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Mutui bancari: come scegliere quello giusto per acquistare un'abitazione o per eseguire importanti interventi di ristrutturazione

Il mutuo bancario è un tipo di finanziamento che utilizza l’abitazione come garanzia; si accende un’ipoteca sulla casa, è quindi bene scegliere con attenzione, in modo da ottenere condizioni sopportabili anche per un prolungato periodo di tempo

Pubblicato il - 21 aprile 2021 - 15:31

TRENTO. Chiedere un mutuo in banca permette a molte persone di acquistare un’abitazione, di eseguire importanti interventi di ristrutturazione o di avere a disposizione della liquidità. Si tratta di un tipo di finanziamento che utilizza l’abitazione come garanzia; a tale scopo si accende un’ipoteca sulla casa, è quindi bene scegliere con attenzione, in modo da ottenere condizioni sopportabili anche per un prolungato periodo di tempo. Per fare tale scelta è importante avere ben precise in mente quali siano le caratteristiche essenziali di un prestito di questo genere.

 

Il tasso di interesse: fisso o variabile. I tassi di interesse sono i primi elementi a cui si fa riferimento per la scelta di un mutuo, per questo bisogna avere ben chiare tutte le informazioni a riguardo. Per fare ciò, è possibile rivolgersi direttamente alla banca scelta oppure consultare le pagine dedicate sul sito della banca dove sarà possibile reperire tutte le informazioni necessarie, come ad esempio: https://www.bper.it/privati/mutui/mutuo-tasso-variabile-tasso-fisso.

 

In linea generale, il tasso fisso rimane uguale per l’intera durata del mutuo, anche se si tratta di un periodo molto prolungato, fino a 30 anni. Il tasso variabile invece è direttamente correlato al tasso interbancario Euribor, che varia ogni giorno; chi sceglie il tasso variabile accetta il rischio che nel corso degli anni la rata possa aumentare o diminuire, seguendo l’andamento del mercato dei prestiti europeo.

 

Rinegoziare il mutuo. Ciò che molti tra coloro che chiedono un mutuo non sanno è che alcune banche offrono la possibilità di ragionare ulteriormente sul tasso di interesse; in questo caso il tasso che si sceglie in fase di stipula del mutuo non dovrà essere necessariamente mantenuto uguale per l’intera durata del periodo di ammortamento. O meglio, volendo è possibile mantenere il medesimo tasso per 30 anni, oppure fissarlo per un certo periodo, poniamo 5 o 10 anni, per poi rinegoziarlo con la banca. Lo stesso dicasi per il tasso variabile, lo si può scegliere inizialmente, ad esempio nel caso in cui risulti particolarmente conveniente, per poi passare al tasso fisso dopo un certo numero di anni. Non è una variazione che si può fare ogni mese, spesso neppure ogni anno; vi sono degli step nei quali si può rivedere il tasso di interesse, posti solitamente ogni 5 anni.

 

Le spese accessorie. Per fare un vero e proprio confronto delle varie proposte è importante non solo conoscere il tasso di interesse offerto, ma anche l’ammontare delle spese accessorie. Si parte dal costo dell’apertura dell’istruttoria, per arrivare poi alle spese di gestione delle rate, che possono essere abbastanza significative. Per conoscere l’effettivo costo mensile si ricorre al Taeg- tasso annuo effettivo globale; in pratica questa cifra, in percentuale, è ottenuta sommando il tasso di interesse proposto dalla banca alle varie spese accessorie da sostenere nel corso degli anni. Il TAEG aiuta ad avere un’idea più precisa dell’effettivo costo dei mutui bancari e del peso reale delle rate mensili.

 

Cifre richiedibili, periodo di ammortamento, i tetti massimi. Un’altra caratteristica importante per valutare quali mutui siano più interessanti riguarda la durata massima possibile per il periodo di ammortamento. È un tipo di caratteristica che dipende sia dalle politiche interne dell’istituto di credito al quale ci si rivolge, sia dall’età del richiedente il mutuo. Solitamente il periodo di ammortamento può raggiungere i 30 anni; questo lasso di tempo però diminuisce all’aumentare dell’età del richiedente; la banca, infatti, difficilmente concede un prestito dilazionabile in 30 anni a un individuo che ha più di 70/80 anni. Oltre a questo esiste anche un limite all’ammontare della cifra che è possibile richiedere, che solitamente consiste nell’80% del valore dell’immobile che si intende acquistare. Il valore non è quello di mercato o quello di acquisto, ma quello stabilito da un perito inviato dalla banca stessa.

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