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Un turismo in equilibrio: arriva la nuova road map dell’Altopiano della Paganella per guardare ai prossimi 30 anni e alle sfide del futuro

Il 29 ottobre, alle 20.30, al Palacongressi di Andalo saranno presentati, dopo due anni di lavori a cui ha partecipato tutta la comunità, i risultati finali del progetto “Dolomiti Paganella Future Lab”

Pubblicato il - 25 October 2021 - 21:09

PAGANELLA. Si avvia alla conclusione il Dolomiti Paganella Future Lab. Il prossimo 29 ottobre, alle 20.30, al Palacongressi di Andalo saranno presentati, in un incontro pubblico, i risultati del progetto innovativo, a cui ha partecipato l’intera comunità dell’Altopiano della Paganella in tutte le sue varie componenti, pubbliche e private e condotto da un pool internazionale di esperti, coordinato dall’Apt Dolomiti Paganella.

 

L’evento sarà in presenza, presso il Palacongressi di Andalo, con Green pass e l’obbligo dell’uso della mascherina per tutta la durata. Per chi non potesse seguire in presenza l’evento, l’Azienda per il turismo ha predisposto anche un live streaming (Qui link).

 

Il progetto, iniziato due anni fa proprio il 29 ottobre del 2019, si è posto l’obiettivo (sulla base delle indicazioni espresse dagli operatori dei settori del turismo, commerciale, artigianale, dai rappresentanti degli enti pubblici, dai residenti e dai turisti) di definire le direttrici da seguire per realizzare da qui ai prossimi 10-20-30 anni un modello di turismo in equilibrio con l’ambiente naturale e inteso come forza positiva per il bene di tutta la comunità.

 

"Il prossimo 29 ottobre - evidenzia il presidente dell’Apt Dolomiti Paganella, Michele Viola - illustreremo i risultati finali di due anni di lavori, sancendo di fatto la chiusura della prima parte del progetto, per dare avvio alla seconda parte attuativa. Sarà un momento importante nella vita e forse anche nella storia del nostro Altopiano, perché tutta la comunità, così come si faceva sotto certi aspetti una volta con le carte di regola adottate nelle nostre valli, condividerà l’inizio di un nuovo percorso che porterà il nostro comprensorio turistico a essere tra i primi in Italia e nell'arco alpino a sviluppare un modello di turismo in equilibrio, in grado di garantire benessere per i residenti e per i nostri ospiti, ma soprattutto per chi verrà dopo di noi, nei confronti dei quali abbiamo un dovere di agire subito per fare fronte alla grande sfida dei cambiamenti climatici in atto, modificando i nostri modelli di vita e di sviluppo".

 

In particolare per indicare queste direttrici, il progetto è ruotato attorno a quattro temi fondamentali, considerati dei veri e propri pilastri base e cioè il Dna della destinazione, le nuove generazioni, i cambiamenti climatici e il turismo in equilibrio.

 

"Questi due anni di lavori – commenta il direttore dell’Apt Dolomiti Paganella, Luca D’Angelo – sono stati molto impegnativi e anche difficili a causa della pandemia. Ma proprio quest’ultima ha reso ancora più attuale e tempestivo il progetto che per molti aspetti ha anticipato le tendenze e le nuove esigenze delle persone derivanti dai cambiamenti portati dal Covid-19. Cambiamenti che hanno rivoluzionato a livello mondiale l’industria e il concetto stesso di turismo. Con questo progetto si è voluto ragionare sui cambiamenti che stiamo vivendo, per rendere la nostra comunità più resiliente e capace di immaginare il futuro, elaborando dei modelli di sviluppo coerenti con le sfide attuali".

 

I lavori di avanzamento e le prime indicazioni del progetto, sostenuto a livello di partnership dalla Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella, in questi mesi sono stati raccontati alla comunità, oltre che con il sito dedicato (Qui info), anche attraverso varie forme di comunicazione, dagli opuscoli informativi distribuiti direttamente a casa dei residenti e negli alberghi, alle dirette in streaming sui canali social dell’Apt Dolomiti Paganella, ai podcast con una serie di puntate dal titolo “Futuro – La destinazione che sarà”, distribuiti sulle piattaforme dedicate come Spotify e Google.

