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Dall'azienda agricola di famiglia alla laurea (a pieni voti) in Scienze e tecnologie animali: la storia di Silvia Zomer, giovane e appassionata allevatrice trentina

Due sono gli appuntamenti giornalieri ai quali Silvia non manca mai: quello delle 5e30 di mattina e quello delle 17e30, che la vedono impegnata nella mungitura delle 50 (su 100) vacche dell'azienda agricola di famiglia. Animali che, Zomer, conosce profondamente e perfettamente

Di Sara De Pascale - 10 August 2022 - 09:37

ALA. Nell’azienda agricola del papà ci è cresciuta, dando una mano all’attività di famiglia, giorno dopo giorno: una ‘full immersion’ nel mondo dell’allevamento (di certo, almeno in parte) responsabile di quella che oggi è diventata una passione a tutti gli effetti. Si tratta della storia dell’alense Silvia Zomer che, fra una mungitura e l’altra, si è fatta in quattro per ottenere (a pieni voti) una laurea in Scienze e tecnologie animali, coronando il sogno d’una vita.

 

È così che tutto ha infatti avuto inizio: “Aiuto mio papà da quando ero piccola – racconta oggi Silvia a Il Dolomiti – una realtà, questa, che mi ha sempre profondamente entusiasmata e incuriosita. Dopo la laurea e 2 anni di esperienza nell’attività di famiglia, ho iniziato a lavorare anche come tecnico della Federazione provinciale allevatori, mettendomi al servizio delle aziende agricole di tutto il Trentino, occupandomi di mansioni di natura gestionale (fatture, contabilità o gestione informatica) e tenendo corsi con Coldiretti nelle scuole”. Tutto questo, accanto al lavoro nella stalla di papà Mario, nella quale, la ragazza giornalmente si reca per i suoi due irrinunciabili appuntamenti fissi: quelli relativi alla mungitura, che la vedono impegnata alle 5 e mezza di mattina e alle 17e30 nel pomeriggio, “momenti che non conoscono festività o ferie”, commenta Zomer. 

Nell’azienda agricola "Zomer Mario" Silvia non si occupa tuttavia soltanto della gestione delle vacche ma anche della parte burocratica, nonostante il contatto e rapporto con l’animale sembri essere ciò che la appaga di più: “Abbiamo 100 vacche (tra le quali vi sono anche vitelle e manze) – spiega – ognuna di loro ha un nome, una storia e delle caratteristiche o abitudini ben precise”, dichiara precisando che, non soltanto conosce gli appellativi di ognuna di loro, ma anche le loro “particolarità, cosa essenziale soprattutto quando si tratta di mungerle”.

 

Silvia spiega per l’appunto che quella della mungitura è un’azione principalmente “meccanica” (che avviene attraverso il “gruppo di mungitura”), anticipata tuttavia da una fase manuale: “Le mammelle delle vacche vanno anzitutto pulite con un particolare sapone e stimolate per la messa a latte: ogni animale ha le sue caratteristiche e, per far sì che venga munto nel modo corretto è necessario anzitutto capire come sta, se dorme abbastanza o se mangia a sufficienza, nonché comprendere quando (e se) il latte della singola vacca è uscito completamente: questo, soprattutto per evitare problemi come mastiti. Insomma, si tratta davvero di conoscersi nella maniera più dettagliata e profonda possibile”, cosa che, certamente, richiede il proprio tempo. “Dal latte poi, a sua volta, si capisce se (non) stanno bene – aggiunge – lo scorso inverno molte di loro ad esempio hanno avuto l’influenza”.

 

Una conoscenza che negli anni ha portato la ventisettenne classe 1995 a carpire i segreti di ognuna di loro (in particolare di quelle 50 vacche che vengono regolarmente munte), riservando così loro non soltanto un trattamento d’eccellenza, ma anche una vita degna d’essere vissuta.

"Il latte delle nostre vacche è definito latte di qualità: viene stoccato in cisterne che portiamo a Latte Trento per farne Trentingrana", racconta. Latte garantito soltanto da alcuni degli esemplari presenti in stalla perché fra quei 100 ci sono anche "vitelle (che hanno fino a 6 mesi d'età) e manze (che hanno più di 6 mesi d'età ma che non hanno mai prodotto latte, in quanto non ancora ingravidate o in attesa del primo vitellino)". 

 

"Le manze giovani al momento sono tutte in vacanza alla malga Sega (protette dal lupo da un recinto elettrico) - specifica Zomer - insieme a quelle vacche da noi ritenute più forti, che brulicano invece libere nei prati (in quanto difficilmente prede dei lupi) - spiega Silvia - basti pensare che se un lupo peserà sui 60 kg, una vacca ne pesa in media 700: questo rende il lavoro del predatore più faticoso, che va quindi a cercare le manze più giovani e piccole, che noi abbiamo tuttavia imparato a proteggere a dovere". 

 

Sono soltanto 30 le vacche che oggi sono rimaste invece nella stalla di Ala, "quelle più fragili che hanno bisogno di un maggiore apporto energetico (cosa che, l'erba, difficilmente può garantire). Le teniamo quindi a casa per poter dare loro tutto ciò di cui hanno bisogno", soprattutto in un periodo caratterizzato da siccità, che ha reso molti dei prati della Lessinia gialli appezzamenti e che ha ridotto notevolmente la quantità d'acqua disponibile: "Sicuramente la carenza di cibo sta costituendo un problema per le nostre vacche in malga: per ora fortunatamente di acqua ce n'è ancora a sufficienza. Ad ogni modo, scenderanno dall'alpeggio in anticipo rispetto al solito". 

 

Fra i vari aneddoti relativi alle vacche, Silvia si tiene dallo sbilanciarsi relativamente a quale sia la sua preferita: "Ci si affeziona a tutte: ognuna ha le sue particolarità. C'è Rublina che ha 13 anni e ha partorito già 10 volte: un caso sicuramente inusuale (le vacche da latte vivono infatti in media 6 o 7 anni e partoriscono circa 3 volte). É cresciuta insieme a me: per noi ormai è come un cane", confessa, aggiungendo però che un posto d'eccezione nel suo cuore è riservato alla "mia Rosy"

 

"É un mondo faticoso che non conosce ferie, Natale o Pasqua: per loro devi esserci sempre e è giusto che così sia - commenta l'allevatrice alense - ma senza il mio papà non ce la farei mai. Io, a differenza dei miei genitori ho tuttavia la fortuna di andare in vacanza con il mio fidanzato, ogni tanto. Loro, invece, la vita l'hanno dedicata al lavoro", conclude sottolineando che ad oggi sono sorprendentemente molti i giovani (dei quali anche tante donne) che si interessano di questo tipo di attività, tanto che hanno creato un club (Junior club Trentino) che li fa spesso riunire, organizzando divertenti concorsi di bellezza o incontri formativi. 

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