta devono votare a Trento.
L’associazione italo-moldava “Arcobaleno”, fondata nel 2009, ha contribuito a far conoscere la cultura moldava in Trentino. Il primo gruppo di persone provenienti dalla Moldavia è arrivato in Trentino tra il 1995 e il 1998. Si trattava di una decina di donne, per cui era più facile trovare un lavoro in Italia; ancora oggi, nella maggior parte dei casi sono le donne che partono e cominciano a lavorare per racimolare un po’ di denaro, che permetterà loro di far arrivare la famiglia in Italia.
“In Italia la Moldavia è conosciuta attraverso le donne che sono venute a vivere qui – spiega Ciubotaru -. Siamo diventate delle ambasciatrici del nostro Paese, in un certo senso, e abbiamo dovuto combattere gli stereotipi che giravano sul nostro conto. Anche gli uomini, che sono arrivati in un secondo momento con i nostri figli e le nostre figlie, si sono integrati”.

Veronica Ciubotaru è arrivata in Trentino nell’agosto del 2003. In Moldavia era insegnante e vicepreside alle scuole superiori. “Non avevo una casa – racconta – e sono partita dal mio Paese per poterla comprare. Nel giro di due anni sono riuscita ad acquistare un’abitazione in Moldavia per la mia famiglia, però poi l’obiettivo è cambiato: non più tornare nel mio Paese, ma far arrivare mio figlio qui, per dargli un futuro migliore. Così nel 2008 è arrivato anche lui. Il mio percorso è molto simile a quello di tantissime altre donne moldave. Anzi, della maggior parte, direi”.
L’associazione italo-moldava “Arcobaleno” ha portato la cultura italiana anche in Moldavia, partecipando alla settimana dedicata alla cultura italiana. Per l’occasione, le donne hanno indossato dei costumi tipici medievali di Castel Thun, ma anche di Lavarone e Bolzano.
In Trentino, invece, prima della pandemia si lavorava molto nelle scuole, cercando di far conoscere le canzoni, la gastronomia e la cultura moldava a un Paese che, nonostante la presenza di persone immigrate, ancora le conosce poco. “Abbiamo partecipato alla Festa dei Popoli e ad alcuni festival culturali a Riva del Garda e a Rovereto – conclude Veronica Ciubotaru -. In Trentino si fa forse un po’ di fatica a entrare a contatto con le persone, ma, una volta che hai conquistato la loro fiducia, le puoi considerare quasi dei parenti”.