 

"Il progetto - dice D'Angelo - è così stato impostato come una piattaforma in continua evoluzione per definire una visione di sviluppo turistico bilanciato di lungo periodo assieme alla comunità, basato sulla vivibilità e la qualità di vita di residenti e ospiti. Le varie componenti economiche, pubbliche e private che hanno partecipato all’iniziativa attraverso delle 'indagini di comunità', sono stati concordi sulla necessità di adottare un nuovo modello di turismo, più green che punti sulla qualità e non sulla quantità, indicando, e questo è l’aspetto forse più significativo, la strada di come perseguirlo. Per esempio, indirizzandoci verso una forma di mobilità sempre più dolce che porti l’Altopiano a diventare una località turistica alpina traffic-free; o per esempio che incentivi ancora di più, da parte di tutti, la cura della bellezza dei luoghi e delle persone. In questo senso i risultati finali del progetto che presenteremo il 29 ottobre e che la tutta la comunità, compresi gli ospiti, sarà chiamata ad attuare in modo condiviso, sono davvero potenti e di forte impatto".

 

Le logiche del progetto che hanno permesso di tracciare una vera e propria road map all’insegna della resilienza per lo sviluppo di un turismo in equilibrio, si sono ispirate ad analoghe iniziative realizzate a Copenaghen, capitale della Danimarca e nella regione delle Fiandre, in Belgio. I lavori sono stati seguiti da un pool internazionale di esperti, tra i quali Emil Spangeberg, il “padre” di quanto realizzato a Copenaghen e i consulenti di Tsm-Trentino school of management.

 

"Quanto conseguito a Copenaghen e nelle Fiandre – spiega ancora Luca D’Angelo – ha rappresentato per noi un riferimento dal punto di vista metodologico. L’idea del progetto è nata a suo tempo come conseguenza del veloce cambiamento che ha vissuto e continua a vivere la nostra destinazione, determinato da fattori interni ma anche esterni. Dal punto di vista interno il nostro comprensorio in questi ultimi anni ha vissuto e continua ad avere una forte crescita, con la nascita di nuovi tipi di turismi, una spiccata propensione all’outdoor, un importante incremento della stagione estiva. Un cambiamento che ha avuto un impatto importante anche sulla comunità dei residenti ed è stato così veloce che abbiamo avvertito l’esigenza di fermarci un attimo per riflettere e chiederci se si stesse andando nella direzione giusta. Determinanti sono stati anche i fattori esterni di cambiamento, tra i quali quelli di carattere socio-economico e ambientali, soprattutto i cambiamenti climatici. Partendo da questi scenari con il Dolomiti Paganella Future Lab abbiamo quindi cercato, insieme alla comunità, d’immaginare il nostro futuro, utilizzando il turismo come leva positiva per il benessere di tutti; un turismo bilanciato con il sistema sociale del territorio e con le risorse ambientali che abbiamo a disposizione, preservandole in un’ottica di sostenibilità".

 

In attesa dei risultati finali e in relazione alle prime indicazioni emerse dal progetto, diverse realtà dell’Altopiano hanno comunque già cominciato realizzare degli importanti cambiamenti in un’ottica green e una di queste è stata proprio l’Apt Dolomiti Paganella che ha modificato recentemente il proprio Statuto diventando Società benefit. Da questo punto di vista è stata la prima Azienda per il turismo in Italia e tra le primissime in Europa ad adottare questa innovativa forma giuridica (introdotta nel nostro Paese nel 2016, sul modello delle Benefit corporation presenti negli Usa) in base alla quale un’azienda persegue volontariamente, nell’esercizio dell’attività d’impresa, oltre allo scopo di lucro, anche una o più finalità di beneficio comune.

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