Contenuto sponsorizzato
| 23 dic 2022 | 18:26

"Da 46 anni pianto una tenda e per 5 mesi mi occupo dell'ippopotamo sul Monte Cesen". Storia di Angelo e dell'appello della comunità a preservare il bosco

Il bosco, visibile sul Monte Cesen, potrebbe scomparire nel corso del tempo. Il 71enne Zanotto: "Sono un volontario, da oltre 45 anni pianto una tenda per 5 mesi per prendermi cura della zona". Il sindaco: "Appello ricevuto dai cittadini, ormai per noi è un simbolo. Mi sto muovendo perché si mantenga anche in futuro questa particolare forma"

"Da 46 anni pianto una tenda e per 5 mesi mi occupo dell'ippopotamo sul Monte Cesen"
di Francesca Cristoforetti

VALDOBBIADENE. Da 46 anni Angelo Zanotto, ex piastrellista in pensione di 71 anni, si occupa dell'ippopotamo del Domion sul Monte Cesen, un bosco di pini e faggi che ha assunto questa denominazione vista la sua particolare forma che però in futuro potrebbe rischiare di sparire. All'appello per la sua tutela, lanciato dai cittadini di Valdobbiadene e dei comuni limitrofi, ha risposto l'amministrazione comunale.

 

"C'è un grande valore affettivo da parte di tutta la comunità - dichiara il sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese -, per questo mi sto muovendo perché ci si impegni a mantenere questa particolare forma anche nel corso dei decenni, visto che potrebbe variare".

 

Da tanto tempo a prendersi cura dell'ippopotamo, che in buona parte si trova su un terreno di proprietà comunale, è Angelo Zanotto che porta avanti un importante lavoro di manutenzione: "Da più di 45 anni monto una tenda attrezzata nel bosco, dove rimango per circa 5 mesi, da giugno fino a fine ottobre. Mi occupo di sistemare il prato e ripulire bene la zona, insieme alla preziosissima collaborazione di altri volontari che mi aiutano. Mi sono sempre occupato di questo bosco anche quando lavoravo, con la differenza che salivo la sera e tornavo a lavorare la mattina".

 

Il bosco di pini e faggi, con la sua grandezza di circa 900 metri per 300 di altezza, è diventato un simbolo a cui la comunità è molto affezionata. "A partire dagli anni '50 fino agli anni '70 - spiega il sindaco - sulla nostra montagna si è portata avanti un'opera di rinboschimento. Con la sua grandezza è visibile a chilometri di distanza, è diventato un tratto distintivo".

 

La particolare forma si è iniziata a scorgere soltanto più avanti, intorno agli anni 2000. "Circa 15 anni fa un mio carissimo amico, passando con i suoi bambini sotto il monte, mi ha detto che aveva visto l'ippopotamo. Era la prima volta che lo sentivo chiamare così, non avevo mai pensato ad associarlo a tale forma. Da allora il nome è rimasto".

 

Ora è l'amministrazione comunale che cercherà di preservare questa zona. "Stiamo facendo delle verifiche - conclude il sindaco -, anche per confrontarmi con Veneto Agricoltura, per elaborare non tanto dei vincoli ma sottoscrivere un impegno perché si mantenga tale forma. Ormai per la comunità è un punto di riferimento".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 09 agosto | 12:41
L'impatto è stato molto violento, è avvenuto all'altezza della località Terrazze. Sul posto si sono portati i vigili del fuoco, le forze [...]
Cronaca
| 09 agosto | 12:25
Intervento sul ghiacciaio della Presanella, soccorsa una cordata di quattro persone: una 26enne trasportata d'urgenza in ospedale, meno gravi [...]
Cronaca
| 09 agosto | 11:51
Le previsioni meteo dell'ingegnere ambientale Giacomo Poletti 
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato