Era durato poche settimane con Verones direttrice, ora ha preso il suo posto: Matteo Agnolin torna all'Apt di Trento e prende le redini
Si chiude per l'Azienda per il turismo un'epoca più che decennale, quella targata Elda Verones. Il neo direttore Matteo Agnolin ha superato altri 201 candidati per prendere le redini dell'Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi

TRENTO. E' Matteo Agnolin il nuovo direttore dell'Azienda per il turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi. Risolte le ultime formalità, fugati gli ultimi dubbi, c'è stata la firma in calce all'accordo triennale per guidare l'ente di via Torre Verde.
Si chiude, così, un'epoca più che decennale, quella targata Elda Verones. Dopo aver scalato tutte le gerarchie in azienda e aver ricoperto ruoli di primissimo piano nell'ambito della promozione turistica fino a diventare vice direttrice vicaria, l'ormai ex direttrice era stata nominata in via diretta nel 2009 con un significativo voto unanime del Cda guidato all'epoca da Battista Polonioli e aveva raccolto il testimone da Carlo Guardini, andato in pensione.
Ora l'Apt volta pagina e si affida al 34enne, direttore di Qc Terme Dolomiti in val di Fassa. Laurea magistrale in economia, management, ambiente turismo a Trento, e un master tra Inghilterra e Germania, Agnolin ha lavorato in doppia battuta alle Universiadi del 2013 con una parantesi proprio all'Azienda per il turismo del capoluogo con Verones a fargli da ''capa'' e un rapporto mai sbocciato. Risultato? Agnolin aveva salutato l'Apt di Trento dopo poche settimane e ora torna a dirigerla. Poi l'esperienza per una società di consulenza manageriale strategica che fornisce servizi per multinazionale nel settore del lusso. Nel 2019 il rientro in Trentino. Ora l'approdo (di nuovo) a condurre l'ente per il turismo.
A ogni modo, il cambio di guardia appare partito da lontano e arrivato a conclusione complici alcuni incastri. Un viaggio che inizia con il cambio di presidente e il testimone raccolto dall'attuale numero uno. La miccia si è poi accesa nel passaggio dei Mercatini di Natale da Trento Fiere all'Apt del capoluogo. Una vicenda che ha portato a una serie di dimissioni dal Cda, ma soprattutto all'uscita di scena del socio di maggioranza assoluta. Una querelle che aveva portato alle dimissioni di tre consiglieri di Cda: Facchinelli, De Grandi e Polonioli con il tema della trasparenza (e quello delle deleghe maturate nei tanti anni) a tener banco.
A quel punto la governance è passata de facto in quota Unione, e Bertagnolli è emanazione di questa categoria. Un equilibrio che si è piano piano spostato anche all'interno del Cda. Poi l'allora assessore al turismo, Roberto Stanchina, aveva ventilato l'ipotesi del doppio ruolo e prendere anche le redini dell'Apt.
Un'uscita poco gradita al sindaco, Alessandro Andreatta, tanto per ragioni di opportunità quanto di sovrapposizione tra indirizzo politico e operativo. Si è in epoca di rimpasto e l'occasione è buona per una staffetta: Dario Maestranzi, allora in Patt, entra in Cda (e ottiene una delega sul Bondone). Qualcos'altro si spezza e intanto Bertagnolli incassa il via libera per un secondo mandato.
Nel frattempo riemergono dubbi in materia trasparenza ma anche sulle procedure di selezione della direzione. Intanto si fa in tempo a registrare ancora un avvicendamento: fuori Maestranzi (sarebbero state poco gradite dal primo cittadino le uscite sul tema), riecco Stanchina. Ma il vaso è aperto. Arriva un consiglio comunale molto caldo e teso.
Un ordine del giorno coraggioso (proposto da parte della maggioranza) per chiedere trasparenza nell'utilizzo di denaro pubblico in Apt firmato Elisabetta Bozzarelli e Vanni Scalfi (tra gli altri anche Maestranzi). Votazione tesa, 18-18 e un'astensione a bocciare il documento con le questioni però che erano rimaste sul tavolo.
Tensioni che sono riemerse in forma ciclica, un po' accantonate con l'emergere dell'epidemia Covid-19. Ma si è arrivati alle battute finali. Le costellazioni si sono definitivamente allineate con le elezioni comunali e la riforma del turismo targata Failoni.
Da un lato il fronte politico si è avvicinato alle idee di Unione, le composizioni dei nuovi consigli comunali, anche in valle dei Laghi, sono apparsi meno rigidi sul fronte rinnovamento e Bozzarelli è diventata assessora competente a Trento. E dall'altro la legge ha richiesto di sanare alcune situazioni che affondano le radici al 2002 e che dispone "la messa a disposizione" di personale contrattualmente pubblico nelle Apt formalmente private.
Se ci si aggiunge un parere richiesto dal Consiglio d'amministrazione dell'Apt del capoluogo agli uffici provinciali per risolvere la matassa, con una risposta che non lasciava spazio a equivoci di sorta, ecco un mix da ko, il lungo puzzle si è completato: procedura di selezione aperta.
Il neo direttore ha superato poi la concorrenza di altri 201 candidati nella procedura gestita nella prima parte da Business Pool, azienda altoatesina specializzata nel settore, poi la vidimazione della commissione ristretta ricavata dal Cda, composta da un rappresentante della ditta incaricata, il presidente Franco Aldo Bertagnolli, Enzo Bassetti, Stefano Sosi (nominato dal Comune) e Fulvio Rigotti. Tutto a fortissima trazione Unione.
Si è parlato di qualche frizione ma un po' fuori tempo massimo Bertagnolli è intervenuto: "L'approvazione della graduatoria si è svolta nella massima tranquillità e collaborazione da parte di tutti i consiglieri con decisioni prese all’unanimità". A vedere la composizione di commissione e di Consiglio di amministrazione in effetti appare difficile avere dubbi in questo senso.
Poi il commiato. "Ci teniamo a dire che i rapporti con l’attuale direttrice Elda Verones sono buoni e che ha garantito massima disponibilità nei passaggi di consegne necessari dopo tanti anni di direzione che ha portato ottimi risultati a tutto l’ambito. A lei va il nostro sentito ringraziamento per il lavoro in tanti anni di impegno e dedizione alla causa di Apt".












