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Inverno alle porte ma manca il 30% degli stagionali. Asat: ''Preoccupati. E molti lavoratori hanno fatto vaccini non riconosciuti in Europa''

Sono circa 14 mila gli addetti necessari a questo settore tra strutture ricettive e della ristorazione. Gianni Battaiola (presidente di Asat): "Manca un 30% per coprire il fabbisogno. Il governo deve sbloccare il decreto flussi. Difficile ricorrere ai tamponi per i lavoratori sprovvisti di Green pass, manca un servizio capillare"

Di Luca Andreazza - 24 October 2021 - 09:54

TRENTO. La stagione turistica invernale è alle porte. E l'Agenzia del lavoro ha avviato la campagna Winter Recruiting per trovare gli stagionali. Questo strumento serve alle aziende del settore turistico per richiedere e incontrare personale qualificato per le mansioni più in linea con le proprie esperienze.

 

"Si mira - commenta la Provincia attraverso una nota - all’ambizioso progetto di mettere 'la persona giusta al posto giusto', con l’obiettivo di far vivere al turista che sceglie di trascorrere le proprie vacanze in Trentino un'esperienza indimenticabile in un ambiente professionale e accogliente".

 

Il progetto nasce già nel 2020 dalla collaborazione con Asat, Confesercenti, Confcommercio, Enti bilaterale del turismo, Cgil, Cisl e Uil e si è arricchito stagione dopo stagione con l’esperienza maturata da tutti gli attori che hanno lavorato in sinergia a questo piano.

 

Quello della ricerca del personale è un tasto dolente per il settore, finito in difficoltà anche la scorsa estate per la carenza di personale. "C'è grandissima preoccupazione", conferma Gianni Battaiola, presidente di Asat, sul problema del reperimento di collaboratori per le strutture alberghiere, ricettive e della ristorazione.

 

"Gli attuali iscritti nelle liste dell’Agenzia del lavoro o i ragazzi che escono dalle scuole alberghiere - ha concluso Battaiola - non sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno e la richiesta proveniente dal settore".

 

Sono circa 14 mila gli addetti necessari a questo settore: "E attualmente manca un 30% di lavoratori. Inoltre il governo - prosegue il numero uno degli albergatori - non ha ancora emanato il decreto flussi per l’ingresso dei lavoratori extra comunitari. Questo crea un'ulteriore difficoltà nel trovare il personale da impiegare nelle imprese trentine".

 

Un altro nodo è legato alle campagne vaccinali. "E' un tema da affrontare - evidenzia Battaiola - perché alcuni Paesi sono molto indietro nelle somministrazioni e altri lavoratori hanno ricevuto un vaccino che non viene riconosciuto dall'Unione europea, come il prodotto russo Sputnik. E queste persone non sembrano disponibili a ricevere un'ulteriore dose. A oggi poi non c'è un'infrastrutturazione capillare per eventualmente ricorrere ai tamponi: alcuni alberghi sorgono in zone lontane dalle farmacie e quindi diventa impegnativo spostarsi per un test ogni 48 ore".

 

Intanto per via libera al piano provinciale per reperire i collaboratori in Trentino. E' stata attivata la piattaforma di Agenzia del lavoro dove sono presenti le offerte attive per individuare le figure professionali più ricercate (Qui info).

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