Contenuto sponsorizzato

Lilt vuole allargare la sua “grande famiglia”. Elisabetta: “Il volontariato mi fa capire ogni giorno quali sono le cose importanti della vita, mi fa stare bene”

Lilt Trento, attiva sul territorio da più di 60 anni, è alla ricerca di nuovi volontari. L’associazione opera in campo oncologico per costruire una rete efficace di informazione e servizi dedicata agli ammalati, ai familiari e a tutta la comunità, con volontari formati. Il prossimo corso di formazione si terrà a inizio 2022. La volontaria Elisabetta racconta a Il Dolomiti la sua esperienza

Di F. Cristoforetti - 04 dicembre 2021 - 09:15

TRENTO. La “grande famiglia” di Lilt Trento vuole allargarsi ed è alla ricerca di nuovi volontari: “È arricchente avere un’associazione strutturata e il sentirsi parte di questa realtà è un valore aggiunto perché ci si muove insieme: è anche questo il bello di essere parte di questa grande famiglia e non sentirsi mai soli”, racconta Elisabetta, 67 anni e volontaria da oltre un anno.

 

“C’è bisogno di persone che abbiano tempo – questo l’appello di Lilt – e che non abbiano timore della perseveranza e della costanza nel lavoro: anche questa è parte della qualità che noi offriamo”. Si cercano quindi nuovi volontari da arruolare insieme ai 200 già attivi tra le sedi di Trento e quelle delle delegazioni sparse sul territorio trentino: Arco, Borgo Valsugana, Cavalese, Cavedine, Cles, Mezzano, Pergine Valsugana, Rovereto, Tione.

 

Selezionati e appositamente formati, i volontari sono attivi in molti servizi diversi, in base anche alle loro attitudini; durante tutto il loro percorso inoltre sono sempre supportati, anche psicologicamente. Per diventare parte del gruppo sono richieste la maggiore età e la frequenza del corso di formazione proposto. A protezione della persona stessa, Lilt preferisce non coinvolgere nel corso persone che in quel momento sono in cura oncologica. Il corso si terrà a inizio 2022. Chi è interessato può rivolgersi alla sede Lilt, 0461 922733 e info@lilttrento.it per un primo incontro conoscitivo. Oppure visitando il sito internet, www.lilttrento.it o sui canali social Facebook e Instagram, https://www.facebook.com/LILTTrento e https://www.instagram.com/.

 

Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Associazione Provinciale di Trento) è attiva sul territorio da più di 60 anni: “Siamo cresciuti molto, grazie anche ai nostri volontari, e siamo davvero un punto di riferimento per la comunità”, sostengono i rappresentanti. Nata nel 1958 l’organizzazione di volontariato, opera in campo oncologico per costruire una rete efficace di informazione e servizi dedicata agli ammalati, ai familiari e a tutta la comunità, con volontari formati. Al primo posto l’associazione non profit mette la persona, attorno cui ruotano tutte le attività. Prevenzione primaria, diagnosi precoce, riabilitazione psicologica e fisioterapica, assistenza, sostegno alla ricerca: sono questi gli ambiti di impegno dell’associazione, affrontati con trasparenza, scientificità e professionalità.

 

“L’opera di sensibilizzazione non è mai abbastanza, tanti si avvicinavano solo quando c’è un problema oncologico in famiglia – prosegue Lilt – le nostre attività istituzionali sono divise in prevenzione, di cui fanno parte per esempio le campagne di sensibilizzazione e di educazione anche nelle scuole, e in diagnosi precoce, cioè le visite ed esami utili a monitorare il proprio stato di salute  Lavoriamo in stretta collaborazione con medici e specialisti, viaggiamo a fianco dell’Apss cercando di renderci utili in suo supporto”. Elisabetta ha raccontato a Il Dolomiti, quella che per lei è stata ed è tuttora l’esperienza da volontaria con Lilt.

 

Come si è avvicinata a quest’associazione?

Ho conosciuto altri volontari che erano in attività e mi hanno raccontato le loro esperienze. Da questo mi è venuta la voglia di essere utile per gli altri, per questo ho preso contatti con l’associazione. Io ci sono arrivata quindi tramite passaparola e conoscenze.

 

Di che cosa si occupa nel suo servizio?

Lavoro sia presso il Centro di prevenzione Lilt, a Trento che nella Casa di accoglienza, entrambe in via Nicolodi. Al Centro di prevenzione accolgo le persone che arrivano per visite di prevenzione o di diagnosi precoce, mentre occasionalmente con altri volontari svolgo anche una mansione di segreteria. Alla settimana dedico tre ore fisse, ma all’occorrenza, anche del tempo in più. In Casa di accoglienza accolgo i pazienti e li seguo anche nelle attività quotidiane, per esempio per il cambio della biancheria, o li aiuto ad ambientarsi, per fare in modo che si trovino a proprio agio in una nuova struttura o anche in una città nuova. Le persone che vengono da fuori spesso non sanno come arrivare nei vari centri e io sono lì per loro.

 

Cosa l'ha spinta a fare la volontaria per Lilt?

