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Da Arco a Budapest in bici per ripulire più di mille chilometri dai rifiuti. La coppia 'Plastic Free Ride': "Ancora troppe mascherine e bottiglie di plastica lasciate per terra"

E' il quarto viaggio per la coppia di "Plastic Free Ride". Muniti di carretto, cestino e pinza Raffaele e Sara stanno pedalando per ripulire il percorso: "L'anno scorso abbiamo riempito circa 35 carretti, ora circa la metà. Ci siamo resi conto di quanto il nostro contributo sia piccolo se fatto da soli, ma quanto in realtà potenzialmente possa cambiare il mondo se tutti agissimo così"

Foto tratta da Fb Plastic Free Ride
Di Francesca Cristoforetti - 08 luglio 2022 - 19:04

TRENTO. E' il quarto viaggio per la coppia di "Plastic Free Ride" che questa volta, partiti da Arco sempre in sella alla loro bicicletta, hanno scelto Budapest come destinazione. Muniti di carretto, cestino e pinza Raffaele Fanini, 33 anni originario di Rovereto insieme alla sua compagna Sara Mazzarella, 30enne di Lucca hanno ripulito oltre 1.000 chilometri del percorso da plastica, lattine e mascherine lasciate a terra. 

 

"L'anno scorso abbiamo riempito circa 35 carretti - raccontano i due a Il Dolomiti - quest'anno circa la metà, perché il nostro itinerario si è svolto tutto lungo le piste ciclabili".

Oltre i confini italiani attraversando l'Austria e la Slovacchia, passando per Innsbruck, Salisburgo, Linz, Vienna e Bratislava, la coppia di ciclisti ha notato quanto ci sia ancora da lavorare sui temi ambientali: "Siamo partiti il 16 giugno, - spiegano - ci siamo resi conto di quanto il nostro contributo sia piccolo se fatto da soli, ma quanto in realtà possa potenzialmente cambiare il mondo se tutti agissimo così. E già siamo in tanti. C'è molta curiosità per quello che facciamo ma tanti ci prendono anche come esempio". 

 

Con questa tipologia di viaggio Sara e Raffaele sono riusciti a coniugare le loro più grandi passioni, la bicicletta e l'amore verso la natura e l'ambiente. Tutti i rifiuti una volta raccolti sono stati poi smistati e differenziati, per essere buttati nelle isole ecologiche delle varie città: "Siamo liberi come solo la bicicletta ci fa sentire, e liberi dall’inquinamento che si trova su strade e sentieri".

Lo scopo quindi non è la velocità del viaggio per raggiungere la meta: "L'obiettivo finale è discutere di questi temi e confrontarci con la gente durante il nostro percorso e portare avanti un'opera di sensibilizzazione - raccontano - ci impieghiamo di più dovendo fermarci a raccogliere la spazzatura e ciò che troviamo per terra, quindi facciamo tappe di circa 80 chilometri al giorno al massimo. La nostra tabella di marcia cambia in base a quanti rifiuti troviamo".

 

In quanto a pagelle, per ora l'Austria "è il paese più pulito che abbiamo attraversato finora. In Italia e Ungheria si trovano ancora troppi rifiuti. Da noi ancora troppe mascherine e bottigliette di acqua".

 

Progetti futuri? "Questa cosa la vogliamo portare più avanti anche nell'Alto Garda, dove viviamo - proseguono i due - magari attraverso delle iniziative. Vorremmo radunare sempre più persone. Siamo in due quando viaggiamo ma le persone che condividono la nostra scelta sono moltissime".

 

Plastic Free Ride nasce nel 2019 "da un sogno, e cresce ogni giorno, - concludono - ogni volta che qualcuno condivide con noi un pezzo di strada, crede nel progetto, ogni chilometro in più pedalato. Lo facciamo per parlare alle persone con gesti concreti, e per fare la nostra parte nella difesa degli ambienti naturali".

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