Un'esperienza estiva nei beni confiscati alla mafia in Sicilia, Arci del Trentino lancia l'edizione 2021 dei "Campi della legalità''
L'iniziativa, promossa a livello regionale da Arci del Trentino, Arciragazzi Bolzano e cooperativa Altrimondi, vede sul territorio la partecipazione dello Spi-Cgil e il sostegno delle Politiche giovanili della Provincia di Trento: "Non è solo un gesto simbolico ma la reale costruzione di una comunità attenta e consapevole"

TRENTO. Via libera alle iscrizioni per "Estate in campo 2021", un'iniziativa che permette a venti giovani trentini e altoatesini di vivere un’esperienza nei beni confiscati alla mafia a Corleone e gestiti dalla cooperativa “Lavoro e non solo”.
L'iniziativa, promossa a livello regionale da Arci del Trentino, Arciragazzi Bolzano e cooperativa Altrimondi, vede sul territorio la partecipazione dello Spi-Cgil e il sostegno delle Politiche giovanili della Provincia di Trento.
"Ogni anno ragazze e ragazzi trentini scelgono di sostenere con il proprio lavoro le realtà che gestiscono in Sicilia i beni confiscati a Cosa nostra e di conoscere meglio il fenomeno mafioso incontrando i protagonisti delle battaglie per la legalità. Non è solo un gesto simbolico - spiega Andrea La Malfa, presidente Arci del Trentino - ma la reale costruzione di una comunità attenta e consapevole. Un impegno che unisce il pensare al fare, che serve ai giovani per riflettere sull'importanza di essere cittadini attivi e consapevoli e sul potere mafioso, che resta uno dei grandi problemi troppo spesso sottaciuto dell'Italia".
Le ragazze e i ragazzi, tra i 16 e i 25 anni, hanno tempo fino al 25 luglio per iscriversi (Qui info). Prima della partenza i giovani parteciperanno a un percorso di formazione per conoscere la storia della mafia e dell’antimafia siciliana, attraverso tre laboratori e il manuale "Appunti di antimafia", approntato dall’associazione.
Il viaggio a Corleone si terrà dal 25 agosto al 1 settembre. Per i giovani che partecipano questa è un'occasione per sperimentarsi in azioni concrete contro l'illegalità. L'obiettivo principale è diffondere una cultura fondata sulla legalità democratica e sulla giustizia sociale, che possa efficacemente contrapporsi alla cultura della violenza, del privilegio e del ricatto.
I terreni confiscati in Sicilia sono gestiti dalla Cooperativa “Lavoro e non solo”; circa 150 ettari tra Corleone, Monreale e Canicattì che producono tramite metodo biologico legami, pasta, olio, passata di pomodoro e uva. I partecipanti alloggeranno a Casa Caponnetto, edificio adibito ad ostello e confiscato nei primi anni del duemila ai fratelli Grizzaffi, nipoti di Salvatore Riina.
I partecipanti saranno coinvolti in attività formative, incontri con personalità impegnate nella lotta alla mafia e visite alla scoperta del territorio, a Cinisi (Palermo) alla casa di Peppino Impastato, il giornalista e attivista siciliano noto per le sue denunce contro Cosa Nostra, a Portella della Ginestra, luogo della strage del primo maggio 1947, e a Palermo.
Al ritorno i giovani che hanno preso parte ai Campi, saranno chiamati a restituire alla cittadinanza la loro esperienza anche tramite apposite iniziative. Il percorso può essere riconosciuto dalle scuole superiori come progetto di “Alternanza scuola-lavoro".