In pensione avevo del tempo libero, mi piaceva l’idea di fare qualcosa di utile per altre persone, ma che potesse darmi anche soddisfazione e gratificazione. Per me questa esperienza è soltanto positiva perché mi rendo utile, mi piace e mi fa bene. Mi fa capire ogni giorno quali sono le cose importanti della vita, soprattutto quando sei circondato da persone in difficoltà che hanno bisogno di aiuto. Le cose più semplici e più frivole passano in secondo piano, in particolare lo noto in Casa di accoglienza, dove ci sono ospiti che sono in terapia presso l’ospedale o in protonterapia.

 

Ha dovuto seguire una formazione per diventare volontaria?

Sì, per arrivare a essere volontaria ho dovuto fare un colloquio motivazionale, seguito poi da un corso di formazione specifico, in cui vengono anche spiegate tutte le possibili attività di volontariato perché Lilt ne propone tante. Abbiamo poi degli incontri con degli psicologi che spiegano come comportarci con queste persone. In tutte queste attività noi siamo sempre supportati con una formazione continua e per qualsiasi tipo di difficoltà.

 

Fare volontariato l'ha cambiata?

Direi che in questo percorso mi sono arricchita tanto e sono cresciuta. Ho imparato, e sto ancora imparando, a ascoltare le persone e avere empatia.

 

Cosa direbbe a una persona che si vuole avvicinare a questo mondo, lo consiglierebbe?

Certamente, perché è davvero un percorso che ti può arricchire sotto diversi aspetti. Lo consiglio a tutti quelli che hanno del tempo da dedicare, perché ti aiuta a crescere, e a entrare a stretto contatto con certe realtà che spesso non si conoscono. E soprattutto ti fa stare bene.

 

I servizi e le attività proposte sono quelle di prevenzione primaria, tra cui produzione e divulgazione di materiale informativo, campagne di sensibilizzazione promosse da Lilt a livello nazionale (Settimana della Prevenzione Oncologica nel mese di marzo, Giornata Mondiale senza Tabacco il 31 maggio, Campagna “Lilt for Women Nastro Rosa” prevenzione del tumore al seno in ottobre, Campagna per i tumori maschili a novembre), attività di educazione alla salute nelle scuole, conferenze e incontri con il pubblico su vari argomenti legati alla salute e all’attualità.

 

Per la prevenzione secondaria, cioè diagnosi precoce, l’associazione propone visite e controlli medici (oncologica generale, cute/nei e prevenzione melanoma, ginecologica e Pap-test, urologica) presso i Centri Prevenzione Lilt di Trento e Rovereto e presso le delegazioni. Lilt affianca inoltre l’Azienda Sanitaria per la promozione dell’adesione agli screening, anche con l’organizzazione di un servizio di accompagnamento allo screening mammografico dal Primiero Vanoi, dalle Valli Non e Sole, dalle Valli Fiemme e Fassa. 

 

Per quanto riguarda la prevenzione terziaria, si offre sostegno psicologico ai malati ed alle loro famiglie; riabilitazione fisioterapica e trattamento del linfedema affidata a fisioterapiste specializzate in drenaggio linfatico manuale; agopuntura e estetica oncologica per i pazienti in terapia. Lilt inoltre organizza un servizio di parrucchiera per i pazienti in degenza ospedaliera, e, per chi è in post-terapia, corsi di ginnastica dolce e di yoga complementari alla riabilitazione fisioterapica.

 

Non manca la parte di assistenza e ascolto per i pazienti in ospedale, nel day hospital e reparto oncologico a Trento e Rovereto, in Breast Unit e unità operative di chirurgia.  Con lo sportello oncologico, inoltre, Lilt offre, informazioni sui diritti del malato e della sua famiglia, sulla legislazione e sulle modalità attuative, previa consulenza di esperti.

In Casa Accoglienza vengono ospitati i pazienti adulti in terapia ed i loro accompagnatori mentre nei 2 Appartamenti l’ospitalità è riservata per i bambini ammalati che, con le loro famiglie, arrivano a Trento da tutta Italia e dall’estero per le cure al Centro di Protonterapia.

Alle pazienti Lilt, in collaborazione con la Breast Unit dell’Ospedale di Trento, dona protesi temporanee al seno, cuscini per il sollievo del braccio e borsine portadrenaggio, consegnate dai Volontari Lilt alle donne operate.

 

Lilt promuove anche la parte di ricerca e formazione, a sostegno di progetti di ricerca medica ed epidemiologica, in collaborazione con Istituti Ospedalieri Universitari italiani, e organizzazione di convegni e seminari per la formazione e specializzazione del personale medico-sanitario.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 18 gennaio 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
19 gennaio - 18:45
Sergio Tell è stato investito mentre stava attraversando la strada a Gardolo, il 60enne di Romeno è morto sul colpo
Cronaca
19 gennaio - 17:33
Sono stati analizzati 13.601 tamponi tra molecolari e antigenici. Registrati 2.660 positivi e 2 decessi. Ci sono 169 persone in ospedale di [...]
Cronaca
19 gennaio - 16:51
La questione lupo ciclicamente riemerge nel dibattito pubblico all'indomani di predazioni (praticamente sempre evitabili). Questa volta ha perso la [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato