Festa di San Martino, i fuochi dei 5 rioni di Predazzo si accendono (FOTO e VIDEO) come da tradizione
Ogni anno, in occasione della festa di San Martino, i giovani appartenenti ai 5 rioni della città di Predazzo realizzano con tanto impegno delle costruzioni in legno che poi, alle 20 di ogni 11 novembre, vengono fatte ardere come da tradizione

PREDAZZO. Si tratta di una tradizione antichissima che affonda le radici a secoli fa, quando l’11 novembre per i contadini era il giorno fissato per la conclusione dei lavori agricoli e quindi di distribuzione da parte della Regola Feudale delle regalie (le quote derivanti dagli utili realizzati durante l’ultimo anno), che rappresentavano risorse di estrema importanza per le famiglie.
Per l’occasione, i rioni di Predazzo costruivano enormi cataste di legno di abete, larice e pino, a cui veniva poi appiccato un gran fuoco. Il tutto era fatto in segreto dagli altri rioni in modo da poter sorprendere i concorrenti e rivelare la grandezza delle cataste di legno solo nella sera del giorno di San Martino.
Gli anni sono passati, ma la tradizione, insieme alla sua vivacità, sono rimaste. Proprio come è avvenuto anche quest'anno, nella giornata di ieri. I giovani e non solo appartenenti ai 5 rioni del paese, si sono infatti impegnati e sbizzarriti per realizzare la catasta più grande e più bella.
“Due cataste sono nelle vecchie cave di porfido e pirite, mentre le altre tre sui prati alle pendici delle montagne", spiega a il Dolomiti AlexCialdo, realizzatore del video. "Sono i giovani che durante i sabati e le domenice dei mesi precedenti a San Martino si impegnano nel tagliare e mettere insieme la legna. Negli ultimi 10 anni hanno inoltre iniziato a realizzare delle vere e propri costruzioni, dando prova di grandissima capacità”.









"Si tratta di un momento di festa e forte tradizione che viene svolto secondo tutte le regole di sicurezza del caso. Innanzitutto c'è il consenso del Comune, e inoltre la sera dell’11 novembre in ogni postazione in cui viene acceso il fuoco è presente una camionetta dei pompieri oltre alle forze dell’ordine. Il fuoco poi continua a bruciare per tutta la notte mentre viene costantemente monitorato”.
Prima della pandemia, erano migliaia le persone che ogni San Martino si recavano a Predazzo per assistere all’esplosione dei grandi fuochi. La tradizione vuole che, mentre i fuochi ardono, su Predazzo dall’alto piovono rintocchi isolati di campanacci, suoni di corno di vacca o di capra che preludono alla seconda parte della festa tradizionale.
Infatti, mentre i fuochi si abbassano, da essi i gruppi rionali si precipitano nella piana del paese scuotendo campanacci o altri oggetti che facciano rumore così da prendere parte ad un corteo. La “via dei campanacci” giunge poi nel centro del paese e culmina in una grande festa tra castagne e vin brulé.













